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Le sorprendenti profezie di Paisios, monaco del monte Athos (anche su un Papa futuro)

Padre Paisios del Monte Athos (Pharasa, 25 luglio 1924 – Souroti, 12 luglio 1994) è stato un monaco cristiano greco della Chiesa ortodossa, particolarmente venerato in Grecia, è stato monaco del Monte Athos.

All'asceta sono anche legate alcune profezie sul futuro dell'Europa e della Grecia. Paisios, seppur nella sua umile condizione, intuì alcuni fenomeni di omologazione sociale classificandoli come negativi:

«Dietro al perfetto sistema di sicurezza informatica, “scheda di servizi”, - scriveva - si nasconde una dittatura globale, un asservimento all'Anticristo».

Padre Paisios era solito dire:

«Oggi la situazione delle Chiese è molto grave. Non lo capiscono ma è così. Ci aspettano molte prove. Viviamo in tempi di Apocalisse, siamo come ai tempi di Noè; lo prendevano in giro. Oggi nessuno ci crede, ma siamo al colmo. I pii avranno grandi prove, ma il tempo sarà breve».

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Dal blog di Maurizio Blondet (articolo del 2017)


Paisios è morto il 12 luglio 1994. La sua tomba è meta di pellegrinaggi continui. Beatificato dalla Chiesa greca, è noto anche sul web per le clamorose profezie che pronunciò su una futura guerra mondiale. Ne ho già parlato in un articolo:

Ad esso rimando. Qui m’importa evocare la più incredibile delle predizioni del monaco: che la Grecia sarebbe tornata in possesso di Costantinopoli, e la Turchia sarebbe stata smembrata.

Interessanti le circostanze in cui Piaisio enunciò la profezia. Fu un giorno del ’91, ai tempi della guerra della NATO contro la Serbia. Un senatore americano di origine ellenica ottenne il permesso di visitare il veggente sull’Athos. Erano con lui due accompagnatori greco-americani, ed altre personalità elleniche, testimoni del fatto. Appena uscito dalla cella, Paisios vide gli americani, abbassò gli occhi, e a voce bassissima mormorò:


«Assassini. Voi americani ammazzate la gente. Il mondo sarebbe in pace se non ci fosse l’America».

Seguì la conversazione in cui, fra le altre predizioni, fu enunciato il ritorno di Istanbul alla Grecia. Paisios precisò: tutti voi presenti (tutti i nove) sarete ancora vivi quando Costantinopoli sarà liberata, «io no perché la mia dormizione avverrà prima».

Sono passati 26 anni. I più anziani fra i presenti allora saranno sull’ottantina. Dunque, ormai, vedremo assai presto se il santo anziano Paisios ha visto giusto. Il fatto notevole è che la profezia sul ritorno di Costantinopoli alla Grecia e lo smembramento della Turchia, che nel 1991 apparivano del tutto incredibili, oggi – dopo la dislocazione geopolitica provocata da Erdogan che ha reso la Turchia una scheggia impazzita rispetto alla NATO, e l’intervento russo in Siria – lo sono assai meno.

Anzi, di più: Paisios descrive la scena futura con particolati precisi che hanno perfettamente senso politico. La Grecia, predisse, non entrerà in quella guerra mondiale, si limiterà ad ammassare le truppe alla frontiera con la Turchia;


«Terrà l’esercito solo ai confini. E sarà una grande benedizione non prendere parte. Perché, chiunque prenda parte a questa guerra (s’intende europea), è perduto».

Dunque la sola Grecia avrà intatte le sue forze armate (che non sono per nulla insignificanti) quando gli avversari (Russia ed “Europa”) avranno dissanguate le loro nel “grande massacro” dove per loro “tutto è perduto”. Il possesso del Bosforo, mira storica della Russia, le sarà impedito dagli occidentali; ma Mosca potrà accettare che gli Stretti fra il Mar Nero e il Mediterraneo siano affidati ad una nazione ortodossa e spiritualmente amica. Una soluzione di compromesso del tutto sensata.

«Vi sarà una terribile guerra tra Europei e Russi, e molti saranno uccisi. La Grecia non s’immischierà molto in questa guerra e le sarà data Costantinopoli, dato che le parti combattenti non troveranno un’altra soluzione migliore».

No, non ci si può credere, direte. Men che meno si può credere al resto delle profezie di Paisios, i cinesi che giungono sull’Eufrate con 200 milioni di uomini:

«Inizieranno i lavori per la ricostruzione del tempio di Salomone»;

«I Curdi e gli Armeni faranno uno stato. Il comandante [occidentale] di questa guerra sarà Ebreo»;

«Collaborerà molto anche il Papa, poiché tutti i figli del diavolo li riterrà suoi, e suggerirà loro di seguire l’anticristo. Gli altri Papi, rispetto a quello, sembreranno buoni».


Sono le fantasie di un vecchio staretz che è nato in Cappadocia ossia in Turchia nella minoranza ellenica, che i turchi hanno ripulito etnicamente negli anni ’20-30.

Sicuramente non hanno alcun peso nei nostri politici, finanzieri, tecnocrati, eurocrati che provocano la Russia ogni giorno. Sono gente concreta, realista, coi piedi per terra. Come la maggior parte di voi lettori, materialisti, increduli, edonisti, consumisti convinti che non c’è da temere nessuna retribuzione divina per le infinite libertà che vi siete presi.

Il mio dubbio è che questa gente concreta viva nel ’91, nell’anno in cui Paisios pronunciò quelle profezie – e per questo le ignorino e disprezzino. Eppure 26 anni sono un “grande mortalis aevi spatium”, come disse Tacito: una grande porzione di tempo per la vita di un uomo. Un trentennio durante il quale voi sete passati dalla giovinezza alla maturità, noi dalla maturità alla decrepitezza. Dove tutto è cambiato, tranne la nostra illusione di vivere nel sicuro mondo di ieri, fra la NATO e l’Unione Europea e la protezione americana. I nostri decisori, gente concreta e realista, continua a rappezzare quel quadro politico che si sgretola sotto i nostri occhi: per interesse privato, perché non sa pensarne un altro, per cecità.

Nel 1946,un soldato americano (la Germania era disfatta, distrutta ed occupata) andò a visitare Therese Neumann, la stigmatizzata cattolica bavarese (è stata dichiarata beata nel 2005) e le chiese se gli Stati Uniti, la sua patria, avrebbe mai sofferto la guerra sul suo territorio. La Neumann rispose:


«No. Ma verso la fine del secolo l’America sarà distrutta economicamente da una serie di disastri naturali».

Fino a ieri, nessuna persona realista coi piedi per terra poteva credere che gli Stati Uniti, l’unica grande superpotenza rimasta, la padrona della moneta internazionale, potesse subire disastri naturali di tali dimensioni da distruggerla economicamente. Adesso i media (certo su indicazione superiore) cominciano a minimizzare i danni di Harvey e di Irma. Aspettiamo a vedere quelli a lungo termine: le società assicurative che falliranno e non pagheranno i risarcimenti, per esempio. Paisios ha parlato di un crollo, di una caduta dell’America; se non la sua sparizione dalla scena del mondo, la sua diminuzione dal rango di superpotenza mondiale.

Paisios ricevette un monaco cattolico, a cui disse:


«L’Europa diventerà una grande potenza, avrà un capo ebreo; non solo, ma cercheranno anche un capo spirituale per avere più forza e sarà il papa, il quale metterà assieme tutti, cattolici, protestanti, figli del diavolo (è una setta americana presente pure in Grecia), mussulmani… Li metterà insieme lasciando a ciascuno libertà… Fra poco succederà questo. Voi come vi comporterete quando il papa farà così?».

Immagino che lo staretz non sapesse di riecheggiare le parole di un’altra stigmatizzata, Caterina Emmerich, risalenti al 1820:

«Vidi una strana chiesa che veniva costruita contro ogni regola… Non c’erano angeli a vigilare sulle operazioni di costruzione. In quella chiesa non c’era niente che venisse dall’alto… C’erano solo divisioni e caos. Si tratta di una chiesa di umana creazione, che segue l’ultima moda.. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Cosi doveva essere la nuova Chiesa… Ma Dio aveva altri progetti».

Non so, ma a me sembra evidente che qui si parli dell’oggi, di questo Papa devastatore, e della minaccia che pende su di noi. Invece a molti, giornalisti progressisti, vaticanisti, modernisti e vescovi compresi, pare che viviamo nella stagione di una grande e prospera riforma, benefica, liberatoria – da cui verrà solo bene,contrariamente alle mormorazioni di quelli che Giovanni XXIII bollò come “profeti di sventura”. Sono io che vivo in un mondo che non esiste ancora, o loro che fidano in un mondo che non esiste più?

Disse Paisios al monaco cattolico, a proposito del PAPA FUTURO:


«Certo è capo, è vescovo, non vi dico di fare insurrezioni, ma la verità non si può camuffare... Non ci si può nascondere che c’è molta massoneria e sionismo a Roma, c’è grande corruzione, c’è la mentalità del mondo – La Chiesa non è la barca personale di qualcuno, né del papa, né del patriarca, né del vescovo. Nessuno può far tacere lo Spirito nella Chiesa, nei fedeli. Dovremo patire molto, ma sarà breve la prova e poi non ci sarà più ateo o incredulo… questa è una grande consolazione».

Non so cosa ci sia da ridere ed essere increduli. Son cose che accadono sotto i nostri occhi. A meno che, in disprezzo ai “veggenti”, ci si riduca volontariamente a non-vedenti.

Fonte:

https://www.maurizioblondet.it/credere-ai-veggenti-oppure-ai-non-vedenti/


Don Reto Nay
Attenti con Paisio. Ho letto il libro che contiene tutte le sue parole scritto dal suo discepolo. In questo libro, non ci sono profezie.
Nicolaos
Nel Libro "Cronache dal monte Atos" scritto da Padre Lorenzo Diletto ci sono queste profezie fatte a questo Monaco. Conosco personalmente i due monaci cattolici della Piccola Famiglia della Risurrezione che visitarono Padre Paixios e posso attestare che le profezie fatte a loro sono autentiche e contenute nel libro suddetto, fuori commercio.
Laura Gafforio shares this
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Paisos - profezie
Sandrolanteri
Ottima analisi non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire grazie di queste catechesi che si stanno gia',avverando per chi vuol vedere e sentire coraggio avanti
LiberaNosDomine
La conclusione del terzo volume ... A proposito di veri profeti
Tempi di Maria
Grazie del contributo!
nolimetangere
Veramente profeta.