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Sacerdote della Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia dichiara Francesco scomunicato

Rinnovata professione di fede di Francesco d’Erasmo

Supplico umilmente chi ne ha la possibilità di dare massima diffusione a questo mio scritto, liberandoli contestualmente da ogni responsabilità personale in merito al contenuto, affinché esso possa davvero pervenire ai suoi destinatari, in particolare:

A Sua Santità Papa Benedetto XVI, a tutti i vescovi e fedeli laici della Chiesa Cattolica, a tutti gli uomini di buona volontà,

io, Francesco d’Erasmo, nato a Milano il 29 gennaio 1974, battezzato il 10 febbraio 1974, ordinato presbitero della Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana a La Storta il 26 giugno 1999, residente in Tarquinia, VT, al noto indirizzo, nel pieno possesso delle mie facoltà, dopo avere per lunghi anni ponderato davanti a Dio questo passo, pienamente consapevole delle conseguenze che esso può comportare,
nel rinnovare la mia fede, professata dai miei genitori e padrini nel mio Battesimo, rinnovata da me medesimo nell’Ordinazione Diaconale e Presbiterale, nel ricevere l’incarico di Parroco nel 2017, come in tutto l’esercizio del mio ministero a servizio della Santa Chiesa Cattolica, precedente e seguente, anche per lettera e pubblicamente,
preciso esplicitamente che rinnovo la mia Professione di Fede obbligatoria secondo la formula richiesta per chi assume un Ufficio nella Chiesa, a norma dei Canoni, in particolare rinnovo esplicitamente quanto proposto a giurare nel cosiddetto Giuramento Antimodernista prescritto da San Pio X il 1 settembre 1910, ed esplicitamente preciso quanto di seguito esposto, come parte integrante e inseparabile di tale mia professione di fede.

Riconosco davanti a Dio di non poter più rimanere nel silenzio e nemmeno nell’implicita allusione su quanto qui vengo a dichiarare. Domando perdono a Dio e agli uomini se la mia esitazione fino a questo momento fosse stata colpevole, benché animata da buona fede, nel timore che le conseguenze di questo atto per il bene della Chiesa non fossero buone.

Non posso più tacere la certezza di quello che Dio mostra agli occhi della mia intelligenza e del mio cuore, alla mia coscienza, altrimenti sarei complice del male che ne deriva:

RICONOSCO E DICHIARO

PUBBLICAMENTE DAVANTI A DIO E TUTTI GLI UOMINI

CHE

colui che attualmente siede sulla Cattedra di Pietro col nome che si è attribuito di Francesco,

Jorge Mario BERGOGLIO,

NON APPARTIENE ALLA COMUNIONE DELLA SANTA CHIESA CATTOLICA, E’ ANATEMA, SCOMUNICATO, PERCIO’ NON È VERO PAPA DELLA CHIESA CATTOLICA.

Sono consapevole che solo Dio ha l’autorità per destituire un pontefice.

Ricordo però che chiunque nella Santa Chiesa cade nell’eresia perde perciò stesso l’Ufficio.

Jorge Mario Bergoglio è incorso in molteplici gravissime eresie, fino a toccare l’apostasia stessa della fede, attraverso dichiarazioni e documenti da lui pubblicati e dichiarazioni a lui attribuite e non smentite, quand’anche non pronunciate “ex cathedra”, confondendo con tali atti la fede dei fedeli, abusando della fede e obbedienza che essi hanno verso il legittimo Successore di Pietro, tollerando, alimentando e incentivndo nella prassi della Chiesa eresie e peccati contro la Morale Cattolica, altrettanto se non più gravi, anch’essi giunti fino a toccare l’apostasia, e punendo non di rado chi a tutto ciò si è opposto.

Ricordo tra i più recenti il grave peccato di idolatria nel culto di venerazione a un idolo pagano commesso nella Basilica di San Pietro alla sua presenza, mai smentito o sconfessato da lui, che anzi ha deplorato e sconfessato pubblicamente chi pubblicamente si è opposto a tale gravissimo sacrilegio.
Ricordo la negazione della Divinità di Gesù Cristo e dell’Inferno in interviste pubblicate a nome suo e mai smentite chiaramente.

Ricordo la negazione in atto pubblico e solenne di Gesù Cristo Unico Salvatore dato da Dio agli uomini.
Ringrazio Dio per avermi donato la certezza della improrogabilità di questo mio atto attraverso i fatti di questi giorni e la liturgia di oggi, come vengo a descrivere, non per mia giustificazione, ma per aiuto a chi vuole conoscere la verità.

La subdola insinuazione che ci sia una autorità che possa dispensare i fedeli dal Precetto Pasquale, è infatti il peccato di idolatria più grave mai visto.

Esso pone l’autorità di Dio al di sotto di un’altra autorità proprio nel cuore del Culto dovuto a Dio dalla Santa Chiesa Cattolica per la santificazione dei fedeli.

L’uomo si erge al di sopra di Dio stesso!

Questo peccato era già presente in molti altri atti di Bergoglio, specialmente in merito alla disciplina dell’accesso ai Sacramenti e agli Uffici ecclesiastici, ma sempre era possibile, a chi lo volesse, non collaborare personalmente in tali sacrilegi.

In questo momento il suo esercizio abusivo dell’Autorità, conferita da Cristo stesso a Pietro per confermare la fede dei fratelli, comporta l’impedimento anche fisico ai fedeli a poter obbedire al comando di Dio santificando la Pasqua.
E questo in virtù di una presunta obbedienza a un potere politico, che però non ha autorità legittima sugli atti di culto.
In questa situazione è evidente che un vescovo vestito di bianco si trova nel ruolo di Nabucodonosor di fronte ai tre fanciulli, creando una confusione senza precedenti nella coscienza dei fedeli.

Questo è l’abominio della desolazione.

Questa non può essere riconosciuta in altro modo che come una grande apostasia della Verità e della Fede, che avviene per la responsabilità diretta di colui che il mondo vede come il Successore di Pietro, Vicario di Cristo.

Questo è negare che Gesù solo è la Via, la Verità, e la Vita, e quindi è negare che Egli è Dio, “il Figlio di Dio venuto nella carne”.

Proteggere, o presumere di proteggere, la salute o il rispetto dell’ordine politico (o forse proteggere da pericoli che segretamente vengono minacciati e il Popolo di Dio non conosce) non sarà mai più importante che proteggere i fedeli dalla disobbedienza a Dio!

Gesù non così ha comandato. Chi non dà a Dio quel che è di Dio, non può nemmeno dare a Cesare quel che è di Cesare. Costui dà a Cesare quel che è di Dio.

Gesù questo non lo ha fatto!

Sono consapevole che in questa situazione sia difficile ravvedere una soluzione. Non spetta a me d’altro canto il cercarla, non avendo io l’autorità per farlo.

Ricordo però a chi ha questa autorità, anzitutto, che “nulla è impossibile a Dio”.

Ricordo altresì che “se taceranno costoro grideranno le pietre”. Alcune pietre hanno già gridato, ma la gerarchia della Chiesa pare essere stata sorda in molti suoi membri. Speriamo che non gridino ancora!

Ai fedeli che riconoscono la verità di quanto affermo, ma sono sconcertati dalle conseguenze, ricordo che il Signore ha promesso che non abbandonerà mai la Sua Chiesa. Il primo che ci ha annunciato la venuta di questi avvenimenti è Gesù nel Vangelo, e tutto il resto del Nuovo Testamento ci dice che di mezzo a noi sarebbero sorti i nemici della vera fede.

Preciso che i sacramenti amministrati nell’ambito della Chiesa Cattolica rimangono validi, come sono validi da secoli quelli amministrati in altre Chiese che pure non hanno goduto della piena comunione col legittimo Successore di Pietro.

Così anche gli atti di governo, che, qualora non validi, possono sempre essere sanati, o comunque corretti con altri atti validi.

La Santa Chiesa è fondata sulla fede dell’Apostolo Pietro, e questa non potrà mai venir meno!

Se qualcuno, che ha l’autorità per intervenire, potesse essere trattenuto dal timore delle conseguenze per i fedeli, come è avvenuto per me fino ad oggi, ricordo la testimonianza dei tre fanciulli nella fornace, o di Susanna, come di tutti i Santi di Dio, specialmente i Martiri: “Meglio per me essere ucciso, che peccare contro il mio Dio”.

I veri fedeli cattolici hanno ancora questa perseveranza, e spesso ancora oggi, nel nascondimento, la esercitano con sacrifici enormi, fino ad offrire la stessa vita.

Essi non si sentono abbandonati se i loro corpi vengono a trovarsi in potere agli uomini che possono ucciderli, ma si sentono abbandonati dai loro pastori se la loro fede viene messa in balia dell’inganno di satana.

Ricordo nuovamente a me e a tutti i cristiani, attraverso la parola di San Paolo Apostolo, il pericolo di essere complici dell’attuale grande apostasia: «Mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamato con la grazia di Cristo voi passiate ad un altro Vangelo. Però non ce n'è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il Vangelo di Cristo. Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L'abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!»

Lo stesso Pietro, di cui Bergoglio abusa il ruolo, diceva ai Sommi Sacerdoti del Sinedrio: “Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini”.

Due anni fa scrissi un brano allusivo, riferendomi alle parole di Daniele davanti a Susanna, e sovrapponendo un’immagine delle Lacrime di Sangue della Madonnina di Civitavecchia, e lo pubblicai a mezzo internet, all’indirizzo www.mt715.simplesite.com, perché fosse visibile davanti a tutti. Questo fu il tentativo di testimoniare quanto ora affermo, nel modo più implicito possibile, convinto di evitare le conseguenze dannose per la Chiesa che una affermazione esplicita avrebbe potuto causare.

Ora è il momento di dire esplicitamente quello che esprimevo, e perciò anche di spiegare l’allusione:
“Sono innocente del sangue di questa donna”.

Daniele decise di non essere complice attraverso il silenzio dell’uccisione dell’innocente Susanna. Io non voglio essere complice col mio silenzio del Sangue della Chiesa Cattolica, perché il sangue sta per la vita, e la Vita della Chiesa Cattolica è la Sua Fede in Gesù Cristo.

La Vergine Maria è immagine e modello della Santa Chiesa. Nella Sua santa Immagine ha pianto Lacrime di Sangue. È il Sangue di Gesù Suo Figlio, come Ella stessa ha dichiarato. È perciò il Sangue della Chiesa stessa, Corpo Mistico di Suo figlio, tremendamente torturata e uccisa nell’apostasia della Sua Fede e della Verità.

Io, Francesco d’Erasmo, sono innocente del Sangue di questa Donna!

Così credo e professo davanti a Dio Padre Onnipotente, a Gesù Cristo Suo Figlio Nostro Signore, che verrà a giudicare i vivi e i morti e il mondo attraverso il fuoco, e allo Spirito Santo di Verità, alla Vergine Maria Madre di Dio e della Chiesa, Regina del Cielo, Immacolata Concezione, ai Santi Apostoli Pietro e Paolo e a tutte le schiere celesti, davanti a tutta la Comunione dei Santi, trionfante, purgante e militante, e davanti a tutti gli uomini di buona volontà.

Così mi aiutino i Santi Vangeli.

Amen.

Francesco d’Erasmo

Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, 1 aprile 2020, vigilia della nascita al Cielo di San Giovanni Paolo II.

Testo originale
Angela Polin shares this
Lettera del Sacerdote don Francesco D'Erasmo a Papa Benedetto XVI