Satana conosce i pensieri dell'uomo?

Didimo il cieco, un autore del 250 circa d. C., per provare la divinità dello Spirito Santo, dice: “Sarebbe un’empietà mettere lo Spirito Santo al livello delle creature. Un essere creato non abita in un altro: le arti e le scienze, le virtù e i vizi, abitano in certo modo in noi, ma come qualità accidentali e non come sostanze... Ora è la propria sostanza dello Spirito Santo che abita nei giusti e li santifica, e solo alle tre Persone della Trinità appartiene di poter, colla loro sostanza, penetrare nelle anime” (DIDIMO IL CIECO, De Spiritu Sancto, 25.).

E, prevenendo l’obiezione per cui si sarebbe potuto dire che anche Satana entrò nel cuore di Giuda (Gv 13, 27), risponde che Satana vi entrò non con la sua sostanza, il che appartiene solo a Dio, ma con la sua operazione, e cioè con le sue perfide suggestioni e con i suoi inganni pieni di malizia (Ib., 61).

S. Tommaso riprende l’argomentazione di Didimo il cieco, e dice che è proprio ed esclusivo di Dio penetrare nell’essenza stessa dell’anima (solus Deus illabitur animae) (S. TOMMASO, Somma teologica, III, 64, 1).

Satana, al massimo e per una permissione divina, può impossessarsi del corpo, ma non può penetrare nell’anima che è la sede dei nostri pensieri e affetti.

E' pur vero che le nostre azioni possono essere viste dal diavolo. E da queste, egli può risalire al pensiero. Per questo il diavolo, poste determinate premesse (nella fattispecie le nostre azioni) può congetturare che cosa vogliamo fare, e di qui risale ai nostri pensieri, ma i nostri pensieri non gli sono direttamente svelati a meno di rarissime eccezioni che, seppur rare, sono possibilità gravi e reali.

ISTRUZIONE CATTOLICA

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