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P.Elia

La luce del Medioevo
15 Luglio Memoria di San Bonaventura
Cari fratelli e sorelle nella memoria di san Bonaventura vorrei proporvi un semplice approfondimento della grandezza di questo Santo confrontandolo brevemente con un altro grande santo suo contemporaneo, San Tommaso D’Aquino perché, umilmente ci sembra, che l’uno e l’altro si illuminino a vicenda. . Bonaventura e Tommaso, Due Dottori della Chiesa: uno Francescano, l’altro Domenicano.
Bonaventura soprannominato “Serafico” e Tommaso soprannominato “Angelico”.
Il Dottore Serafico nasce a Bagnoregio, un borgo in provincia di Viterbo nel 1218.
Il Dottore Angelico nasce a Roccasecca, in provincia di Frosinone nel 1225.
Entrambi studiano e insegnano a Parigi. Entrambi uniti trasmettono l’amore per Dio e il servizio, umile e concreto, alla Chiesa e all’umanità.
Entrambi uniti lottano nell’università per il diritto all’insegnamento per gli ordini mendicanti. Si trovano in disaccordo, ma, umilmente, crediamo complementari, sul ruolo della filosofia rispetto alla teologia e quindi del ruolo della ragione nell’esperienza religiosa.
Entrambi chiamati da Papa Gregorio X a preparare il Concilio di Lione che comincerà 7 maggio e si concluderà 17 Luglio del 1274.
Entrambi muoiono in quello stesso anno: Tommaso prima che cominci il Concilio il 7 Marzo, Bonaventura due giorni prima della conclusione, il 15 Luglio.
Entrambi canonizzati: San Bonaventura il 14 aprile 1482 da Papa Sisto IV. San Tommaso D’Aquino il 18 luglio 1323 da Papa Giovanni XXII
Entrambi lasciano in eredità alla Chiesa e al Mondo un patrimonio immenso in termini di umanità, teologia e cultura. Entrambi santi con due, tra le tante, missioni differenti:
Bonaventura conduce a Dio attraverso Il suo capolavoro mistico, “ Itinerario della mente a Dio”, in cui delinea il percorso dell'anima verso Dio attraverso la preghiera e la contemplazione.
Tommaso conduce a Dio attraverso “Le Cinque Vie” che sono i famosi argomenti filosofico-teologici elaborati da Lui nella sua Somma Teologica per dimostrare con l’uso retto della ragione l'esistenza di Dio partendo dall'osservazione della natura

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