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Vaticanista: Benedetto XVI pensò di dimettersi già due anni prima

Il giornalista italiano Gianluigi Nuzzi ha detto a Epd.de (9 novembre) che Benedetto XVI aveva pensato alle sue dimissioni, date nel febbraio 2013, fin da due anni prima.

Ma Benedetto XVI aveva dichiarato, nel 2016, di non essersi sentito in grado di gestire la Giornata Mondiale della Gioventù del 2013 a San Paolo del Brasile, e perciò si sentì in "dovere" di dimettersi, ma solo dopo la sua visita in Messico e a Cuba nel marzo 2012.

Nuzzi, che probabilmente si è inventato la sua storia per avere l'attenzione dei media, non ha dato ulteriori informazioni.

Foto: © Mazur/catholicnews.org.uk creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/4.0, #newsRwfzbugtbt
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Francesco I

L'amministrazione Trump ha aperto un'indagine per comprendere quale sia stato il ruolo della cricca capitanata dai Clinton e da Obama per costringere Benedetto XVI alle dimissioni e per insediare sul trono di Pietro un leader a loro gradito. Non dimentichiamo che all'epoca il Vaticano era stato inserito nella "Black list" degli "Stati canaglia", privato del codice SWIFT, lo stato Vaticano non poteva più operare in nessun modo: non poteva fare acquisti all'estero (e per il Vaticano già Roma è "estero", né poteva incassare alcun bonifico, sempre proveniente dall'estero:
Vedi:
Il ricatto di Obama
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WikiLeaks: Clinton, Obama, Soros Overthrew Pope Benedict In Vatican Coup
E, per finire:
Ratzinger non poté “né vendere né comprare” Di Maurizio Blondet