Mese del Santissimo Rosario
GLI ESEMPI DEL ROSARIO E DELLA CONFRATERNITA DEL ROSARIO, DALLA MORTE DEL BEATO ALANO (+1475) AL 1699. (Esempio II )
Meravigliosa vittoria, che il Beato Domenico conseguì contro i demoni, restituendo la salute a un posseduto dal demonio con il potere del Rosario.
"Nella città di Carcassonne, del regno di Francia, il B. P. nostro Domenico quando vi predicò la devozione del Rosario della B. V. Maria, ricondusse con tale opera di pietà numerose persone, al servizio della Beata Vergine. Questi si iscrivevano in suddetta Confraternita.
Un certo eretico Albigese, guardando i frutti di questa devozione e non sopportandoli, condannava non solo i discorsi di S. Domenico, ma anche la sua vita, e denigrava il santo uomo con la lingua sacrilega. Contro di lui ricercava migliaia di falsi testimoni, e si prendeva gioco temerariamente della dottrina cattolica, che l’uomo apostolico predicava. Ci furono danni spirituali innumerevoli, e intollerabili, perché numerosi eretici, che dovevano abiurare i propri errori, e erano pronti ad abbracciare la devozione del Rosario, retrocedevano da così santa decisione, e perseverano nei loro errori.
Volendo pertanto la Regina dei cieli rivelare al mondo, quanto gradita era a lei questa santa devozione, dopo giusto giudizio di Dio, questo eretico fu consegnato ai demoni, che lo torturavano malamente. E tanto era il dolore, che quell’uomo infelice soffriva, che rimase rabbioso, e con i denti lacerava le proprie vesti. E, giacché ostentava egli in ogni modo la sua furia, i genitori desideravano alla fine contenerlo; per la qual cosa lo fecero legare con catene di ferro, poiché rompeva tutte le funi, con cui era stato legato. Emetteva voci e clamori terribili, bestemmie uscivano dalla sua bocca, parlava con tutte le lingue, e rivelava i peccati segreti di alcuni. I genitori di lui e gli amici vedendo ciò, decisero di portarlo a S. Domenico e di implorarlo con preghiere, poiché aveva liberato numerosi dai demoni, venisse in aiuto a quel povero uomo.
In quel tempo S. Domenico predicava la devozione del SS. Rosario; e c’era così tanto concorso di ascoltatori, che sembrava che tutta la città fosse accorsa al sermone. Giunse l’indemoniato davanti a S. Domenico; i cittadini più degni, e quelli che lo accompagnavano umilmente e con insistenza, chiesero al Santo uomo di prestargli attenzione, scacciando dal suo corpo i demoni, che lo torturavano malamente. Una cosa mirabile, perché subito nello stesso uomo posseduto dal demone, furono sentite voci di molti che parlavano dentro di lui, così che i circostanti si spaventavano assai. Elevando poi la sua voce, S. Domenico disse: “Ringrazio te, Signore, perché con la testimonianza di questo uomo perverso, che mi contraddice assiduamente, sarà manifestata la verità infallibile della mia dottrina”; di contro all’indemoniato, disse: “O spiriti maledetti, vi ordino rigorosamente nel nome della santissima Trinità, della Beatissima, e sempre Vergine Maria nostra Signora, in onore del Santissimo Rosario (di cui ho parlato fino a questo momento), che rispondiate chiaramente e distintamente, di fronte a tutti i circostanti alle domande che vi farò. Anzitutto dite, in quanti penetraste nel corpo di questo assai misero uomo, e quale fu la causa lo fece tormentare così acerbamente?
Dopo aspre strida, risposero: “La causa principale, per la quale entrammo nel suo corpo, fu l’irriverenza da lui commessa contro la Madre di Dio. La seconda causa fu la sua dura incredulità, perché già un mese è passato, da quando disprezzò assiduamente la tua predicazione e la tua dottrina, irrise e prese in giro le tue esortazioni, e contraddisse in pubblico e in maniera spavalda le tue esortazioni, e eccitò contro di te i primi tra ministri dell’eresia. E così, con il giusto giudizio di Dio viene permesso che noi, sotto costrizione, entrassimo nel suo corpo in quindicimila fra i demoni, perché ha osato parlare sfrontatamente contro il Rosario della B. Vergine”.
Ma subito il glorioso Padre di nuovo chiese loro: perché entrarono in quindici mila? A cui risposero: perché aveva parlato contro le quindici decine del Rosario. Di nuovo egli li fece giurare con la potenza del Rosario: domandò se era vero (domandò) quanto predicava pubblicamente circa il Rosario. Allora, emettendo strida e ululati terribili, dissero: “Maledetta l’ora, in cui siamo entrati in questo orribile corpo. Siamo stati stupidi a non averlo soffocato prima di arrivare qua. Siamo torturati da fiamme di fuoco e da catene ardenti, e siamo ora costretti a rendere pubblica la verità, cosa tanto nociva nel nostro regno. E così i demoni dissero: “Udite, udite, o voi Cristiani. Qualsiasi cosa ha predicato codesto Fra’ Domenico, nostro acerrimo nemico, su Maria e sul suo Rosario, è infallibile verità. E credeteci, che andrete tutti in malora se non mostrerete un saldo assenso alla sua dottrina.
Di nuovo S. Domenico interrogò nuovamente i demoni: “Quale persona avete maggiormente in odio? Risposero: “Sei tu, che abbiamo maggiormente in odio; poiché con le tue fervide orazioni, con le straordinarie mortificazioni e con le predicazioni insegni la via del cielo e spopoli l’inferno, togliendoci un grande bottino.
Sta’ attento tuttavia che tu hai irritato la nostra tenebrosa congregazione, e che tutta la nostra corte disordinata ha designato spiriti fortissimi e bellicosi, che contro di te e i tuoi discepoli muovano a guerra assidua.
Udendo queste parole, S. Domenico disse: “Il Signore Dio onnipotente mi darà la forza per combattervi e reprimervi, e spero di vincervi immediatamente. E subito gettando al collo dell’indemoniato un Rosario, interrogò gli stessi demoni: “Chi fra i cristiani corre maggiore pericolo di dannarsi?” E allora accade qualcosa di mirabile e particolare; l’indemoniato accortosi del Rosario, cominciò a schiumare, ed emetteva sangue putrido attraverso le narici e gli altri organi sulla veste talare, come se fosse veleno o fango. E allora S. Domenico li costrinse a giurare, ordinando loro perentoriamente, in nome di Gesù Cristo, di non torturare ancora quell’uomo, e di rispondere subito alla domanda. Rispondendogli, sottomessi a queste parole, dissero: Un gran numero, sia di uomini sia di donne, fra coloro che vivono in maniera rilassata tra potere e ricchezze, è condannato all’inferno. Ma tra contadini e tra i bisognosi, in confronto ai potenti, pochi si dannano; poiché, benché non siano del tutto perfetti, non cadono in enormi crimini, come i potenti. Fra mercanti e fra i cittadini, a causa dell’avarizia e delle delizie senza limiti, moltissimi sono tratti alle pene infernali.
Replicò poi S. Domenico: “Perché non fate alcuna menzione del numero dei Religiosi e dei Sacerdoti?”
Risposero, che hanno con sé numerosi Sacerdoti; ma nessuno dei Religiosi, che sono veramente scrupolosi, se non quelli, che violano le regole. E li interrogò più lungamente:
“Dei miei confratelli, e dei confratelli di Francesco che cosa dite? A questa domanda ripetendo voci e ululati risposero: “Guai, guai a noi; perché finora nessuno dei soci tuoi e di Francesco è sotto il nostro giogo insopportabile; ma speriamo che moltissimi, i quali in seguito saranno immemori della loro professione, e dei voti, discenderanno all’inferno.
Di nuovo chiese loro: “Quale degli abitanti del Cielo temevano di più, e a chi è opportuno che i Cristiani si consacrino e che siano tenuti maggiormente ad onorare?”
Sentendo ciò i demoni, emisero tutti insieme orribili voci e ululati, tanto che moltissimi degli ascoltatori stupefatti caddero prostrati a terra, e gli spiriti maligni, dissero: “Fra’ Domenico, ti chiediamo di render noto a te questa cosa in una stanza chiusa, e non davanti a tanti circostanti”.
Il celeste predicatore, aspettandosi tanta recalcitranza, gettatosi a terra, pregò umilmente la Beatissima Vergine e subito chiedendo con tutte le proprie forze, per mezzo della forza del Rosario di costringere i demoni a proferir la verità pubblicamente e davanti a tutti. E subito dalle narici, dalle orecchie e dalla bocca dell’indemoniato, scaturirono fiamme di fuoco, davanti a tutti i circostanti stupefatti. Ma poiché si rifiutavano di rispondere, cominciò di nuovo a chiedere l’aiuto della B. Vergine. Fatta poi l’orazione, subito, mentre alcuni Cattolici stavano a guardare con meraviglia, furono visti in aria cento Angeli armati con le corazze e con scudi dorati, più lucenti del sole, e in mezzo a loro la Regina dei cieli, che, avendo una verga d’oro in mano, percuoteva l’indemoniato e ordinava di rispondere chiaramente e apertamente alla domanda fatta da S. Domenico.
Allora i demoni, rinnovando le urla, proruppero in queste parole: “O indefessa nemica e avversaria nostra, nostra accusatrice e nostra confusione; perché sei venuta qua dal cielo a torturarci? Per mezzo di Te siamo costretti, in mezzo alla nostra confusione, a manifestarci pubblicamente e davanti a tutti”. E dissero: Udite, udite fedeli in Cristo: Maria Madre di Dio è potente nel proteggere e nel salvare i suoi servi, affinché non siano deportati nell’inferno oscuro. Lei è quel sole che mette in fuga le tenebre dei nostri inganni. Lei sovverte ed elude tutti i nostri inganni e, sebbene costretti, diciamo che nessun suo devoto, e perseverante nel suo servizio, perirà in eterno. Poiché una sola lacrima e un solo sospiro di Lei offerto alla Santa Trinità sovrasta incomparabilmente le suppliche di tutti i santi e temiamo più questa Signora, di tutti gli abitanti del cielo e del paradiso. E così, contro i suoi devoti, nulla possiamo fare.
I demoni hanno proseguito la loro forzata confessione: “Sia noto a tutti che è stabilito che i Cristiani, che in punto di morte, si rivolgono devotamente a Lei, conseguono la salvezza eterna, e molte volte, come è evidente, contro ogni regola. E se questa Maria non ponesse un freno le nostre malvagità e la nostra potenza, già avremmo schernito ed ingannato tutto il popolo di Dio; e sovvertiremmo la parte più insigne della gerarchia della Chiesa.
Inoltre, sebbene costretti, diciamo che nessun fedele che ha perseverato nella devozione del Rosario si dannerà; perché Ella stessa ottiene una vera contrizione per i suoi devoti, che, dopo una confessione valida e completa, ottengono il perdono di tutti i peccati. Tutte queste cose confessarono i demoni.
Poi allora S. Domenico esortò tutti gli ascoltatori, a recitare il Rosario ad alta e chiara voce. E allora si sperimentò un prodigio pieno di ammirazione: ovvero che, mentre i fedeli recitavano le salutazioni Angeliche, tutta quella turba di demoni balzava fuori, come braci infuocate e carboni ardenti. E così avvenuto ciò, alcuni dei cattolici videro la Regina dei cieli che elargiva loro la sua benedizione, e l’indemoniato fu salvo, libero dai demoni.
Questo fatto fu l’efficace rimedio, affinché molti degli eretici che abiuravano ai loro pestiferi errori abbracciassero la vera fede, e, servi della Regina dei cieli le si dedicassero con tutto il cuore per mezzo della devozione del Rosario."
Il beato alano