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Conte e la Massoneria, il siparietto rivelatore (Video)

Tra ammiccamenti e risatine, due intellettuali non certo di area sovranista come Paolo Mieli e Massimo Cacciari, il 12 gennaio, in trasmissione da Bianca Berlinguer, si sono fatti sfuggire qualcosa che è stato però colto al volo da Angela Pellicciari, autrice di “La chiesa e la massoneria” (Ares 2007) la quale, su lanuovabq.it, scrive di un siparietto rivelatore.“

“Conte è invincibile – spiega Mieli alla Berlinguer – è ovvio che ha qualcosa dietro di sé che sfugge, una sorta di “energia forte”; questa legislatura è la storia di grandi sottovalutatori di Conte”.

Nel frattempo, Cacciari, in studio, inizia a sogghignare: “Io lo so qual è questa energia, ma non lo posso dire, tutti lo sanno, «Mieli meglio di me», ma non lo può dire”. I due, in divertito imbarazzo, tirano in mezzo Gad Lerner che, contrariato, ribatte: “Mieli e Cacciari fanno delle allusioni sul fatto che dietro a Conte ci sarebbe una massoneria nascosta, trasversale, che ha riferimenti interni e internazionali, e che questo spiegherebbe tutto”.

Cacciari annuisce, sorridendo e arrossendo.
Chi lo sa? Qualche indizio sulla presunta energia forte citata dai due autorevoli “neocomplottisti” è fornito da Maria Antonietta Calabrò che, nel 2019, spiegava sull’’Huffington Post come Conte disponga di parecchie entrature ecclesiastiche dovute al cardinale Achille Silvestrini, “gigante della diplomazia vaticana, mentore di Conte dagli anni in cui frequentava il prestigioso collegio universitario di Villa Nazareth. Silvestrini aveva intessuto per anni una serie di rapporti con la sinistra Dc, da Sergio Mattarella, agli ex-morotei, a Oscar Luigi Scalfaro, ma anche con personalità laiche come gli ex presidenti Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano”.

Quando Silvestrini morì, il 29 agosto 2019, nel giorno del secondo insediamento al governo del suo pupillo, Conte si precipitò al funerale dove ebbe un colloquio con Bergoglio il quale, secondo le fonti vaticane, “ricordò con affetto la figura del cardinale scomparso". Era il periodo in cui la Chiesa si auspicava "un governo di discontinuità, soprattutto sulla politica migratoria", un auspicio evidentemente esaudito considerati gli interminabili sbarchi di migranti, particolarmente inspiegabili in periodo di pandemia.
Ciò che è più interessante, ricordato anche dalla Calabrò, è che il card. Silvestrini faceva parte della cosiddetta “Mafia di San Gallo”, un gruppo di importantissimi cardinali progressisti in odore di massoneria ecclesiastica, che, fin dai primi anni ’90, si riunivano nella cittadina svizzera di Sankt. Gallen ed erano accomunati dall’essere fieramente avversi a Joseph Ratzinger.

Tutto questo emerge dall’“Autobiographie” del 2015 di uno dei suoi membri, il primate della chiesa belga card. Godfried Danneels nella quale lo stesso, prima di sparire dalla scena pubblica, dichiarava come il “campione” di questa Mafia di San Gallo fosse proprio il card. Jorge Mario Bergoglio.

Subito dopo la pubblicazione, il card. Danneels è sparito dalla scena pubblica e dopo quattro anni è deceduto per un cancro, nel 2019.
La sua autobiografia, andata a ruba in Belgio, ma non tradotta in italiano, non è mai stata smentita dal Vaticano e viene impugnata continuamente da chi sostiene l’invalidità dell’elezione di Bergoglio: secondo l’art.79 della costituzione apostolica “Universi dominici gregis”, promanata da Giovanni Paolo II nel 1996, sono infatti scomunicati automaticamente tutti i cardinali che organizzano e intrecciano accordi pre-conclave.

Cardinali scomunicati, conclave invalido.

Andrea Cionci

liberoquotidiano.it

N.S.dellaGuardia
Mentre queste facce di palta disquisiscono di lana caprina, il paese va a rotoli. Il regno dell'inconsistenza morale, intellettuale e civile.
E dichiarano la loro aperta appartenenza al ristretto cerchio di chi comanda, ed esegue come burattini il proprio ruolo di comparsa. E si divertono anche a prendere in giro gli stupidi che li ascoltano. Un siparietto squallido e vergognoso!
Per di più, se …More
Mentre queste facce di palta disquisiscono di lana caprina, il paese va a rotoli. Il regno dell'inconsistenza morale, intellettuale e civile.
E dichiarano la loro aperta appartenenza al ristretto cerchio di chi comanda, ed esegue come burattini il proprio ruolo di comparsa. E si divertono anche a prendere in giro gli stupidi che li ascoltano. Un siparietto squallido e vergognoso!
Per di più, se mai cadesse il sistema di potere che tiene giuseppi li a fare nulla, perché ogni cosa vada male, loro sarebbero tra i primi a trovarsi nel fango senza nessun lavoro, privilegio, protezione, ricchezza, dimenticati.
Ridotti in genere.
Speriamo presto.
Chiara 75
Articolo di qualche mese fa.

CONTE E BERGOGLIO: interessanti analogie
(...)
Veniamo ora alla Chiesa, che si trova in una situazione significativamente molto, molto simile. Il parallelo è sin troppo facile: anche in Vaticano c’è un homo novus, Jorge Mario Bergoglio, fatto eleggere in Conclave con un’elezione pilotata dalla Mafia di San Gallo, l’ala ultraprogressista dei Cardinali e Vescovi, …More
Articolo di qualche mese fa.

CONTE E BERGOGLIO: interessanti analogie
(...)
Veniamo ora alla Chiesa, che si trova in una situazione significativamente molto, molto simile. Il parallelo è sin troppo facile: anche in Vaticano c’è un homo novus, Jorge Mario Bergoglio, fatto eleggere in Conclave con un’elezione pilotata dalla Mafia di San Gallo, l’ala ultraprogressista dei Cardinali e Vescovi, sostenuta da accoliti di varia provenienza ma tutti accomunati dall’incontenibile volontà di asservire la Chiesa all’élite globalista. Anche Bergoglio è un personaggio palesemente inadeguato al ruolo di Pontefice, così come Conte è inadeguato come Primo Ministro: entrambi sono stati designati ad un ruolo di altissima responsabilità - fatte le dovute differenze, s’intende - ma con il compito di demolire l’uno il Papato, l’altro l’Italia. Un compito di discredito che con la loro sola presenza, con l’eloquio inadeguato e sconclusionato, con l’atteggiamento di persone irrimediabilmente fuori posto essi hanno portato a termine egregiamente: nessuno era riuscito ad umiliare a tal segno le istituzioni, a coprirle di ridicolo prima e di discredito poi. Un discredito che ha sconcertato anche gli osservatori esterni, che pure nell’autorevolezza di Roma vedevano una sorta di κατέχον alla dittatura del pensiero unico.
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Mario Francescano Colucci shares this
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