Lettera aperta a S.E. Mons. Viganò
Eccellenza Reverendissima,
siamo un gruppo di laici e sacerdoti che da tempo seguono con sincero interesse le sue vicende ed i suoi interventi. Ci rallegriamo vivamente che negli ultimi anni Lei abbia raggiunto una posizione di chiara consapevolezza dottrinale circa la crisi della Chiesa nata con il Concilio Vaticano II, caso quasi unico nell’episcopato. Le sue posizioni dottrinali ci sono sembrate aver raggiunto una grande lucidità, anche se dissentiamo dalle Sue recenti prese di posizione sedevacantiste.
Proprio per l’interesse che la sua figura suscita tra i cattolici fedeli all’insegnamento di sempre della Chiesa, vorremmo porgerLe rispettosamente, ma anche con estrema franchezza, una richiesta di necessaria chiarificazione circa il Suo progetto “Exsurge Domine”, rispetto al quale veniamo da Lei invitati a contribuire a livello economico.
In passato alcuni di noi hanno tentato dei contatti costruttivi con Lei, senza alcun esito. Per questa ragione …Altro

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Non ho letto un commento che entri nel merito delle questioni qui sollevate, tutti fermi all' "ah ma non è firmato". Mons. Viganò non rende conto di ciò che dovrebbe essere pubblico, a quanto appare qui, e quindi è diritto di tutti chiedergli conto. Sono certissimo che può rispondere e dissipare ogni dubbio, ma i quesiti restano pertinenti e onestamente è diritto di tutti avere risposte. Mi pare indifferente chi fa queste domande, meno indifferente chi non dà risposte...

paolo deotto

Bravi! Chiedete "chiarezza" e poi nemmeno firmate con nome e cognome ciò che scrivete. E la vostra "richiesta di chiarimenti" sembra un maldestro interrogatorio da polizia politica, con le domande che già sottendono le risposte. Complimenti. Viene spontanea la domanda: cui prodest?

mah, mi sembra però che gli estensori non chiedano soldi, quindi che siano anonimi conta poco. Chi chiede soldi e promette apostolato dovrebbe dare un po' più notizie di sé invece... penso giovi a Mons. Viganò rispondere a queste cose, da buon garante dell'operazione

Quando si fa una denuncia pubblica i denuncianti devono necessariamente presentare le credenziali (in questo caso nomi e cognomi, società, ditta, compagnia o associazione) fa parte della legge del diritto di ognuno sancito dal CC. Come del resto la persona chiamata in causa dovrà renderne conto se può e vuole di quanto chiesto nei limiti e nei luoghi appropriati. Non è che una cosa conta poco e l'altra lo è di meno a discrezione unilaterale!

Complimenti! Chiedete a Monsignor Viganò di rendere pubbliche tanti importanti particolari che forse, non a caso, sono tenuti riservati.
Però in calce alla lunga lettera aperta, dal sapore requisitorio, voi avete reputato opportuno rimanere anonimi firmando come leggiamo.
Non pare accettabile né corretto.
Monsignore ci mette la faccia, il nome e il cognome. Fate altrettanto e poi ne parliamo. Oppure dietro al " gruppo" si cela qualcosa o qualcun altro?
Il dubbio lo avete creato voi.

ma mi pare che venga chiesto proprio qual è il ragionevole motivo di tanta riservatezza su cose, come l'apostolato o le ordinazioni, che per loro natura sono pubbliche. Non mi pare nessuno si sia mai fatto problemi a spiegare dove c'è una Messa o quando si ordinano i preti o dove si formano, né Minutella né Lefebvre né i sedevacantisti o tutti quelli che si sono resi "indipendenti". Nessuno li ha ammazzati. Non capisco la ragione qui di non dire niente, io ci andrei a Messa volentieri dai preti di Viganò, ma non so dove stanno... e come me moltissimi fedeli... se ce ne ha o li ordina non li può mandare a dir Messa in giro? e se lo fa, mi servirebbe sapere un indirizzo, magari pubblico...