Ai DURI E PURI della tradizione. Risposta a un “ tradizionalista cattivo” da parte di un tradizionalista più cattivo di lui
Vorrei ricordare un principio: Cristo ha scelto Pietro, non Giovanni.Ha scelto un uomo profondamente imperfetto, irruente, incostante. Un uomo che dopo aver tagliato l’orecchio al servo del sommo sacerdote, arriva a rinnegare il suo maestro tre volte. Un uomo le cui ferite sono state lavate dal pianto amaro del pentimento e che gli hanno meritato la triplice professione di fede nell’amore di Cristo. “Diligis me plusquam his? Mi ami più di costoro?”
È curioso che il divino maestro non abbia scelto il puro, il vergine(come vuole la tradizione patristica), il discepolo amato, fedele nell’ora più turbolento della storia, fedele fin sotto la croce. No. Cristo ha scelto Pietro, e Giovanni, al sepolcro gli cede il passo.
Un certo tradizionalismo nudo e crudo, fedelissimi della prima ora, sembra non capirlo.
Diamo al vicario di Cristo un po’ di tempo, diamoglielo per carità. Prima di condannarlo, giudicarlo, farlo a pezzi. Esiste anche la grazia di Stato, no?
Infondo un certo tradizionalismo è diventato esattamente come ciò che pretende di combattere: hegeliano. “ tutto ciò che è ideale, è reale”. Proiettando nella realtà una chiesa che esiste solo nell’idea.
No. La realtà è oggettiva, è più grande di noi.
Combattere per il bene, per la verità, per il trionfo della Santa chiesa e dei suoi sacramenti nella forma tradizionale, non vuol dire fare una chiesa dei puri. Gesù ha scelto Pietro, non Giovanni. E questo lo sa chi non si è chiuso in una bolla di sapone, con la messa perfetta, la liturgia, i preti perfetti. Ma è rimasto a combattere nell’arena, magari sporcandosi, ferendosi, qualche volta persino tradendo.
Il catarismo non mi è mai piaciuto.