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Una frizzante intervista de “Il Talebano” con Piergiorgio Seveso

Volentieri riprendiamo da Il Talebano questa intervista con Piergiorgio Seveso, Presidente di RS:

Grazie caro Piergiorgio di concederci questa intervista. Tu sei stato protagonista negli anni 2000 dell’ ala Tradizionalista del leghismo un vero e proprio ponte tra il Centro Studi Davide Abertario e il MUP (Movimento Universitario Padano) della Cattolica diventato CAP (Comunità antagonista padano) con la rivista “Il Cinghiale Corazzato”. Vuoi parlarci di questa esperienza?

Anzitutto grazie a Te per le parole immeritate e a “Il Talebano” per farmi ricordare di momenti assai entusiasmanti. Non so se io sia stato protagonista, di certo ci sono stato e ciò è quello che davvero conta.

Come cofondatore e segretario del centro studi “Davide Albertario” (nato il 28 gennaio 2002) mi sono trovato quasi accidentalmente ad essere tramite e punto di raccordo tra questo Centro studi cattolico integrale (nato dall’iniziativa dell’Istituto Mater Boni Consiilii) e il gruppo degli Universitari Padani dell’Università Cattolica di cui sono diventato viceresponsabile nel maggio 2003.

La cosa produsse tantissime buone cose: ad esempio un doppio ciclo annuale di conferenze che portarono a parlare in Cattolica personaggi molto rilevanti di entrambi gli ambiti (parliamo ovviamente degli anni 2002-2004): Andrea Rognoni, Don Ugo Carandino, Mario Spataro, Gilberto Oneto, Don Ugolino Giugni, Federico Bricolo, Don Thomas Cazalas, Sergio Terzaghi, Don Giuseppe Murro, Lorenzo Busi, Don Francesco Ricossa, Paolo Bassi, Martino Mora, solo per citarne alcuni.

Erano gli anni in cui l’allora leader Umberto Bossi tuonava contro il “Concilio Vaticano Secondo” e i “massoni” che l’avevano generato, c’era una rubrica cattolica integrale su Radio Padania, le iniziative cattoliche tradizionaliste erano seguite da media padani, c’erano Messe in latino “Non una cum” a molte iniziative della Lega Nord, c’erano banchetti librari sedevacantisti sia a Pontida che a Venezia (tra tutti ricordiamo quello del maggio 2003 che balzò all’onore delle cronache per alcuni libri assai controcorrente).

In questo gran fervore d’opere, in questa particolare “sintonia”, in questo prodigioso “allineamento dei pianeti”, era naturale che si creasse un laboratorio di collaborazione politica tra cattolicesimo integrale e il giovane leghismo dell’epoca. E questo luogo fu senza alcun dubbio l’allora Movimento Universitario Padano dell’Università Cattolica (anche se vi furono altri episodi specie nel Triveneto).

Non posso dimenticare che in quel gruppo, governato da una profonda Amicizia metapolitica, elementi pagani, laici e cattolici integrali si confrontavano quotidianamente su questioni politiche e sulle grandi Verità che illuminano la vita e devo ringraziare Fabrizio Robbiani e Davide Alemanni, i due responsabili di allora, per aver accolto con rispetto e con stima le nostre iniziative.

Poi si sa, il contatto tra politica quotidiana e i grandi valori assiali e veritativi del Cattolicesimo integrale genera cambiamento, “conversione”, miglioramento: alla fine l’accodarci al liberalismo berlusconiano ci stava stretto, il progressivo (e allora meno percepibile) trasformarsi della Lega Nord da movimento identitario localista a movimento neo nazionalista (filo americano e filo sionista in politica estera, filo atlantista in poliitca europea, securitario e neocons in politica interna) ci stava ancora più stretto.

Così il 20 marzo 2006, per una serie di molteplici occorrenze, ci trasformammo in Comunità Antagonista Padana e abbiamo festeggiato da poco i quindici anni di vita.

Riacquistata una piena libertà d’azione tematica e politica, abbiamo vissuto anni meravigliosi, testimoniati dalle copertine del nostro giornale “Il Cinghiale corazzato”. Col passare degli anni anche l’elemento cattolico romano confessionale divenne indiscusso protagonista delle nostre iniziative.

Libera dall’interesse verso la politica italiana, la CAP ha potuto condurre in questi anni campagne contro le aggressioni americano-sioniste ai paesi del Mediterraneo e del vicino Oriente (Libia, Siria, Libano, Iraq e Iran), a favore della rinascita russa e dei movimenti identitari nell’est Europa e, in ambito culturale, a favore del revisionismo storico per le piccole patrie preunitarie (specialmente contro il “risorgimento” ma anche per la libera ricerca in genere, ad esempio sull’omicidio rituale ebraico grazie a Luca Fumagalli).

In una Università come la nostra, dilaniata dalla Scilla del modernismo e dalla Cariddi tecnocratico aziendalistica, abbiamo cercato di portare la viva testimonianza della Res publica christiana.

Il proseguimento di questa esperienza è stata Radio Spada. Di cosa si tratta?

Esattamente così. Nel naturale svilupparsi delle dinamiche umane del nostro gruppo, era normale che tra i laureati e quelli che erano arrivati o erano rimasti in Università si volesse creare qualcosa che rinsaldasse il nostro legame e portasse anche fuori dalle muraglie rosso mattone della nostra Università le nostre battaglie.

Così nel giugno 2012 abbiamo fondato il Blog Radio Spada con lo scopo di farne nel breve termine una casa editrice controcorrente, apartitica, antagonista e confessionalmente cattolica integrale, lontana sia dallo pseudo-restaurazionismo ratzingeriano che dalle pulsioni neoconservatrici e benpensanti di molti nostri ambienti, spesso più pericolose della rivoluzione stessa.

L’esperienza delle Edizioni Radio Spada che hanno sede in Insubria a Cermenate, molto impegnativa dal punto vista umano e intellettuale, ha dato i suoi frutti, dal momento che abbiamo pubblicato più di novemila articoli e navighiamo ben oltre i sessanta titoli pubblicati.

Tra i piccoli ma fondamentali meriti di questa casa edtrice (un’editrice tra le tante ma sotto certi aspetti unica) c’è quello di aver contribuito a mettere in movimento l’ambiente cattolico tradizionalista italofono, legittimamente soverchiato dal neo modernismo trionfante nell’epoca bergogliana e altrettanto naturalmente incline all’ipnosi della coazione a ripetersi e al minimalismo della sopravvivenza.

Infatti, o per emulazione o per antagonismo, molte iniziative sono state messe in campo dopo la nostra nascita e questo aver “smosso le acque” non ci può che rendere lieti: per il resto parlo con pudore di questa nostra casa editrice perchè detesto fortemente le dinamiche autopromozionali, amando molto la vita ritirata.

Da questo buon ritiro, esco raramente. Se c’è un buon motivo per uscirne, è per tutelare l’unico vero sovranismo che mi sta cuore, da cui ovviamente i sovranismi “minori” dovrebbero trarre linfa vitale, grazie per scegliere, dottrine da custodire, linee guida per agire, ovvero la sovranità di Cristo Re ed il suo Sacro Cuore sui singoli e sugli Stati. Grazie ancora.