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La cosa più importante da fare ora. Per me, per te e per tutti

Vorrei proporre, in questo articolo, una riflessione maturata nel corso del tempo e che si è andata irrobustendo con la lettura e l’ascolto di alcune prese di posizione di opinionisti di rilievo nello scenario italiano, in particolar modo quelle del prof. Alessandro Meluzzi, psichiatra e criminologo ma soprattutto intellettuale molto colto e dalla profonda e genuina visione cristiana del mondo, della storia e dei fatti che accadono.

In alcune recenti considerazioni ha rilevato come le resistenze effettive al nuovo sistema di controllo globale in cui le élite ci stanno ingabbiando stiano sfumando, mentre tutto prende una piega sinistra, nella direzione di quella dimensione tenebrosa preannunciata nelle pagine bibliche in cui purtroppo, per un certo periodo di tempo, il trionfo dell’abominio e l’ascesa dell’Anticristo non potranno essere evitati.

In questa situazione il pericolo, per i più, prende la forma di una duplice tentazione all’orizzonte:

- un abbattimento spirituale conducente, come esito finale, ad uno stato di disperazione;

- una rabbia incontrollata che spinge ad una resistenza condotta da un punto di vista prettamente umano e sociale, facendo affidamento solo sulle proprie forze.

Per vincere queste due tentazioni bisogna rendersi conto che, forse, mai come in questo momento c’è bisogno di anime sante. È urgente che ci si renda conto di questa necessità: occorre farsi santi. Come? Si tratta di impegni e obiettivi abbordabili da tutti gli uomini e le donne di buona volontà: praticare in modo costante ed energico le virtù cristiane; vivere in grazia di Dio; fuggire dal peccato mortale e, se si vi cade, recuperare subito la grazia perduta ricorrendo al sacramento della Confessione. La pratica delle virtù irrobustisce la struttura spirituale dell’uomo, per la quale la grazia è favorita e plasma l’uomo interiore, ad immagine del Modello divino, Cristo Gesù.

Eppure questi impegni vanno vissuti alla luce della situazione odierna. Urge “blindare” in noi la convinzione che quanto più santi e uniti a Dio si è, tanto più il proprio pregare, offrire, soffrire, compiere con diligenza e in spirito di sottomissione alla volontà di Dio i propri doveri di stato si caricano di efficacia e potenza spirituale tale da non poter immaginare, ottenendo tante grazie, miracoli, conversioni e cambiamenti storici.

In questo periodo, inoltre, si sente forte l’esigenza di farsi guidare più decisamente dallo Spirito Santo perché le virtù morali (come la prudenza e la temperanza) che perfezionano l’uomo dal punto di vista naturale, da sole, non bastano. La prudenza, ad esempio, permette di discernere ciò che è giusto e ciò che è bene; oggidì, però, ci troviamo catapultati in situazioni talmente difficili da discernere e complesse da giudicare, ad inganni demoniaci così sottili, a situazioni che ci sovrastano attorno alle quali non si sa che pensare e che fare che la sola virtù della prudenza non è sufficiente: occorrono il sostegno, la forza e i doni dello Spirito Santo che danno quel plus di soprannaturale per poter superare i confini e i limiti propri alla virtù morale.

Radichiamo nella nostra anima questa consapevolezza: sforzandoci ogni giorno, seriamente, nella nostra vita di santità quotidiana e cercando di acquistare le virtù, una ad una, implementiamo la nostra spiritualità e recettività nei confronti dello Spirito Santo. Concetto, questo, fondamentale. Quanto più un’anima cammina sulla strada della perfezione, tanto più diventa recettiva nei confronti dell’azione dello Spirito Santo e, quando l’azione dello Spirito Santo diventa facile in un’anima, ecco che il Dulcis Hospes animae trova il terreno fertile per, con i suoi sette doni, divinizzarla veramente.

Il dono del consiglio, in modo particolare, è particolarmente importante da ottenere perché ci guiderà, in questi tempi duri, sulle scelte pratiche da compiere

.
Per attirarlo su di noi si richiede un cammino di perfezione fatto con serietà, non trascurando la battaglia interiore che è nel nostro cuore ed è fatta contro il peccato, il vizio, il male, la menzogna. Tutto ciò ci porterà ad essere sempre più docili alla recezione e all’attività dei doni dello Spirito Santo.

Il dono del consiglio è un abito soprannaturale per cui l’anima in grazia, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, giudica rettamente, nei casi particolari, ciò che conviene fare in ordine al fine ultimo soprannaturale. È, pertanto, un dono necessario perché i casi che richiedono una soluzione giusta e rapida sono sempre molto frequenti, soprattutto oggi; è anche molto difficile conciliare tra loro varie esigenze spirituali e armonizzare le diverse virtù cristiane, ad esempio la soavità con la fermezza, la necessità di saper accettare certe cose con quella di combatterne altre; si tratta di decisioni delicate da prendere. affermava il monaco benedettino Jean Leclercq: “Signore dacci la forza di accettare con serenità le cose che non possono cambiare, dacci il coraggio di cambiare le cose che debbono essere cambiate ma dacci soprattutto la saggezza di discernere le une dalle altre”.

Il dono del consiglio infonde
interiormente, per l’appunto, una singolare capacità di distinguere le cose che possono essere cambiate da quello che non possono esserlo, consentendo di camminare sull’esiguo confine tra due esigenze: la lotta, da una parte, per cambiare le cose che debbono essere cambiate; la forza d’animo, dall’altra, nell’accettare le cose dolorose che non possono essere cambiate, vivendo la dimensione della crocifissione.

Trai meravigliosi effetti spirituali del dono del consiglio vi è questo: ci preserva dal pericolo di una falsa coscienza. Proprio oggi che si sente forte l’esigenza di mettere la coscienza al primo posto per difendersi da imperativi ed ordini che ci vengono imposti senza un vero fondamento ragionevole né tantomeno scientifico… La coscienza deve, però, essere formata rettamente perché se è fuorviata impone un dettame sbagliato. È, in effetti, molto facile illudersi su questo punto tanto delicato: solo il dono del consiglio, che sorpassa la luce della ragione naturale ottenebrata dal capriccio e dalla passione, suggerisce quello che bisogna fare con una sicurezza e forza inappellabili e ci preserva dal confondere la luce con le tenebre. Tutti abbiamo bisogno di questo dono, non solo i governanti, perché anche a noi è affidato il compito di governare le nostre famiglie, i nostri ambienti su cui abbiamo una porzione qualche di autorità e, soprattutto, la nostra anima per strapparla dalla dannazione e condurla sulla via della vita.

Per favorire l’azione di questo dono è necessario, tra le altre cose, invocare di frequente lo Spirito Santo, sin dal mattino, per chiederGli la sua assistenza, il suo consiglio lungo tutta la giornata; in modo particolare è conveniente invocarlo all’inizio di ogni azione, nei momenti difficili o pericolosi, prima di prendere una decisione importante o dare qualche direttiva ad altre persone. Ricordiamo, in ogni caso, che per poter essere in sintonia con il Maestro interiore non è possibile trovarsi in una condizione di peccato grave altrimenti sarà molto difficile percepirne la voce e le ispirazioni.

Nessuna battaglia esterna si può condurre a buon fine senza questa consapevolezza, questo impegno nel santificare noi stessi, le nostre famiglie e le piccole “cellule” sane a cui siamo chiamati a dar vita.

Questa missione deve starci seriamente a cuore, mentre tutto all’esterno pare collassare: dobbiamo creare ambienti di alta spiritualità e preservarli in modo da conservarli tali perché mai come oggi la battaglia è spirituale ed eminentemente teologica: la battaglia – diciamo anche la guerra – tra luce e tenebre.

La grazia di Dio, entrando e lavorando nelle anime fedeli, trasmette anche quella gioia e pace che mette in grado di essere preoccupati al punto giusto delle cose e degli eventi, allontanando quegli stati interiori degeneri che alimentano ansia e derivati.

Impegniamoci tutti a realizzare questi santi propositi. Ne trarremo solo tanto bene per le nostre vite in un frangente storico in cui siamo chiamati ad elevarci con forza da quello stato di mediocrità umana e cristiana che anemizza in noi e attorno a noi ogni sussulto di bene, di luce, di virtù, di grazia di Dio. Siano lodati i Sacri Cuori di Gesù, Giuseppe e Maria

fr Pietro (Tempi di Maria)
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Tanta tanta roba!
Marco Arpaja
GRAZIE, la battaglia continua w Gesù e Maria
Stefano Mulliri
La ringrazio di cuore anch'io cara fra Pietro, perché il pericolo delle due tentazioni di cui parla all'inizio di questo scritto, sono assai incombenti, quindi ' unica cosa ci suggerisce è proprio trovare in noi lo spazio per fare lavorare la grazia.
Pietro Marcellini
Caro fr Pietro, in questo inaspettato momento così difficile, leggerla ci aiuta, mi aiuta, molto. La ringrazio per il lavoro che sta compiendo con tutti noi.
Kiakiar
Grazie fra Pietro per le sue catechesi, consigli e incoraggiamenti.
Vorrei solo sottolineare che, come lei ben sa, tanto piu spesso invocheremo la mediazione di Maria, Tempio dello Spirito Santo, tanto piu abbondantemete la Terza Persona della Trinità riverserà in noi i Suoi doni. E più le somiglieremo e più , questo Spirito amico dell'uomo, sara' attratto dalle nostre preghiere , scorgendo in …More
Grazie fra Pietro per le sue catechesi, consigli e incoraggiamenti.
Vorrei solo sottolineare che, come lei ben sa, tanto piu spesso invocheremo la mediazione di Maria, Tempio dello Spirito Santo, tanto piu abbondantemete la Terza Persona della Trinità riverserà in noi i Suoi doni. E più le somiglieremo e più , questo Spirito amico dell'uomo, sara' attratto dalle nostre preghiere , scorgendo in noi ,i tratti interiori della Sua amabile Sposa. A mio parere, due episodi raccontati nelle Sacre Scritture evidenziano il ruolo essenziale , anche se discreto, di Maria all'interno della prima comunità di credenti, prefigura della Chiesa. Ella difatti , è presente al primo miracolo che inaugura la nascita di tale comunità, ossia alle nozze di Cana , come è presente all' ultimo che suggella la sua attività carismatica nel mondo, nella riunione di preghiera a Pentecoste. E poi come non ricordare che Gesù fu concepito in Lei proprio per opera dello Spirito Santo , che sant'Elisabetta e Giovani il Battista furono ricolmi di Spirito Santo al suo saluto ? E ' come se per lo Spirito di Santità, sia impossibile separarsi da Lei , beneficando qualunque persona, incontri e accolga benignamente la Sua presenza, allora come oggi.
Per arrivare alla piena realizzazione della volonta di Dio perciò, che è la santita di ciascuno di noi, occorre farsi guidare da Maria in tutto e per tutto. Non dovremmo muovere un passo senza interpellarla . Donandosi a Lei si rinuncia al proprio spirito , alle proprie vedute, alla propria volontà, come raccomanda di fare San Luigi Grignion de Montfort. Prima di pregare, di celebrare ,di ascoltare la santa messa, o di comunicarsi...occorre rinnovare questa spogliazione dai propri intenti. " Perche', " come dice il santo francese, " se seguamo le tenebre del nostro spirito e la malizia della nostra volontà e delle nostre opere, sebbene appaiano buone , poniamo ostacolo al santo spirito di Maria."
" Bisogna mettersi come uno strumento nelle mani dell operaio - continua a scrivere il santo nel suo trattato alla vera devozione alla Santa Vergine- o come un liuto nelle mani di un buon suonatore (....) dicendo : " Io rinunzio a me stesso , io mi dono a te, mia cara Madre."
" Perché , facendo le sue azioni per mezzo della santa Vergine , rinunci alle tue intenzioni ed opere, quantunque buone e note, perdendoti per cosi dire, in quelle della Santissima Vergine anche se a te sconosciute".
Ella infatti nella luce di Dio vede chiaramente qual'e' il modo migliore di rendergli maggior gloria. E sapendo di quali doti ci ha arricchito il Signore, fa si che le impieghiamo tutte a lode di Dio, per il bene delle anime , coltivando pazientemente quel seme di bontà che Lui ha deposto sul nostro cuore, finché non diventi una grande e rigogliosa pianta fruttifera matura per il raccolto. Dunque lasciamoci prendere per mano da Lei , per crescere in santita' sotto la sua soave guida di Madre dei Redenti nonché Dispensatrice di ogni grazia divina, e per allenarci alla guerra contro il nemico della nostra eterna salvezza . I nemici che Satana teme non sono i " buoni" ma i " santi". ..
Tant'e' vero che vengono invocati negl'esorcismi solenni. Solo diventando veri figli di Maria , quindi veri amici di Dio, potremmo essere validi combattenti e potenti nemici del Maligno e del suo mondo di tenebra.
Sirio
Grazie fra Pietro. Comunque sia,in questi tempi davvero tanto bui,le sue parole sono stimolo ed incoraggiamento.