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Abate cistercense: le vocazioni sono in calo perché siamo diventati sale insapore

Ai nostri giorni, l’autorità è profondamente screditata, sia nella società che nella Chiesa, sia per eccesso che per carenza. È quanto ha affermato padre Francisco Rivera, 46 anni, il 14 giugno in un’intervista rilasciata a VidaNuevaDigital.com.

Il 20 maggio è stato eletto nuovo abate del monastero cistercense di Santa María de Huerta a Soria, in Spagna. Si tratta di uno dei grandi monasteri spagnoli e di una delle sedi storiche più importanti dell’Ordine cistercense.

Padre Rivera ha riconosciuto che il numero delle vocazioni è diminuito drasticamente: «Possiamo dare la colpa al mondo, ai suoi valori o alla loro mancanza, ai giovani, ai social media e così via. Ma credo che anche la vita consacrata debba intraprendere un rigoroso esame di coscienza. Forse siamo diventati una sorta di sale insapore. E sappiamo bene cosa dice il Signore Gesù nel Vangelo a questo proposito».

Per il nuovo abate, la migliore campagna vocazionale consiste nel «vivere, nel nostro caso, una vita monastica seria e coerente, nella fedeltà ai nostri impegni monastici e alla Regola di San Benedetto che abbiamo promesso di seguire».

Riguardo al silenzio, ha affermato che si tratta della capacità di incontrare se stessi: «Quando tutto si fa silenzioso, sia interiormente che esteriormente, emerge il nostro rumore interiore: le cose che non ci piacciono di noi stessi e dalle quali siamo abituati a fuggire».

Immagine: Francisco Rivera, Ocso.org, Traduzione AI
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Ha ragione...e il sale insapore è buono solo a essere gettato via...