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Leone XIV chiede un «nuovo quadro finanziario internazionale»

Papa Leone XIV ha pubblicato oggi un videomessaggio in occasione del Vertice mondiale sul clima tenutosi a Vienna, in Austria. Ha invocato una “transizione equa” verso nuovi modelli economici, ha esortato le nazioni ricche a fornire un maggiore sostegno finanziario e ha sostenuto lo sviluppo di un nuovo quadro finanziario internazionale. Tutto ciò viene presentato all’insegna della dottrina sociale cattolica e dell’attenzione per il creato e i poveri. Tre citazioni chiave, con enfasi aggiunta.

- «Queste sfide [pace, risorse naturali, cambiamenti climatici] richiedono una cooperazione internazionale, unita a un multilateralismo coeso e lungimirante, al fine di trovare soluzioni efficaci».

- «Non è solo auspicabile, ma anche realmente possibile che ai progressi compiuti alla COP30 [Vertice delle Nazioni Unite sul clima] possa seguire una transizione equa verso società in cui il bene comune abbia la precedenza sul profitto e i modelli economici siano radicati nella solidarietà e nella dignità umana. Tuttavia, ciò richiede che i paesi più ricchi adempiano ai propri obblighi di sostenere finanziariamente i paesi più poveri».

- «È inoltre necessario lo sviluppo di un nuovo quadro finanziario internazionale incentrato sulla persona, al fine di garantire che tutti i paesi, in particolare i più poveri e quelli più vulnerabili alle catastrofi climatiche, possano realizzare appieno il proprio potenziale, nel rispetto della dignità dei propri cittadini.»

Traduzione AI
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silvioabcd

Uno dei motivi della povertà endemica di alcune nazioni è la guerra tribale che fa milioni di morti, e sapete che fine fanno i nostri soldi inviati per aiutare i poveri? Comprano armi. Alcuni anni fa l'Europa mandò in Burkina Faso ingenti somme per debellare la lebbra, sapete cosa fece il presidente? Si mise in tasca i soldi, chiuse tutti i lebbrosari e gli ospedali che li curavano e mentì dicendo agli utili idioti europei (che non controllano mai nulla e gettano ai porci i nostri soldi) che aveva sconfitto la lebbra e non c'erano più lebbrosi in Burkina Faso.