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L'infiltrazione dello Stato nella Chiesa in Vietnam

Il rapporto *Libertà di culto: una falsa realtà in Vietnam* è stato pubblicato nel giugno 2026 dall’International Christian Concern (ICC). Esso illustra gli sforzi compiuti dal Partito Comunista del Vietnam per influenzare la Chiesa cattolica attraverso mezzi indiretti.

L’ICC è un’organizzazione senza scopo di lucro «acconfessionale» con sede a Washington, D.C., fondata nel 1995 per documentare la persecuzione dei cristiani in tutto il mondo.

Il rapporto sostiene che la Chiesa cattolica occupi una posizione unica tra le comunità religiose del Vietnam. A differenza della maggior parte delle altre organizzazioni religiose riconosciute, essa non è direttamente integrata in una struttura controllata dallo Stato.

Tre strategie di controllo

Secondo il rapporto, il Partito Comunista ricorre a tre strategie principali per controllare le comunità religiose, attingendo a un’analisi del 2023 della Commissione statunitense per la libertà religiosa internazionale (USCIRF).

La prima, la sostituzione, consiste nel dichiarare fuorilegge le organizzazioni religiose storicamente indipendenti e nel sostituirle con alternative controllate dallo Stato, spesso dopo averne confiscato i beni. Secondo il rapporto, questa strategia è stata utilizzata in modo più estensivo contro le organizzazioni buddiste.

La seconda, la cooptazione, consente agli organismi religiosi di continuare a operare dopo aver gradualmente accettato la supervisione del governo. Tali organizzazioni «ibride» rimangono attive ma operano entro i limiti stabiliti dallo Stato. Il rapporto sostiene che questo approccio sia stato applicato alle sette evangeliche.

La terza strategia, l’infiltrazione, è quella che, secondo l’ICC, è stata utilizzata in modo più evidente contro la Chiesa. Il Partito non detiene autorità diretta sulla Chiesa. Ha fatto affidamento sul «Comitato per la solidarietà dei cattolici vietnamiti», un’organizzazione pseudo-religiosa controllata dallo Stato.

Concedere favori al clero utile

Secondo l’ICC, il comitato ha cercato di espandere l’influenza del Partito all’interno della Chiesa attraverso sacerdoti e vescovi allineati agli interessi del governo.

Il clero e i fedeli che difendono la libertà religiosa o si rifiutano di collaborare con le autorità sono presi di mira.

Il risultato, sostiene il rapporto, è quello di fornire ad Hanoi un punto di leva all’interno di una Chiesa che non può assorbire formalmente, così come ha fatto con alcune organizzazioni buddiste o con i gruppi protestanti, integrandoli in strutture approvate dallo Stato.

Detenuti per motivi religiosi

Il rapporto cita 57 prigionieri religiosi non ancora rilasciati in Vietnam, molti dei quali hanno subito torture durante la detenzione.

Tra i casi evidenziati figurano quelli di Nay Y Blang e Dinh Yum. Blang è stato arrestato a causa del suo coinvolgimento in un gruppo evangelico non registrato, mentre Yum è stato condannato a undici anni di reclusione per attività legate al protestantesimo Degar negli Altipiani Centrali.

Le radici nelle conseguenze del 1975

L’ICC fa risalire molte delle attuali restrizioni alle conseguenze della guerra del Vietnam. In seguito alla «vittoria» comunista del 1975, i cristiani montagnard degli Altipiani Centrali furono considerati collaboratori poiché molti di loro avevano combattuto a fianco delle Forze Speciali statunitensi.

Secondo il rapporto, le autorità hanno reagito con confische di terreni, chiusure di chiese, arresti e tentativi di sopprimere sia la loro identità religiosa che quella etnica.

La testimonianza del pastore Nglol Rahlan

Una parte consistente del rapporto è costituita dalla testimonianza del pastore Nglol Rahlan, un leader cristiano montagnard che ora vive negli Stati Uniti.

Rahlan ha affermato che le autorità continuano a detenere i credenti e a costringere i cristiani a partecipare alle funzioni natalizie nelle chiese riconosciute dal governo, anziché a celebrare il culto con le proprie congregazioni.

Egli sostiene che i gruppi religiosi controllati dallo Stato esercitino pressioni sui cristiani affinché «adorino Ho Chi Minh».

Traduzione AI
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