Le restrizioni imposte dal Traditionis Custodes (2021) non hanno fatto altro che rafforzare la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), fornendole «un simbolo di dissenso nei confronti di Roma». Esse hanno «quasi fatto da propaganda» a loro favore.
Secondo il cardinale Müller, la Traditionis Custodes «non ha sortito un effetto positivo»: «Ricorrere a un approccio autoritario per esigere obbedienza cieca non è nel nostro stile».
Ha elogiato la Summorum Pontificum (2007) di Benedetto XVI per aver portato «molta pace» nella Chiesa, aggiungendo: «Non si può vietare il rito nella sua forma antica».
La Messa antica non può essere dannosa quando «i santi e i Padri della Chiesa la celebravano in questa forma».
Il cardinale Müller ha respinto l’affermazione secondo cui coloro che sono legati al rito antico rifiuterebbero il Concilio Vaticano II, sostenendo invece che la Messa romana tradizionale e il Novus Ordo «sono lo stesso rito, con differenze solo molto lievi».
La fotografia che accompagna l’articolo ritrae il cardinale Müller mentre ordina sacerdote padre Elvir Tabaković secondo il rito romano il 9 giugno presso la chiesa di San Biagio a Zagabria, in Croazia.
Traduzione AI