Ritrovato il più antico trattato di pace della storia: c’è una regola shock sui rifugiati di 3.200 anni fa Tra le rovine di Hattusha riemerge un frammento del Trattato di Kadesh: stabiliva l'estradizione dei fuggitivi, ma vietava alle guardie di mutilarli o distruggerne le famiglie. Pubblicato il 23 Settembre 2026 - 22:54 AutoreRedazione Nel terreno argilloso dell’Anatolia centrale, a ridosso dell’Edificio E sulla cittadella reale di Büyükkale, è emerso un frammento d’argilla ricoperto di caratteri cuneiformi. Andreas Schachner, alla guida degli scavi dell’Istituto Archeologico Tedesco nell’antica capitale ittita di Hattusha, ha impiegato un anno di analisi insieme ai suoi collaboratori per confermare la natura del reperto. Si tratta di una porzione inedita del Trattato di Kadesh, il più antico accordo di pace internazionale giunto fino a noi, stilato in cuneiforme accadico. I segni incisi sulla tavoletta corrispondono a una specifica sezione del testo – quella compresa tra gli articoli 12 e 20 –, destinata a regolare il destino dei rifugiati e dei fuggitivi in fuga tra il regno d’Egitto e l’impero ittita. A metà del XIII secolo a.C., la stretta di mano diplomatica tra il faraone Ramsete II e il re ittita Hattusili III puntava a stabilizzare i confini siro-palestinesi dopo il sanguinoso e inconcludente scontro di Kadesh del 1274 a.C. L’estradizione era obbligatoria, ma l’intesa imponeva limiti precisi alla punizione dei rimpatriati. “Non dovranno essere cavati loro gli occhi, né tagliate le orecchie o i piedi; le loro case, insieme a mogli e figli, non dovranno essere distrutte” recita la traduzione diffusa dal Ministero della Cultura e del Turismo turco. Mentre le versioni egizie venivano scolpite in geroglifici sui monumentali templi di Tebe, nel cuore dell’Anatolia i diplomatici ittiti sceglievano la tavoletta d’argilla. Il frammento di Büyükkale non stravolge la storiografia del trattato — una cui replica in bronzo domina l’ingresso del Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York —, ma fissa su un frammento di terracotta la prima forma documentata di garanzia umanitaria per i disperati che attraversavano i confini. Un codice d’asilo del Bronzo Antico, scritto con lo stilo per impedire che la vendetta dei re straziasse le carni dei disertori. Fonte: Archaeologists Find a Lost Piece of the World’s …
Non sono bastati 3200 anni per capire che ognuno deve stare nel suo paese. Se persone emigrano in massa verso un altro paese non fanno altro che rovinare se stessi e distruggere dopo poco il paese che li ospita.