Lettera aperta, filiale e schietta a LEONE XIV
+Ave Maria! Qualcuno verrà…
Mi inchino profondamente e con ossequio sconfinato La saluto, carissimo Leone XIV! Da un po’ di tempo mi capita di baciare le mani dei sacerdoti: che grazia strepitosa che scende dal Cielo in Voi e da Voi a noi! Non sarebbe peregrino, pertanto, se mai La incontrassi, di baciarLe anche i piedi, vista la Sua importanza. Idealmente già lo faccio. Ma ciò che ho da dirLe resta comunque grave. E forse non gradirà. Virilmente, mi accingo a farlo. Le sto scrivendo dall’altro lato dell’Italia, un paesino a levante, di fronte al mare d’Abruzzo… e mi chiamo Valerio Lupi. Questa lettera è pubblicata su internet (anche in inglese) e l’ho inviata per posta elettronica sia a 70 cardinali che erano con Lei in Conclave, sia all’indirizzo email del Sinodo. E a quelli che conosco.
Nel più celebre racconto di Charles Dickens un messaggero giunge inatteso ad annunciare al protagonista che è prossima la visita di tre spiriti: quello del Natale passato, quello del Natale …Altro
Ottime intenzioni, ma occorre essere più sintetici se si vuole sperare che l'uomo più impegnato della terra trovi il tempo di leggerla...
Io gli ho mandato una lettera sulla Tiara.... ; se non fa prima quell' atto di autoappropriazione e di ritorno al potere petrino, non servono a nulla le sue decisioni perchè resterenna buone intenzioni del papa ma senza autorità impositiva