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Padre Pio definì il Vaticano II "tempo di tenebre"

Prima della fine del Concilio, nel febbraio 1965, qualcuno annunciò a Padre Pio che presto si sarebbe celebrata la Messa secondo il nuovo rito, ad experimentum, in lingua volgare, rito che era stato composto da una commissione liturgica conciliare al fine di rispondere alle "ispirazioni dell’uomo moderno".

Padre Pio scrisse immediatamente a Paolo VI, prima ancora di avere visto il testo, per chiedergli di essere dispensato da questa esperienza liturgica e di potere continuare a celebrare la Messa di San Pio V.

Quando il Cardinale Bacci venne a visitarlo per portargli l’autorizzazione richiesta, Padre Pio si lasciò sfuggire un lamento in presenza del messaggero del papa: «Per pietà, mettete fine rapidamente al Concilio».

Quello stesso anno, in mezzo all’euforia conciliare che prometteva una "nuova primavera" della Chiesa, egli confidò ad uno dei suoi figli spirituali: «In questo tempo di tenebre, preghiamo. Facciamo penitenza per gli eletti».

Fonte: ITreSentieri.it (22 settembre)

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