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«Un fulmine a ciel sereno» – Una risposta a Papa Bergoglio su Maria Corredentrice

Carissimi Stilumcuriali, abbiamo ricevuto questa riflessione, da parte di un religioso, ampia e documentata, su un tema che è emerso anche di recente in alcuni commenti sul nostro blog. E cioè il nodo del ruolo di Maria corredentrice. Buona lettura.

* * *

Con questo commento, frutto di approfonditi studi, s’intende difendere la dottrina della Corredenzione Mariana, oscurata dalle affermazioni di Papa Bergoglio, rilasciate nel corso dell’omelia del 3 Aprile 2020, nella cappella Santa Marta.

La riflessione presente sulle asserzioni del Pontefice è supportata principalmente dalle dichiarazioni dei santi e dei beati della scuola francescana, come san Bonaventura da Bagnoregio, il Beato Duns Scoto e san Bernardino da Siena, san Lorenzo da Brindisi, santa Veronica Giuliani e san Massimiliano Maria Kolbe, san Leopoldo Mandic, san Pio da Pietrelcina e il Beato Gabriele Maria Allegra; nonché da santi padri della Chiesa come sant’Ireneo.

Essa, altresì, si fa forte degli studi di teologi e mariologi di ogni lingua, impegnati nella più alta docenza presso le Facoltà Pontificie di Teologia e di altri insigni studiosi, tra cui ricordiamo A. Romeo, G. M. Roschini, Manfred Hauke, il salesiano mariologo D. Bertetto, P. Pietrafesa, Bea, Vagaggini, Scheeben, Dillenschneider e altri ancora che, insieme al contributo di san Giovanni Paolo II fino all’umile suor Lucia di Fatima, arricchisce la base dottrinale e teologica della Corredenzione mariana, alla cui luce si esaminano le dichiarazioni di Papa Francesco.

UN FULMINE A CIEL SERENO...

A proposito della verità di fede “proxime definibilis”, – che è la Corredenzione Mariana – ecco un fulmine a ciel sereno, a sorpresa del tutto isolata e vagolante nel vuoto, che arriva dalle parole esplicite di Papa Bergoglio, il quale, per il posto e le responsabilità di cui è carico, sembra dimostrare invece, ad evidenza, una ignoranza e insensatezza di molto alto profilo.

Ecco le sue parole esplicite:

«La Madonna non ha voluto togliere a Gesù alcun titolo; ha ricevuto il dono di essere Madre di Lui e il dovere di accompagnare noi come Madre, di essere nostra Madre. Non ha chiesto per sé di essere quasi-redentrice o di essere co-redentrice: no. Il Redentore è uno solo e questo titolo non si raddoppia. Soltanto discepola e Madre. E così, come Madre dobbiamo pensarla, dobbiamo cercarla, dobbiamo pregarla. E’ la Madre, Madre nella Chiesa Madre… Nella Maternità della Madonna vediamo la maternità della Chiesa che riceve tutti, buoni e cattivi: tutti».

Altre frasi ancora dell’Omelia del Papa Bergoglio: «La Madonna non ha mai chiesto qualcosa per sé, mai… Mai ha detto: “Io sono la madre, guardatemi: sarò la regina madre”. Mai lo ha detto... Seguiva Gesù. Fino al Calvario. E lì, in piedi… la gente sicuramente diceva: “Ma, povera donna, come soffrirà”, e i cattivi sicuramente dicevano: “Ma anche lei ha colpa, perché se lo avesse educato bene questo non sarebbe finito così”. Era lì, con il Figlio, con l’umiliazione del Figlio».

A leggere queste parole, si potrebbe subito pensare a un buon parroco anziano che parla con tono dimesso e stanco, conoscendo egli ben poco la Teologia biblica e dogmatica poiché non s’interessa affatto di essa e dei suoi sviluppi di fede e di dottrina secondo il contenuto immutabile della rivelazione divina.

Sono affermazioni di Papa Bergoglio, queste, tutte gratuite e a vuoto, ossia, sono affermazioni anche sballate e superficiali, affermazioni, anzi, persino maliziose impregnate di quel minimalismo mariano tutto malsano e malefico: ecco il contenuto perverso di chi vuole negare una verità di fede – la “Corredenzione mariana” – che, da lungo tempo, invece, la più sana e grande Teologia l’ha portata ad essere, oggi, “proxime definibilis”, e che è stata approfondita e sostenuta soprattutto dalla famiglia francescana, dal suo sorgere fino ai nostri giorni più travagliati.

Un breve commento, adesso, alle seguenti affermazioni del nostro Papa Bergoglio:

= “La Madonna non ha voluto togliere a Gesù alcun titolo”.

Ma non era proprio Gesù a volere sicuramente che la Sua e nostra Madre cooperasse alla missione del Redentore, quale unica Corredentrice per la salvezza dell’umanità?… La Mamma non deve forse cooperare per prima alla salvezza dei propri figli?… Ragionare diversamente sarebbe soltanto un ragionare insensato e contro natura… La cosa più sicura, difatti, è che proprio la Mamma non può non partecipare al vivo, con il Figlio, portando avanti, in prima persona, la missione salvifica per tutti i propri figli.

E quando l’Angelo Gabriele rivelò alla “piena di Grazia” che il suo Figlio sarebbe stato “Gesù”, ossia il Messia divino Redentore, la Madonna non poteva non comprendere che come Mamma di tale Figlio aveva il dovere di assistere e cooperare unitamente al suo Figlio Gesù, il «Primogenito fra molti fratelli» (Rom 8, 29), con il quale doveva portare avanti, sino al compimento, la missione della salvezza per tutti gli altri suoi fratelli.

= La Madonna “non ha chiesto per sé di essere quasi-redentrice o co-redentrice: no”.

C’era forse bisogno che la Madonna chiedesse di diventare quasi-redentrice o co-redentrice? Per qualsiasi mamma, infatti, non c’è molto da riflettere quando si tratta di salvare i propri figli. Non c’era nessun bisogno, quindi, che la Madonna, la Mamma dell’intera umanità, dovesse sentirsi impegnata a chiedere di ricevere l’incarico di salvare i propri figli. Sarebbe stato contro natura per una mamma non sentirsi di per sé immediatamente impegnata, in prima persona, a dover salvare i propri figli, soprattutto nel bisogno così grave come quello del pericolo della dannazione nell’inferno eterno per tutti i suoi figli non redenti dalla missione salvifica dell’Incarnazione redentrice.

Ecco qui un pensiero sublime del Papa San Giovanni Paolo II che conferma magnificamente questo punto affermando che «la sollecitudine della Madre del Salvatore è la sollecitudine per l’opera della salvezza: l’opera del suo Figlio. E’ sollecitudine per la salvezza, per la salvezza eterna di tutti gli uomini».

= “Il nostro Redentore è uno solo e questo titolo non si raddoppia”.

Quanta sicurezza di autorità in queste parole di Papa Bergoglio, che paiono davvero parole imperiose di un dittatore assoluto! E tutte le affermazioni al contrario sul mistero divino della Redenzione universale, come si trovano nelle Fonti della Rivelazione divina, – che sono la Sacra Scrittura, la Tradizione e il Magistero vivo dei Papi lungo i duemila anni di Cristianesimo – a che cosa dovevano servire se non a salvaguardare sempre la custodia dell’integrità del deposito divino della nostra Fede? Non conosce e non sa proprio nulla di tutto ciò questo Tizio ritenuto e chiamato Vicario di Cristo? E non avrebbe proprio Lui, quale Papa – prima di voler parlare e insegnare – il sacrosanto dovere di studiare per conoscere prima, e debitamente, tutto ciò che riguarda e può interessare una cosa così sacra e grande quale è la fedeltà alla totale e intatta custodia del deposito della nostra Santa Fede, tesoro inestimabile della Chiesa di Cristo?

La Preghiera mariana più antica... Persino la Preghiera mariana più antica – il “Sub tuum praesidium”, che risale al secondo e terzo secolo – approfondita più accuratamente, di recente, quale “Singolare preconio di misteri mariani”, tratta anche con grande finezza di acume del valore specificamente “Soteriologico” di questo prezioso tropario mariano, che costituisce davvero una valida conferma e sostegno della verità di Maria Santissima quale nostra amatissima Madre Immacolata, unica “Corredentrice Universale”.

= Maria è "soltanto discepola e Madre. E così, come Madre dobbiamo pensarla, dobbiamo cercarla, dobbiamo pregarla”.

Vorrebbe essere bella questa sequenza di parole, da parte di Papa Bergoglio, nell’insegnare a noi tutti il comportamento nei riguardi di Maria Santissima… Ma sarebbe bella solo se non fosse una sequenza di parole che sembrano studiate apposta per tacere (o negare!) più verità sante e preziose della nostra santa Fede in Maria Santissima. Infatti: ridurre la Madonna a una “soltanto discepola” di Cristo – come noi tutti che dobbiamo diventare “discepoli di Cristo” – significa offendere la Madonna e anche l’intera Chiesa cattolica che biblicamente, “ab antiquo”, ritiene, venera e invoca la Madonna quale sublime «Sede della Sapienza» (…).

La Sacra Scrittura...

Le sublimi pagine della Sacra Scrittura – Siracide (24, 3-21) e libro dei Proverbi (8, 22-35), – dalla santa Chiesa sono stata riferite, liturgicamente a Maria Santissima fin dal secolo VII per la celebrazione della solennità dell’Assunzione e per la festa della sua Natività. In particolare nella pagina del libro dei Proverbi (8, 22-35), nella sua meraviglia di contenuti altissimi e di mirabile dettato del pensiero eterno di Dio Creatore, come ha scritto il biblista A. Romeo, la “Sapienza” «si traspone per riflesso e partecipazione a Maria , la Madre del Verbo di Dio».

Si tenga anche presente, del resto che Maria Santissima fu da Dio predestinata fin dall’eternità «uno eodemque decreto» con il Verbo Incarnato, come dice luminosamente la Bolla Dogmatica Ineffabilis Deus, con esplicita applicazione a Maria delle parole della Sapienza.

E ancora, lo stesso biblista A. Romeo continua ad affermare che «a causa della sua intima partecipazione attiva all’Incarnazione del Verbo di Dio, Maria riveste in certa misura la missione e le prerogative della Sapienza ipostatica che “ha posto la sua abitazione fra noi “ (Gv 1, 14)... La Sapienza increata, incarnandosi in Maria, fa di essa il centro della Verità e della Vita (Sedes Sapientiae)».

Madre “Divina” della Santa Chiesa...

Inoltre, se Maria è la Madre naturale che, soprannaturalmente, per opera dello Spirito Santo, ha concepito e generato verginalmente Gesù, che è Dio fatto uomo, non è forse essa, per questo, Madre anche “Divina”? Perché tacere la sua prerogativa suprema della Maternità Divina, definendo Maria soltanto discepola “e Madre”, come ha fatto appunto Papa Bergoglio, mentre il Papa Paolo VI insiste esplicitamente nell'esortare il popolo dei fedeli ad onorare molto più, d’ora innanzi, la MADRE DELLA CHIESA “con tale titolo soavissimo” ?

«A gloria dunque della Vergine e a nostro conforto, Noi proclamiamo Maria Santissima Madre della Chiesa cioè di tutto il Popolo di Dio, tanto dei fedeli quanto dei Pastori, che la chiamano Madre amorosissima; e vogliamo che con tale titolo soavissimo la Vergine d’ora innanzi venga ancor più onorata e invocata dal popolo cristiano»

Questa fu, esattamente, la solenne proclamazione di Maria Santissima, quale Madre della Chiesa, fatta pubblicamente a Roma dal Sommo Pontefice San Paolo VI, il giorno 21 novembre del 1964, alla fine della terza sessione del Concilio Ecumenico Vaticano II.

E’ indubbio, dunque, che la proclamazione di Maria Santissima “Madre della Chiesa” fu un evento di grandissima importanza per l’intera Chiesa figlia di Dio e di Maria. Il fondamento del titolo “Madre della Chiesa” si lega alla Eva novella, Madre di tutti i membri della Chiesa, secondo l’espressione di sant’Ireneo, grande Padre della Chiesa, che vede in Maria Santissima la Chiesa quale «grembo materno che fa rinascere gli uomini in Dio». Nella grande Patristica furono molto importanti anche i riferimenti altissimi di Sant’Atanasio, uniti agli scritti sublimi di grandi Santi Padri, quali furono, nel quarto secolo, sant’Efrem, sant’Ambrogio, sant’Agostino, san Pietro Crisologo.

= “Maria è la Madre, Madre nella Chiesa Madre...”.

Ma, Maria non è forse la Madre proclamata e definita solennemente “MADRE DELLA CHIESA” dal Sommo Pontefice Paolo VI, durante la celebrazione del Concilio Vaticano II?

Perché il Papa Bergoglio, invece, definisce la Madonna Madre “nella” Chiesa e non Madre “della” Chiesa”…? La ragione c’è, purtroppo, ed è una ragione ben triste, legata alla grande vicenda rovinata da uno dei molti intrecci disonorevoli che furono presenti nello svolgimento del Concilio Vaticano II e che misero il santo Papa Paolo VI in grave difficoltà.

Si sa bene, infatti, che il Papa Paolo VI voleva fare approvare come atto solenne dell’intero Concilio Vaticano II la verità di fede di Maria Santissima Madre “della” Chiesa, ma non gli fu possibile ottenere il consenso da parte dell’intero Concilio Ecumenico, e dovette perciò rassegnarsi a compiere un atto personale di Sommo Pontefice nel presentare e approvare la verità di fede della Maternità Divina di Maria quale Madre “della” Chiesa.

Contro la Madre “della” Chiesa

Si sa, difatti, che il titolo ‘Madre “della” Chiesa’ è stato sempre evitato in ogni punto della discussione conciliare, e il padre Meo, mariologo di alto prestigio, ne spiega con chiarezza il vero motivo, ossia: il Concilio «evitò di nominarla quale madre della Chiesa, perché non si pensasse che Maria avesse in qualche modo generato la Chiesa, che questa fosse nata da Lei (LG 60-62)».

Queste parole del padre Meo sono di particolare gravità e vogliono far ben capire come, secondo il Concilio, la Maternità spirituale di Maria nei riguardi della Chiesa non abbia pressoché nessuna reale consistenza e si riduca, in effetti, ad una maternità solo metaforica, morale, analogica, una maternità che non genera, in sostanza, ossia una maternità ‘sterile’! Ma questa non può essere affatto una vera “maternità”. Sarebbe, semmai, una maternità in contraddizione con se stessa.

Secondo lo stato delle cose, purtroppo, «il Papa Paolo VI si vide perciò costretto a proclamare Maria “Madre della Chiesa” soltanto di propria iniziativa, il 21 novembre del 1964 – festa della Presentazione di Maria Santissima al Tempio –, pur avendo, comunque, il favore di molti Vescovi presenti al Concilio. Fu un gesto di immenso valore, in ogni caso, da parte del Papa Paolo VI, e il Padre Bertetto – altro grande mariologo – precisa che Papa Paolo VI ha tributato a Maria tale titolo di “Mater Ecclesiae” «in forza del suo supremo magistero ordinario, che nessun Concilio ecumenico può annullare».

Ed è evidente la portata teologica della proclamazione fatta dal Papa Paolo VI contro il nefasto minimismo mariano di parecchi mariologi modernisti che finiscono col rovinare la realtà più preziosa della Maternità Divina di Maria, che è l’unica vera Madre divina dell’intero Corpo Mistico di Cristo, ossia la vera Madre della Chiesa, – costituita dal Capo e Corpo con tutte le singole membra – da Lei misticamente generata per opera dello Spirito Santo, nell’Incarnazione redentrice del Divin Verbo, divenuto Gesù, il divino Figlio «Primogenito» di Maria Santissima, il divino Figlio «Primogenito fra molti fratelli» (...).

= La Madonna non ha mai chiesto qualcosa per sé… Mai ha detto: “Io sono la Madre, guardatemi: sarò la regina madre”. Mai lo ha detto…

Quale discorso è mai questo? Il Papa avrebbe voluto forse la Madonna quale egoista come noi che pensiamo solo alle cose nostre e ben poco ci interessano le sofferenze o il bene degli altri?

La Madonna mai ha detto: “Io sono la Madre. Guardatemi: sarò la regina madre”. Queste parole sarebbero state un incredibile pavoneggiamento di prima classe… Ma non poteva Maria allora dire: io sono la Madre di Dio, perché sono la Madre Genitrice del Figlio Gesù, che è Dio in Persona del Verbo?… Perché non l’ha mai detto?… Se Maria non ha detto di essere la regina perché non lo era, ugualmente non ha detto di essere la Madre di Dio, perché non lo era?... Incredibile falsificazione, questa, di primissima classe…

Ma perché ridursi a questi ragionamenti del tutto fuori posto?… Perché gli evangelisti, nei loro Vangeli, hanno parlato molto poco della Madonna? Si sa bene che la Madonna stessa voleva che si parlasse e si scrivesse soltanto di Gesù-Dio, per l’evangelizzazione cristiana del mondo, mentre il parlare di Lei avrebbe fatto continuare sulla terra l’aberrazione delle numerose false divinità pagane inesistenti, sia maschili che femminili.

Il silenzio, il nascondimento di Maria con la sua sublime ed eccelsa grandezza – che verrà fuori col tempo e con la Tradizione – erano umiltà tutta sapiente e divina della Madre di Dio. Come disse Gesù: «Chi può capire, capisca» (…).

= Seguiva Gesù. Fino al Calvario. E lì, in piedi… la gente sicuramente diceva: “Ma, povera donna, come soffrirà”, e i cattivi sicuramente dicevano: “Ma anche lei ha colpa, perché se lo avesse educato bene questo non sarebbe finito così”. Era lì, con il Figlio, con l’umiliazione del Figlio».

Anche queste parole del Papa Bergoglio non possono che disorientare e amareggiare grandemente, trattandosi della realtà più sublime della nostra sante Fede, ossia dell’atroce Passione e Morte di Gesù, unito alla sua santissima Madre, per la salvezza eterna dell’intera umanità.

Nelle parole del Papa Bergoglio, non c’è la minima comprensione della missione materna salvifica di Maria che s’immola con il Figlio Crocifisso per la nostra salvezza. Il Papa si ferma alla più superficiale espressione di pietà della gente verso una mamma che soffre per la condanna [giusta?...] del figlio all’orrenda crocifissione sul monte.

E qui siamo a quell’infausto “minimalismo mariano”, che dopo il Vaticano II si è lasciato trasportare in piazza e quasi in trionfo, legato al “pensiero debole” che trascina al disperato “nichilismo”, ritenendo che la Madonna fosse realmente soltanto una povera donna come le altre, con i suoi problemi e debolezze anche di fede…, scoronata un po’ di tutto, tutt’altro che «sublimis inter sidera» o «Mulier amicta sole» (Ap 12, 1) come canta la Chiesa nella Liturgia da secoli e secoli.

Almeno un "cenno"...

Se il Papa Bergoglio avesse dato almeno un ‘cenno’ alla reale carità di quella “povera Donna” nel voler soffrire con il Figlio Crocifisso per la salvezza dell’umanità, non sarebbe sceso tanto in basso, riducendosi all’uso della semplice e vaga espressione della povera gente: “Povera Donna, come soffrirà”.

Dov’è, in questa espressione almeno un cenno della tragica missione redentrice operata dal Figlio e dalla Madre, sul Calvario, per la tremenda disfatta del peccato delle origini che ha fatto precipitare l’intera umanità, bisognosa quindi della salvezza eterna dalla condanna terrificante alle pene dell’inferno eterno per tutti?

Nessun cenno del Papa Bergoglio in questo senso che più avrebbe dovuto interessarlo perché anche lui correva lo stesso tremendo pericolo della perdizione eterna nell’inferno, senza la redenzione operata dal Redentore e dalla sua Madre Corredentrice, che era «a Lui unita da uno stretto e indissolubile vincolo», come si esprime lucidamente la Lumen Gentium (53) del Concilio Vaticano II.

Ancora più esplicito, inoltre, è stato il Concilio Vaticano II nel garantire la missione di Maria Corredentrice, unita al Figlio Redentore «da uno stretto e indissolubile vincolo» (LG 53), quando afferma che la Madre di Gesù «abbracciando con tutto l’animo e senza peso alcuno di peccato, la volontà salvifica di Dio, consacrò totalmente se stessa quale Ancella del Signore alla persona e all’opera del Figlio suo, servendo al mistero della redenzione sotto di Lui e con Lui» (LG 56).

Di queste parole così nobili del Concilio, purtroppo, nessun minimo cenno c’è stato da parte del Papa Bergoglio, come avrebbe potuto e dovuto fare, omettendo quelle altre espressioni a misera sconfitta per tutti.

In più, anzi, il Papa Bergoglio ha tenuto a farsi personale portavoce del pensiero dei “cattivi” contro la Madonna e contro Cristo Crocifisso, affermando che – riferisce appunto il Papa Bergoglio – contro la Madonna ai piedi della croce «i cattivi sicuramente dicevano: “Ma anche lei ha colpa, perché se lo avesse educato bene questo non sarebbe finito così”».

Sembra che il Papa Bergoglio, con queste insane parole, si sia voluto non soltanto scostare, ma anche mettersi direttamente contro le nobilissime parole della Lumen gentium:

Maria Santissima «serbò fedelmente la sua unione col Figlio fino alla croce, dove non senza un disegno divino se ne stette (cf Gv, 19, 25) soffrendo profondamente col suo Unigenito e associandosi con animo materno al sacrificio di Lui, amorosamente consenziente all’immolazione della vittima da lei generata» (LG 58).

La cosa che più dispiace è la negazione diretta dell’importantissima missione salvifica della Madonna, di cui proprio il Concilio Vaticano II ha parlato e scritto in termini di grazia grandissima e preziosissima per l’intera umanità peccatrice: si tratta, infatti, della missione salvifica svolta dalla divina Madre Corredentrice unita con uno «stretto e indissolubile vincolo» (LG 53) al suo Divin Figlio Redentore. Come è spiegato benissimo in un breve testo della Lumen gentium, la Madonna, sul monte Calvario, in pieno strazio materno, «soffrendo col Figlio suo morente in croce, cooperò in modo tutto speciale all’opera del Salvatore […] per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo fu per noi madre nell’ordine della Grazia» (LG 61).

Si vuol comprendere bene, dunque, l’importanza vitale della missione materna di Maria Santissima Corredentrice, impegnata a «restaurare l'intera vita soprannaturale delle anime» di tutta l’umanità che è sua figlia, da condurre in Paradiso salvandola dalla perdizione eterna nell’inferno?

E’ stato bene scritto, infatti, che : «Non si può non restare più che convinti che la Redenzione sia stata operata in simbiosi, “per modum unìus”, da Gesù Redentore unico, e da Maria Corredentrice unica, a Gesù associata e consociata «sotto di Lui e con Lui» (LG 61).

Che cosa sente e riesce a dire, invece, il Papa Bergoglio?… Ecco le sue ultime parole che sembrano proprio un atroce sfregio finale: La Madonna «Era lì, con il Figlio, con l’umiliazione del Figlio».

Ecco a cosa è ridotta la meraviglia sublime e divina della redenzione universale: E’ SOLTANTO UNA VISIONE MISERANDA DI FALLIMENTO E DI UMILIAZIONE DEL FIGLIO E DELLA MADRE.

EPILOGO


Leggiamo, invece, la visione soprannaturale e radiosa che aveva la Serva di Dio, Suor Lucia di Fatima, la grande veggente di Fatima, che così scrive con penna agile e delicata:

«L’opera della nostra Redenzione è iniziata nel momento in cui il Verbo è sceso dal cielo per assumere un corpo umano nel grembo di Maria. Da quell’istante e per nove mesi, il sangue di Cristo era il sangue di Maria colto alla fonte del suo Cuore Immacolato, i battiti del Cuore di Cristo battevano all’unisono con i palpiti del Cuore di Maria

Da Maria Cristo ha ricevuto il corpo e il sangue che dovevano essere Immolato e versato per la salvezza del mondo. Perciò Maria, diventata una con Cristo, è la Corredentrice del genere umano: con Cristo nel suo grembo, con Gesù Cristo fra le sue braccia, con Cristo a Nazareth, nella sua vita pubblica...

…e negli ultimi giorni della Passione e Morte di Gesù Crocifisso, la Divina Madre Corredentrice con Lui ha percorso la via stretta della vita, la strada scabrosa del Calvario; con Lui ha agonizzato ricevendo nel suo cuore le ferite dei chiodi, il colpo della lancia e gli insulti della moltitudine ribelle [...] per realizzare la missione che Egli le aveva affidato di Corredentrice dell'umanità con Cristo».


Fonte:

www.marcotosatti.com/…/maria-corredent…
Suari
Dal Magnificat: "grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente...tutte le generazioni mi chiameranno beata"
Annalisa Gatto
W Maria Santissima CORREDENTRICE e Regina!
N.S.dellaGuardia
"Que soy ero a Inmaculada Consepciòn..." lo disse alla futura Santa Bernadette Subirou Colei che non ha mai voluto per sé alcun titolo né dogma...
Chissà quanto bergoglio odia e detesta le apparizioni di Amsterdam in cui Colei che non volle nessun titolo si proclama Corredentrice e chiede alla Chiesa la proclamazione di tale dogma... scusate di tale "tonterìa"... però lo chiede giustamente alla …More
"Que soy ero a Inmaculada Consepciòn..." lo disse alla futura Santa Bernadette Subirou Colei che non ha mai voluto per sé alcun titolo né dogma...
Chissà quanto bergoglio odia e detesta le apparizioni di Amsterdam in cui Colei che non volle nessun titolo si proclama Corredentrice e chiede alla Chiesa la proclamazione di tale dogma... scusate di tale "tonterìa"... però lo chiede giustamente alla Chiesa, non alla neochiesa...
piamaria
Scusate mi aiutate , spigandomi come posso inviare questo post ad una mia amica su Whatsapp
Francesco I
Padre Amorth, vista la sua grande esperienza di esorcista, sosteneva che neppure ai demoni dell'inferno non era consentito dileggiare il nome di Maria Santissima, la Gran Madre di Dio.
Invece Bergoglio........

Bergoglio proclama la "teologia del meticciato"
giulia anna
12 aprile 1947,la Madre di Dio a Bruno Cornacchiola "Io sono Colei che Sono nella SS Trinità"... Cioè dopo Dio, la Vergine SS.... Qualcuno glielo spieghi a Bergoglio... Poveretto
Christoforus78
Maria non ha e non può togliere nulla a Gesù, è Lui ad averle dato tutto. Un uomo di questa abissale ignoranza non solo non è in grado di fare in Papa ma neppure di essere un buon sacerdote cattolico sposando in pieno punti di vista protestanti e gnostici.
Annalisa Gatto
Sta portando confusione enorme nella chiesa e tra i fedeli