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“Una Chiesa diabolica?” Tra denuncia e discernimento sul fenomeno sinodale

di Giulio Ferri
Negli ultimi giorni, un’intervista pubblicata da LifeSiteNews ha riacceso con forza il dibattito sul cosiddetto “processo sinodale”. Protagonista è il professor William Thomas, ex compagno di seminario di Papa Leone XIV, che ha espresso giudizi estremamente duri sull’attuale direzione ecclesiale, arrivando a definire il movimento sinodale «non cattolico» e addirittura «diabolico».
Non si tratta di una voce qualunque. Thomas è presentato come un uomo che conosce personalmente il Papa, con una lunga esperienza missionaria e teologica alle spalle. La sua denuncia nasce anche da episodi concreti: tra questi, la partecipazione di gruppi LGBT a eventi giubilari in Vaticano, vissuta da lui come uno scandalo e come un segno di rottura con la tradizione morale della Chiesa.
E tuttavia, proprio per la radicalità del giudizio espresso, la questione non può essere affrontata sul piano emotivo o polemico. Occorre fare ciò che la tradizione cattolica ha sempre fatto nei momenti …Altro

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silvioabcd

Togliamo pure il "Se..." Perchè è diventata un processo attraverso cui la verità viene ridefinita sulla base del consenso o dell’esperienza (della prassi). Se Gesù fosse stato "democratico" non l'avrebbero messo in Croce. Gesù è sempre stato Segno di Contraddizione in tutto.