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Il 3 ottobre 2021 la Venerabile Gaetana Tolomeo, detta Nuccia, di Catanzaro sarà Beata. Revival di un percorso di fede. Parte prima. nucciatolomeo.it Nuccia si presenta (10 febbraio 1995) Sono nata …More
Il 3 ottobre 2021 la Venerabile Gaetana Tolomeo, detta Nuccia, di Catanzaro sarà Beata.
Revival di un percorso di fede. Parte prima.

nucciatolomeo.it

Nuccia si presenta
(10 febbraio 1995)

Sono nata a Catanzaro un lontano venerdì santo. Ho 59 anni; vivo con una zia anziana ed una cugina, che si prende cura di me. Non ho né fratelli e né sorelle. Non ho mai camminato. Pur non avendo le gambe per camminare, mi ha fatto scoprire la vera libertà, quella dello spirito. La luce della fede mi ha fatto attingere alla Sapienza Divina e, senza rendermene conto, sono molto attenta ai bisogni degli altri e molti sono coloro che mi vengono a trovare, specialmente i giovani, che entrano in confidenza e mi raccontano le loro storie e i loro problemi. Ed io sono pronta ad ascoltarli, ad incoraggiarli, a rassicurarli e ad aprire i loro cuori alla speranza, a dir loro che Dio è amore. Nonostante le mie condizioni, lodo e ringrazio il Signore per questa ricchezza di rapporti umani che ha creato intorno a me. Ho avuto una madre meravigliosa, dolcissima, che ho perso da due anni, ma, grazie ai parenti e agli amici, tutto è stato ed è, per me, un balsamo salutare per la mia sofferenza.
In tutto questo ho visto sempre la tenerezza e la presenza continua di Dio, che non abbandona mai i suoi figli. E ho compreso che la sofferenza va accettata e con mansuetudine offerta, perché è dono: tutto è grazia. Gesù e Maria sono stati e sono i miei maestri. Ai piedi della croce, contemplando il Crocifisso con amore, ho sempre trovato la pace, il conforto di andare avanti. Guardando le Sue piaghe, mi sento amata: il mio cuore è avvolto dalla gioia e dal suo calore, e mi sento lusingata di vivere le sue stesse sofferenze, perché ho sempre partecipato e partecipo alla sua passione. In quest’ultimo periodo sono condotta ad una più intensa sofferenza. I miei polmoni non funzionano più e la tosse mi strazia, mi fa soffocare. Le mie forze vengono meno, ma dico fiat” e “grazie”. Gesù è il mio vanto, la mia forza, la mia gioia, la mia pace, la mia vita. E quindi io dico: viva la vita, viva l’amore, viva Gesù e Maria.
A voi, fratelli e sorelle, voglio dire: offrite con amore tutti i disagi, le sofferenze quotidiane, non lamentatevi, non imprecate, non ribellatevi, ma lodate e ringraziate il Signore sempre. Il buio della notte si aprirà alla luce di Cristo Risorto; confidate in Lui, abbandonatevi alla sua volontà. Lui sa cosa è bene per noi. Pregate sempre. Io mi unisco alla vostra preghiera, soprattutto per quanti soffrono nell’anima e nel corpo e non accettano.
Offriamo tutto al Signore, certi che nelle sue mani tutto verrà trasfigurato e tutti insieme proseguiamo il cammino cantando le sue lodi, senza fine. Questa è la mia vita: è una vita semplice ma ricca di amore.

Mons. Antonio Ciliberti annuncia la volontà di avviare la causa di beatificazione
(26 gennaio 2007)

Io vorrei elevare un inno di ringraziamento al Signore, per averci donato una così singolare sorella nella fede, che, con la testimonianza della sua vita santa, questa sera ci ha profondamente edificato. A Padre Pasquale io vorrei affidare il compito, supportato dalla collaborazione di tutti, dalla condivisione del vescovo, di potere raccogliere tanto materiale, anche con l’apporto di Federico, per potere meglio approfondire la conoscenza di questa persona così singolare, di approfondirne la spiritualità, la sua vita, la sua missione e per potere anche iniziare un processo, che ritengo sia utile, opportuno, ma anche doveroso, il processo della sua beatificazione.
Inno di glorificazione di Nuccia
(26 gennaio 2007)

Il 24 gennaio 1997, dopo una vita vissuta nella quasi totale immobilità, all’età di 60 anni, ritornava alla casa del Padre Nuccia Tolomeo, donna di fede eroica e di virtù sublimi, regalando un profumo di santità a tutti noi che l’abbiamo conosciuta, amata e apprezzata. A 10 anni dalla sua morte Nuccia è più viva che mai: il suo messaggio di gioia e di speranza è sempre di grande attualità. Alleluia. Grazie, Gesù, per averci dato Nuccia.

Alcune testimonianze
(26 gennaio 2007)

- Don Sergio Iacopetta:

Questa nostra sorella che, come abbiamo potuto ascoltare dalla sua viva voce, era una innamorata di Dio e di tutto ciò che Lui ha creato.
Di Nuccia ho sentito parlare quando frequentavo la IV elementare, perché la mamma di uno dei miei compagni ne era parente. Più di una volta, mentre giocavamo, ci veniva chiesto di fare un po' più di silenzio perché la signora doveva telefonare a Nuccia che definiva "gioiello di ragazza".

- Don Salvino Cognetti

Io ho conosciuto la signora Nuccia nel 1992, qualche mese dopo che avevo preso possesso della parrocchia di San Giuseppe. L’ho conosciuta in un momento un po’ difficile della mia esistenza, perché il passaggio in quella comunità parrocchiale rappresentò per me un po’ un trauma, avendo avuto difficoltà di ambientamento, trovandomi in un ambiente totalmente nuovo, rispetto alla mia personalità. Allora io confidai alla signora Nuccia queste mie difficoltà. Lei mi vide che ero un poco turbato e mi disse una parola grande, che mi è rimasta nel cuore, che mi ha aiutato e mi ha consentito di riprendermi. Mi disse: “Dedicati alla preghiera, metti al centro della tua esperienza di sacerdote la vita di preghiera”.

- Federico Quaglini

Questo momento ecclesiale che stiamo vivendo è un momento di grazia. Io mi sento indegno ad essere qui a testimoniare un dono prezioso che Dio ha fatto a questo peccatore che vi sta parlando.

Risentendolo e rivivendolo oggi il testamento spirituale, che quella notte trasmettemmo con Maria Spasari, quale emozione! Io, piccolissimo, mi sono trovato in una realtà più grande di me, che non ho valutato nel suo valore nel momento contingente, nei circa tre anni che ho condiviso con lei, di notte fonda. Lei disse: “Federico, la nostra trasmissione chiamiamolaBeati gli ultimi”.

Messaggio di Nuccia “Per gli ultimi”

Miei cari, con umiltà desidero ancora entrare nelle vostre case, con la speranza di poter far breccia nel vostro cuore, sollecitando la vostra coscienza e sensibilità ad aiutare i poveri, gli emarginati, i bisognosi, i ragazzi e le ragazze in difficoltà, le famiglie disgregate.
Ricordiamoci che c’è più gioia nel dare che nel ricevere, e questo deve spingerci, a prodigarci quotidianamente e con gioia in numerose e piccole azioni di amore verso coloro che hanno ricevuto dalla vita assai meno di noi.
O Mio Gesù, Ti affido la mia sofferenza e la sofferenza di tutti: perché Tu guarisca le nostre paure, le nostre angosce, le nostre ferite, placare la tempesta che a volte c’è nei nostri cuori. Rimani al nostro fianco e sostienici; riempi il nostro cuore d’amore, fa che tutti noi possiamo venirTi incontro secondo verità e nell’umiltà, costruendo la pace e condividendo i bisogni e le necessità con gli ultimi, con cuore generoso e aperto. Amen. Nuccia

Alcune testimonianze
(22 aprile 2007)

- Lillo Zingaropoli

Io dicevo: “Come puoi tu credere in Dio se ti ha ridotto in queste condizioni? Come puoi tu credere alla sua generosità, se sta dilaniando le tue ossa giorno per giorno?”. E lei con il suo sorriso che disarmava chiunque diceva: “io sono felice; è la sua volontà. Io sono la sua preferita”. Io non capivo. “Come fai, dico, a sorridere?”. “Perché Lui è dentro di me. Io tutti i giorni dalla finestra vedo un pezzo di collina. Ci sono degli alberi diritti e alberi storti. Fanno parte della natura e ognuno dà i suoi frutti. Io sono un albero storto e anch'io do i miei frutti.

- Dottore Antonio Panzino

Il suo corpo accartocciato mi apparve invisibile di fronte al suo sorriso sconfinato. Capii che quello che avrei potuto fare per sua madre era niente in confronto a quanto avrei potuto ricevere.

È nata, tra di noi, amicizia e stima ed ho continuato a frequentare quella casa anche quando Nuccia stessa ebbe bisogno di cure. Il suo piccolo, fragile corpo, nascondeva solidi, robusti sentimenti, una fede incrollabile e contagiosa.

- Lucio Ranieri

Mi hai fatto riavvicinare al Signore in una maniera speciale, in un modo nuovo. Mi hai fatto scoprire come la preghiera possa spostare le montagne, come l'umiltà possa essere molto più importante dell'aggressività, come una parola detta con la tua dolcezza possa calmare anche l'animo più irascibile e pieno di ira. Quante notti, finivo di lavorare e passavo a darti la buonanotte e ti trovavo a rispondere ad interminabili lettere che ti scrivevano persone carcerate, drogate e tutte quelle che cercavano la luce per uscire da quel buio ed intravedevano in te la forza ed il coraggio per arrivarci.

- Michele Merola e Rita Rocca

Nuccia è stata per me "Maestra di vita". Ha sempre messo gli altri al primo posto. Si è detto, parlando di lei, che stava da sempre su una sedia a rotelle, ma forse non è esatto dire così. Nuccia non stava su una sedia a rotelle, ma su una rudimentale sedia di legno stile anni 40. Ricordo che Nuccia aveva ricevuto in donazione, grazie ad una volontaria di una associazione, una vera sedia a rotelle, ma lei l’aveva rifiutata, perché voleva farne dono a chi ne aveva più bisogno di lei.

Messaggio di Nuccia “Beati gli ultimi”

(7 ottobre 1995)

Leggendo la Parola del Signore, si capisce subito che Gesù dimostra simpatia per gli umili, per i piccoli, per i poveri, per gli ultimi e ci vengono dati come modelli per entrare nel Regno dei Cieli e li chiama, “Beati”. Io penso che è urgente spargere a piene mani semi di speranza, nell'ambiente in cui si vive, nel silenzio, con umiltà, per rendere il bene più prezioso e disinteressato, ogni giorno, ogni momento. Ricordiamoci che sempre qualcuno attende che tu, fratello o sorella, stenda la tua mano benefica o pronunzi una parola d'incoraggiamento, di speranza, di perdono.
Sono felice di offrire a Dio la mia debole voce per conquistare sempre più anime. Questa è la mia ricompensa, il resto è vanità. Ricordate che ognuno di voi, se vuole, può prestare la propria voce al Signore!

Pensieri sapienziali di Nuccia

- Signore, Ti adoro!
- Angioletto mio, va tutte le mattine e bacia i tabernacoli del mondo, anche a nome di tutte le creature!
- Signore, Tu sei l’acqua viva, lavaci, purificaci! Abbiamo bevuto acqua inquinata! Dacci la luce!
- Gesù ha bisogno di me, dei miei piedi, delle mie mani, del mio cuore!
- Hanno inchiodato le tue mani e Tu hai continuato ad abbracciare il mondo! Hanno fissato i tuoi piedi e Tu hai percorso il mondo! Hanno spezzato il tuo cuore e Tu hai amato il mondo! Inchioda anche le mie mani e fa che abbracci il mondo! Fissa i miei piedi e fa che io parta per il mondo! Spezza il mio cuore e fa che io ami il mondo!
- Credo in Te, o Padre, credo nel tuo amore! Tu sei la mia speranza, in Te solo confiderò!
- Vergine santa, abbi pietà di tutte le sofferenze! Dona a tutti la speranza e la pace!
- Gesù, prendi la mia fragilità e dammi la mia fortezza!
- Signore, dacci la pace e fa’ che le armi siano una cosa inutile in questo mondo meraviglioso!
- È bello volersi bene!
- Le tenebre sono tante, ma non possono spegnere la luce di una candela!
- Fa che dove c’è la tenebra io porti la luce! Fa che io sia uno strumento di pace!
- Fa, o Signore, che accanto a chi soffre ci sia sempre un cuore capace di amare!
- O Signore, Tu sei nato con amore, hai sperato con amore, hai sofferto con amore, sei morto con amore, sei risorto con amore!
- O Signore, insegna anche a me ad amare!

Canti di Anna Barillari su parole di Nuccia

- Per te, con Te, in Te

O mio Signore, non mi hai chiesto di fare grandi cose, ma di amare e di soffrire per Te, con Te, in Te. Già troppi fanno in buona fede cose che non sono tue. Signore, desidero amare io in Te, per Te, con Te; desidero pregare, donarmi a Te ed offrire tutta la mia sofferenza per la conversione dei peccatori, per tutti i fratelli lontani da Te e offrire tutta la mia sofferenza per la conversione dei peccatori, per tutti i fratelli lontani da Te (lontani). Sono sicura che, mentre io prego e soffro, Tu li guarisci e li liberi; Sono sicura che ogni barriera, ogni resistenza crolla per lasciare posto a Te, alla gioia che non hanno mai provato, alla fiducia che non hanno mai avuto, alla speranza, alla luce.
Grazie, Signore, perché il fratello era morto ed è risuscitato, era perduto ed è stato ritrovato.
Grazie, Gesù, Infinita carità, mi hai eletta vittima d’amore per l’umanità.

- Testamento spirituale

Nel bellissimo Testamento spirituale di Nuccia Tolomeo si percepisce l’amore smisurato per Dio e per le sue creature. Con queste parole lei parla ai nostri cuori:
Concedimi, Signore, di vagare un po’ nella natura per sentire ancora l’odore dell’erba e il profumo dei fiori. Fammi stupire ancora una volta dinanzi ad un cielo stellato, ad un nido di rondini, ad una farfalla. Voglio abbracciare in uno sguardo pieno d’amore il tuo creato e benedirti, ringraziarti per ogni cosa, opera delle tue mani. Grazie, Signore, per tanta tenerezza, grazie! La tua potenza d’amore faccia di me un cantore della tua grazia, trasformi il mio lamento in gioia perenne: un inno alla vita, che vinca la morte e sia messaggio di speranza per molte anime tristi.
Voglio ringraziarti in modo particolare per il dono dell’immobilità, che è stato per me una scuola di abbandono, di umiltà, di pazienza e di gratitudine.
La mia ultima preghiera vuole essere un Magnificat, esplosione di amore e di gioia per le meraviglie che Tu, Signore, hai operato nella mia vita.

Dal voce di Nuccia brani del suo Testamento spirituale

Desidero consegnare loro il dono più grande della mia vita, la fede, che Tu gratuitamente, Signore, mi hai elargito, per comunicarmi la sapienza della Croce, farmi penetrare e accettare come servizio speciale il mistero del dolore.
La tua potenza d’amore faccia di me un cantore della tua grazia, trasformi il mio lamento in gioia perenne: un inno alla vita, che vinca la morte e sia messaggio di speranza per molte anime tristi. Il mio cuore esulta di gioia, se penso a Te, mio Dio.
La mia ultima preghiera vuole essere un magnificat, una esplosione d’amore e di gioia, per le meraviglie, che Tu, Signore, hai operato nella mia vita. Grazie, Signore, per il dono della vita, grazie, perché mi hai predestinato alla croce, unendomi a Cristo nel dolore e ai fratelli nel vincolo indissolubile dell’amore.
Grazie, Gesù, per aver trasformato il mio pianto in letizia. Grazie per aver fatto di me il tuo corpo, la tua dimora, l’oggetto prezioso del tuo amore compassionevole, delle cure e dell’attenzione di tanti fratelli.
Voglio ringraziarti in modo particolare per il dono dell’immobilità, che è stato per me una vera scuola di abbandono, di umiltà, di pazienza e di gratitudine.
Fa scendere sui fratelli e sulle mie sorelle le tue speciali benedizioni e grazie. Riempili dei doni dello Spirito Santo e infuocali di amore, perché continuino ad evangelizzare il mondo, con le opere di carità. E voi, amici miei carissimi, state lieti nel Signore, nel vincolo dell’unità: pregate e operate il bene. Siate custodi dei vostri fratelli e insegnate loro l’amore con la vostra stessa condotta.
Ora termino: ogni volta che avrete bisogno di me, mi troverete tra i vostri ricordi. Sorridete sempre e ricordate che ogni volta che sorriderete io sorriderò con voi.

Parole di Mons. Antonio Ciliberti all’inizio dell’Inchiesta diocesana
(29 luglio 2009)

La prima parola che, partendo dal cuore, affiora sulle mie labbra è proprio “grazie”. Grazie al Signore che ci ha dato questa sorella che ci ha preceduti nella fede e l’ha testimoniata con una vita intemerata, mediante la quale ha cercato in maniera costante di unificarsi a Cristo, di identificarsi a Lui. E in maniera mirabile ha raggiunto questa dimensione proprio attraverso il supporto della sofferenza gioiosa. Nuccia sapeva bene, perché era in una luce vivida di una fede crescente, aveva capito assai bene che l’opera più grande che Dio abbia potuto portare a compimento a servizio dell’uomo nella storia è stata determinata dall’oblazione di Cristo, il quale, immolandosi sull’altare della croce, ha celebrato davvero quell’unico essenziale sacrificio che ha riscattato l’uomo alla sua dignità di figlio di Dio e gli ha consentito la certezza dell’eterna salvezza. Nuccia, allora, in profonda sintonia con Gesù Cristo, ha voluto unire la sua passione a quella di Gesù per potere collaborare con Lui nella gioia sofferta all’universale redenzione dell’umanità. Sono questi i caratteri costitutivi della particolare santità di questa donna umile e pia, la quale sul letto della sofferenza come sulla croce, altare su cui Cristo si è immolato, incondizionatamente ha offerto se stessa per potere collaborare all’ineffabile disegno di Dio per l’evento dell’universale redenzione. Sulla testimonianza esemplare di questa nostra sorella e la particolarità di questo luogo privilegiato, che abbiamo scelto per dare inizio a questo processo, dobbiamo tutti riscoprire la bellezza, l’efficacia, il valore, il senso della sofferenza cristiana, che è l’anima costitutiva della gioia vera. Non c’è una gioia autentica se non ha come anima la sofferenza. C’è gioia più grande dell’evento pasquale? Il Cristo che vince la morte e risorge e riafferma la perennità della vita? Ma qual è il segno pasquale? La croce, l’Agnello che s’immola. Nuccia ci ha dato questo insegnamento con la sua testimonianza e la trasparenza della sua vita. Accoglieremo anche la sofferenza come un mezzo di spirituale elevazione per potere sull’esemplarità di Nuccia partecipare con la passione di Cristo all’evento della redenzione del mondo oggi più che mai, perché questo mondo ha bisogno dell’opera di Cristo e quindi ha bisogno dell’opera dei cristiani. Nella luce di queste verità, temperati dalla forza della sua testimonianza, intendiamo elevare fervida la nostra preghiera al Signore per chiedere l’aiuto del suo Spirito, perché quanti lavoreranno per questa causa introduttiva così singolare possano sortire risultati positivi.