giandreoli
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Ausstellung von Riesenbaby als "Christus" - ohne Windel - in der Kirche Krumpendorf, westlich von Klagenfurt.

A Suari
Non solo. I Padri della Chiesa annotavano che le bende nelle quali il Bambino era avvolto alludevano già alle bende che avrebbero avvolto il Cristo nella sua tomba e che san Pietro e san Giovanni avrebbero visto vuote, perché già Risorto. Anche questa è una catechesi da trasmettere agli stessi Fedeli e bambini di oggi!

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Ausstellung von Riesenbaby als "Christus" - ohne Windel - in der Kirche Krumpendorf, westlich von Klagenfurt.

Quanta ignoranza, stupida e irriverente! Non c’è nessuna mamma al mondo che lasci il suo bambino, appena partorito, tutto nudo e infreddolito, e non lo avvolga invece nei panni che aveva già premurosamente preparato prima ancora che nascesse!

giandreoli
00:13

Sconoscesi data e luogo esatto, ma si resta totalmente disgustati dalla pagliacciata mediante la quale questo signore si presenta in chiesa, a messa, andando in fila per ricevere la Santa Eucaristia, e il sacerdote che addirittura sorride nel vederselo davanti, e nulla gli dice e si comporta come se niente fosse...

A silvioabcd Non sono d'accordo. Non si va ad accogliere il dono della sua stessa vita che Cristo ci ha fatto nel Sacrificio della sua Croce (lo stesso che ha perpetuato, da Risorto, nel Sacrificio della sua Eucaristia) con simili pagliacciate. Neppure (anzi, meno ancora) con dei bambini. A quali sacramenti li educhiamo? All'Eucaristia o alle recite? Immagini se la Madre sua, la Madonna, avrebbe accettato e addirittura sorriso! Il Sacerdote, poi, mostra almeno una stupida ignoranza della missione ministeriale alla quale il Signore lo ha chiamato! Con rispetto ma con altrettanta sincerità.

giandreoli
1:33:26

LA PASSIONE DI GESÚ (attraverso la lettura) DELLA SINDONE - Dott. Fabio Quadrini
Relatore del Dott. Fabio Quadrini (Diploma di specializzazione in Studi Sindonici presso Ateneo Pontificio Regina Apostolorum - Roma) - Lunedì Santo 14 Aprile 2025 - Parrocchia San Giovanni Bosco, Molini Girola - FERMO - 3 Piccoli Passi con Gesù
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Ripropongo questo scritto, con il quale penso sia utile, anzi doveroso, ripresentare una riflessione oggi poco conosciuta ma già formulata vari anni fa da alcuni esegeti.
1 – Nelle traduzioni abituali del brano giovanneo sulla sua ispezione alla tomba vuota si legge che san Pietro (e subito dopo san Giovanni, entrato lui pure) vide: “le bende per terra, e il sudario che era stato posto sul suo capo non per terra con le bende ma piegato in un luogo a parte”. (Gv 20,5-7), E’ la traduzione più consueta data da gran parte degli attuali esegeti oltre che dalla stessa CEI; una traduzione che ritengo inesatta, equivoca, non fedele né al Vangelo greco di s. Giovanni né alla Vulgata latina di s. Girolamo. Mi spiego.
2 – Cito il testo giovanneo: “… 5καὶ παρακύψας βλέπει κείμενα τὰ ὀθόνια, οὐ μέντοι εἰσῆλθεν. ἔρχεται οὖν ⸀καὶ Σίμων Πέτρος ἀκολουθῶν αὐτῷ, καὶ εἰσῆλθεν εἰς τὸ μνημεῖον· καὶ θεωρεῖ τὰ ὀθόνια κείμενα, 7καὶ τὸ σουδάριον, ὃ ἦν ἐπὶ τῆς κεφαλῆς αὐτοῦ, οὐ μετὰ τῶν ὀθονίων κείμενον ἀλλὰ χωρὶς ἐντετυλιγμένον εἰς ἕνα τόπον·”
3 – Diversi esegeti, interpretando più correttamente i termini “κείμενα” , “ἐντετυλιγμένον”, e “εἰς ἕνα τόπον” , traducono: “e osserva le bende distese (cioè: non per terra ma a terra, distese, giacenti, afflosciate), … e il sudario, che era stato posto sul capo, non come le bende (cioè: non disteso come le bende) ma avvolto a parte (cioè: non giacente ma arrotolato, al modo di una mentoniera) in una sola posizione (cioè: non per terra ma nella sua posizione, appunto di fianco, non piegato o disteso).
4 – In tal caso la risurrezione del corpo di Gesù, pur rimanendo oggetto di fede, rimane più comprensibile e ammissibile anche per la scienza.
Mi pare che questa sia una traduzione non solo linguisticamente legittima ma anche la più corretta oltre che aderente alle modalità delle sepolture in uso allora in Israele.
Ritengo che sia necessario divulgare questa critica testuale e proporre ai biblisti e alla stessa CEI una correzione delle traduzioni attualmente in uso. Buona e Santa Pasqua.

giandreoli

«Un Giubileo con la Sindone grazie all'ostensione diffusa»
Un sito per favorire la diffusione dell'immagine della Sindone e vivere il Giubileo con il Sacro lino. E' l'iniziativa a cui partecipa la sindonologa Emanuela Marinelli, ospite de I Venerdì della Bussola: «In 50 anni di studi ho visto numerose conversioni davanti a quel lenzuolo, ma i media hanno volutamente taciuto le nostre smentite della fake news del falso medioevale». Il VIDEO
«Come pellegrini siamo stati privati della visione diretta della Sindone, allora proponiamo l’ostensione diffusa, cioè un’esposizione di una copia del Sacro lino in tutte le chiese che lo chiederanno. C’è anche un sito apposito che è www.ostensionediffusa.it».
Venerdì della Bussola dedicata proprio al Sacro lino conservato a Torino, condotta da Stefano Chiappalone e alla presenza anche di don Domenico Repice, anch’egli sindonologo e che con la Marinelli ha dato alle stampe “

lanuovabq.it

Riferisco la riflessione interessante di una persona sconosciuta ma appassionata alla Sindone e agli studi dei quali è fatta oggetto, anche dei più recenti.
1 – Nelle traduzioni abituali del brano giovanneo sulla sua ispezione alla tomba vuota si legge che san Pietro (e subito dopo san Giovanni, entrato lui pure) vide: “le bende per terra, e il sudario che era stato posto sul suo capo non per terra con le bende ma piegato in un luogo a parte”. (Gv 20,5-7), E’ la traduzione più consueta data da gran parte degli esegeti oltre che dalla stessa CEI; una traduzione che ritengo inesatta, equivoca, che non è fedele né al Vangelo greco di s. Giovanni né alla Vulgata latina di s. Girolamo. E spiego.
2 – Cito il testo giovanneo: “… 5καὶ παρακύψας βλέπει κείμενα τὰ ὀθόνια, οὐ μέντοι εἰσῆλθεν. ἔρχεται οὖν ⸀καὶ Σίμων Πέτρος ἀκολουθῶν αὐτῷ, καὶ εἰσῆλθεν εἰς τὸ μνημεῖον· καὶ θεωρεῖ τὰ ὀθόνια κείμενα, 7καὶ τὸ σουδάριον, ὃ ἦν ἐπὶ τῆς κεφαλῆς αὐτοῦ, οὐ μετὰ τῶν ὀθονίων κείμενον ἀλλὰ χωρὶς ἐντετυλιγμένον εἰς ἕνα τόπον·”
3 – Diversi esegeti, interpretando più correttamente i termini “κείμενα” , “ἐντετυλιγμένον”, e “εἰς ἕνα τόπον” , traducono: “e osserva le bende distese (cioè: non 'per terra' ma 'a terra', distese, giacenti, afflosciate), … e il sudario, che era stato posto sul capo, non disteso come le bende (cioè: non afflosciato, giacente come le bende) ma avvolto a parte (cioè: arrotolato, al modo di una mentoniera) in una sola posizione (cioè: non per terra ma nella sua posizione, appunto, di fianco, né arrotolato né piegato o afflosciato).
4 – In tal caso la risurrezione del corpo di Gesù, pur rimanendo oggetto di fede, rimane più comprensibile e ammissibile anche per la scienza.
Mi pare che questa sia una traduzione non solo linguisticamente legittima ma anche la più corretta oltre che aderente alle modalità delle sepolture in uso allora in Israele.
Ritengo che sia opportuno divulgare questa critica testuale e proporre ai biblisti e alla stessa CEI una correzione delle traduzioni attualmente in uso.

giandreoli
28:55

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Non si dica che il nascituro non è “persona”, se ciò fosse vero non ci sarebbe la triste e meschina necessità di sopprimerlo. Infatti egli già porta in sé i semi dell'uomo futuro (ogni frutto è già nel seme”. È ormai incontestabile la sua sostanziale autonomia biologica. Egli dipende dalla madre per l'ambiente vitale, la protezione e il nutrimento, ma sviluppa da sé una propria vita. Non è in alcun modo soltanto una parte del corpo materno, in quanto ha un suo originale e unico patrimonio genetico, iscritto nel DNA, in base al quale possiede tutte le informazioni sufficienti per costruirsi organismo adulto. Quanto detto significa che l'embrione ha già una sua precisa identità e individualità biologica. Ne consegue che chi pratica l'aborto commette il più infame degli omicidi, attentando la vita innocente e assolutamente incapace di difesa.
"Qualcosa che non è umano non diventa tale crescendo e diventando più grande. Chiunque è umano lo è dal principio".
Randy Alcorn

Complimenti per il filmato. Con la modestia dovuta e necessaria, mi permetto di affiancarlo riproponendo un mio commento che, benché datato e assolutamente meno significativo, penso possa essere ugualmente accettabile per la sua brevità.
Come bene esprimeva già Tertulliano, il concepito è una “persona umana”. Si tratta di una verità comprensibile anche solo attraverso la ragione, valida e vincolante per credenti e non credenti. Secoli più tardi, la riaffermava il Vescovo s. Vincenzo di Lerins, servendosi di un esempio semplice e pratico (la crescita del nostro corpo) che ripropongo in altra forma.
Guardo la mia mano rugosa di settantenne, mano della “mia persona” (unica e irripetibile fra tutti gli uomini del passato, presente e futuro), che gode del diritto inalienabile e indisponibile alla vita, non ricevuto da alcuno ma acquisito naturalmente, diritto che permette di accedere a tutti i diritti successivi. E’ la medesima mano che, robusta, quando ero quarantenne, sollevava pesi in un’impresa edile: questa mia stessa mano, della mia stessa persona e del mio diritto alla vita; è la stessa mano che, delicata, da ventenne, scriveva lettere d’innamorato alla’amata: stessa mano, stessa persona, stessi diritti. Mano che a sei anni, esile, scriveva le prime lettere dell’alfabeto, poi le prime parole: stessa mano, stessa persona, stessi diritti. La stessa mano che, nato da pochi giorni, paffuta, afferrava il petto della mamma per succhiarne il latte: stessa mano, stessa persona, stessi diritti. Mano che, nel grembo della mamma, già formata, si succhiava il pollice: stessa mano, stessa persona, stessi diritti. Ed è anche la stessa mia mano che, anche se ancora in formazione, già mi apparteneva quando, appena concepito, m’affacciavo alla vita e chiedevo solo che mi si dessero il tempo e le condizioni per crescere, sviluppare la mia vita, trascorrerla nei suoi diversi anni e vicende; la medesima vita che sto trascorrendo ora, settantenne. M’avessero abortito, m’avrebbero ucciso. Questo dice che il concepito è già persona umana e chiede solo che gli si riconosca quel diritto di vivere che già gli appartiene e gli si concedano le condizioni dignitose per trascorrerla fino al suo compimento. Aggiungo la considerazione che il grembo della donna è il luogo più nobile ed elevato dell’intero creato: tutte le leggi che reggono l’esistenza dell’universo (microcosmo e macrocosmo), che regolano l’apparire della vita biologica, e che presiedono al concepimento nel grembo della donna hanno il loro fine ultimo e più elevato nel generare la persona umana all’esistenza e, con la sua nascita, nell’introdurla nella famiglia umana,

giandreoli

Una monja italiana conocida por participar en los Consejos de Cardenales con el Papa defiende que el diaconado femenino llegará
No tienen a nadie enfrente porque los que hablan son purgados y por eso muchos prefieren seguir viviendo a cuerpo de rey escondidos en sus palacios episcopales.
Esta semana tenemos un nuevo ejemplo de como una monja teóloga, promocionada y venerada por el Vaticano, sigue con su propia hoja de ruta, en este caso en defensa del diaconado femenino. Cabe señalar que Sor Linda Pocher, hija de María Auxiliadora y profesora de Cristología y Mariología en la Pontificia Facultad de Ciencias de la Educación Auxilium de Roma, es una de las mujeres que durante el año pasado acudió al Consejo de Cardenales junto con el Papa Francisco para venderle a los purpurados asesores del Pontífice las bondades de permitir el diaconado femenino dentro de la Iglesia católica.
Ahora, en una entrevista concedida al
Sobre el diaconado femenino, Linda Pocher defiende que «las investigaciones …

infovaticana.com

“ … è una questione di giustizia … un cambiamento giusto e doveroso …” : quindi, Dio, nel creare l’uomo e la donna complementari e con pari dignità ma di sesso diverso, Gesù, nel non chiamare tra i dodici Apostoli a condividere la vita con Lui anche la Madre sua e qualche donna, e la Chiesa Apostolica, nell’attenersi fedelmente alle decisioni di Dio e di Gesù, avrebbero sbagliato tutto dimostrandosi ingiusti! Quanta ottusità stolta e presuntuosa in questa chiesa “aggiornata e moderna” che ritiene di dover correggere Dio, Gesù e la Chiesa Apostolica!...

giandreoli

"Divorziati, risposati, conviventi. La Chiesa spalanca la porta a tutti"
Il saluto del Papa ai docenti e ai responsabili del JPII - Vatican Media
Il saluto del Papa ai docenti e ai responsabili del JPII - Vatican Media
Il saluto del Papa ai docenti e ai responsabili del JPII - Vatican Media
“La Chiesa non chiude la porta ma la spalanca a tutti” dice papa Francesco, ricevendo in udienza la comunità accademica del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia.
“Tutti” ripete. E incalza: “Non dimenticare questa parola: tutti”. E ancora: “Tutti, tutti, tutti”. Tre volte lo ripete ancora. Perché sia chiaro, chiarissimo, senza possibilità di equivoco. Senza che questa apertura possa essere soggetta a interpretazioni.
La Chiesa spalanca la porta a tutti: ai divorziati e risposati, ai conviventi, “a coloro che faticano nel cammino di fede”. “Perché tutti hanno bisogno di un’attenzione pastorale misericordiosa e incoraggiante”. E invita a guardarsi dal …

avvenire.it

@padrepasquale : Ma insomma, è una vera e propria ossessione che appartiene al pensiero di papa Bergoglio!!! C’è forse un solo cristiano che non sappia che Cristo, sulla Croce, è il “Redentore universale”, morto e risorto per la salvezza di tutti gli uomini? Non lo affermano forse proprio le stesse parole della consacrazione eucaristica? Perché allora papa Bergoglio non chiarisce piuttosto che, per entrare e partecipare al banchetto di nozze del Figlio del Re, occorre anche avere la lampada della fede accesa (parabola delle Vergini) e l’abito candido della grazia battesimale (parabola degli Invitati)? Ritengo che l’idea che “ i fedeli debbano guardarsi dal fariseismo di chi si considera superiore perché ha la fortuna di vivere in una situazione regolare” o di un “Inferno che sia vuoto” non corrisponda né all’atteggiamento più abituale tra i fedeli né al pensiero di Gesù stesso, ma a una fissazione personale di papa Bergoglio, che provoca prevalentemente un grave disorientamento e abusi sacrileghi!

giandreoli

Il predicatore del Sinodo di Francesco ha elogiato le "relazioni omosessuali".
I "desideri" omosessuali, come tutti i desideri [ad esempio di denaro, potere, violenza?], sono "donati da Dio" e devono essere "educati" piuttosto che negati, ha scritto l'attivista omosessuale Timothy Radcliffe, 79 anni, sacerdote domenicano ed ex superiore generale, sul quotidiano vaticano 'L'Osservatore Romano' (19 settembre).
Ha elogiato "cattolici omosessuali maturi" in "relazioni stabili".
Padre Radcliffe sostiene che l'insegnamento della Chiesa si sta "evolvendo", in quanto viene "rinfrescato" dall'esperienza vissuta [= il peccato]. Secondo Radcliffe, coloro che praticano i peccati omosessuali "non sono più visti solo in termini di atti sessuali, ma come nostri fratelli e sorelle che, secondo Papa Francesco, possono essere benedetti".
Questo attivista omosessuale è uno dei due predicatori del "ritiro" che precede l'ex-sinodo di ottobre. Viene definito un "compagno spirituale" per i membri dell'ex-sinodo. …

Pazienza per l’intervento di don Chiodi con il quale ha alterato l’insegnamento di Gesù sostituendolo con la sua insensata opinione personale, ma questo intervento del rev. Radcliffe lo trovo proprio “demenziale”. Dunque, le cattive inclinazioni e le passioni umane sarebbero nello stesso Progetto sull’uomo di Dio creatore e non dovute invece al peccato originale dei Progenitori!!! Inaudito! Suggerisco al rev.do di leggersi bene Gal 5,16ss ; Rm 13,12ss ; … e soprattutto di contemplare la Madonna e pregarla. La Vergine Immacolata, concepita senza peccato originale, lo aiuterà a comprendere e a correggersi dalle sue idiozie! Sempre, come mi è consueto, con rispetto, ma anche con grande franchezza e libertà, anche verbale.

giandreoli

Francesco nomina un altro attivista omosessuale alla Congregazione per la Dottrina della Fede
Francesco ha nominato Don Maurizio Chiodi il 23 settembre tra una lunga lista di nuovi 'consiglieri' della Congregazione contro la Dottrina della Fede.
Chiodi è un attivista omosessuale che crede che gli atti omosessuali e la contraccezione possano talvolta essere "moralmente buoni" (sic). Nelle sue parole: I peccati omosessuali possono essere "il modo più fruttuoso" per gli omosessuali "di godere di buone relazioni".
Don Chiodi è un sacerdote della Diocesi di Bergamo, Italia, e membro della Pontificia Accademia contro la Vita dal 2017.
Traduzione AI

Se non vado errato, Gesù ha insegnato che l’adulterio non è solo nella pratica degli atti coniugali al di fuori del matrimonio ma anche nel non conservare la castità e purezza del cuore astenendosi da affetti, sentimenti, desideri, sguardi e occasioni contrarie al matrimonio stesso (v. Mt 5,27; Gv 7,21 e ss). Sebbene con rispetto, ritengo che il rev. Chiodi (e altri come lui) non riferisca fedelmente l’insegnamento di Gesù ma lo alteri sostituendolo con la sua opinione personale. Cosa, a mio avviso, ovviamente grave e inaccettabile.

giandreoli
00:23

LEVATEGLI IL FIASCO...

E la Pachamama? Esiste o non esiste?

giandreoli

vincenzo paglia, l'amicizia con milosevic,il sovranismo, nanni moretti e casalpalocco
«Nel 1996 feci la spola tra Slobodan Milosevic e Ibrahim Rugova per concordare un testo di accordo di pace che partisse dalla scuola per poi proseguire con altri campi. Ma il vero rimpianto è per qualche anno prima, quando c’erano tutte le condizioni perché serbi, croati e bosniaci accogliessero Papa Giovanni Paolo II per parlare di una possibile trattativa di pace».
«Inviato da Papa Giovanni Paolo II, feci un viaggio unico passando da Zagabria, Sarajevo e Belgrado. Avevo convinto il presidente serbo Milosevic, il presidente croato Tudjiman, Karadzic e il bosniaco Jzetbegovic ad accoglierlo nelle rispettive capitali. Per avviare gli incontri. L’ipotesi saltò per l’opposizione del patriarca della chiesa ortodossa».
«Dirlo potrebbe farmi fatica e può generare dispiacere. Ma la verità è che, dopo numerosi contatti franchi ma tesi al bene sia dei serbi che degli albanesi, mi divenne amico. Di qui la mia …

dagospia.com

A mons. Paglia ripropongo quanto segue: Mons. Paglia? Con rispetto per la dignità episcopale che ricopre, ritengo che il solo gesto che potrebbe cancellare la vergogna di essersi promosso a peggior rappresentante e modello dei Vescovi della Chiesa (inspiegabilmente muti!!!...) sarebbe quello di togliere l’affresco che ha fatto erigere a Terni (profumatamente pagato!), con il quale ha sostituito il “Cristo Pantocrator” tradizionale delle absidi delle Cattedrali con il “Giudizio Universale degli Omosessuali”. Affresco nel quale si è fatto spudoratamente dipingere seminudo, aggrappato ad un omosessuale, con lo zucchetto episcopale sul capo, e affiancato dal suo segretario, tatuato e altrettanto nudo. Da parte mia, pur non ricuperando la sua credibilità, si farebbe almeno perdonare la sua stupidità blasfema.

giandreoli

Finalmente! Francis scopre il "peccato grave
Durante l'udienza del mercoledì, Francesco ha finalmente scoperto la terminologia di "peccato grave", ma l'ha applicata al respingimento degli immigrati clandestini che violano la legge di un Paese.
Partendo dalle sue osservazioni preparate, Francesco ha detto: "Bisogna dirlo chiaramente: Ci sono persone che lavorano sistematicamente e con tutti i mezzi per respingere gli immigrati [illegali]. E questo, se fatto con consapevolezza e responsabilità, è un peccato grave".
Francesco ha elogiato i presunti "uomini e donne coraggiosi" [compresi i trafficanti di esseri umani] che "fanno del loro meglio per salvare e soccorrere i migranti feriti e abbandonati sulle rotte della speranza disperata".
Francesco ha anche affermato che il suo Dio è con gli immigrati clandestini, "soffre con loro, piange e spera con loro" [ma Dio non "crede" e non "spera"].
L'Europa sta affrontando da anni una violenta crisi degli immigrati a causa dell'afflusso massiccio …

Col rispetto che sempre mi propongo, mi permetto di presentare un'osservazione che mi è stata fatta e una mia opinione personale.
1) Al Papa. Vi sono tre parole di cui fa continuo uso nelle sue allocuzioni: inclusione, dialogo, amore. Tenga presente che:
- la parola “inclusione” (e ‘includere’) è completamente assente in tutte le Scritture (Antico Testamento, Vangeli, Lettere paoline e apostoliche, Apocalisse!) ed è quindi da escludere dal pensiero di Dio, dalla sua rivelazione, dal suo Disegno di salvezza sull’uomo e sull’umanità.
- la parola “dialogo” (e ‘dialogare’) è presente solo tre volte: in Giobbe descritto come conforto stolto e inutile ricevuto dai suoi amici e come certezza ricevuta invece da Dio stesso; in Abacuc descritto come lamento e invocazione del Profeta rivolto a Dio.
- la parola “amore” poi, oggi particolarmente inflazionata, deve sempre fare riferimento alle parole di Gesù: “amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”. Da Lui solo dunque possiamo sapere il “come amare”, non da opinioni mondane o ecclesiali che non facciano riferimento al “vivere nella comunione battesimale e sacramentale con Lui”
All’irrilevanza di queste parole si contrappone invece l’uso della parola “conversione” usata in tutte le Scritture ben 33 volte (nella forma imperativa ‘convertitevi’ altre 12 volte). Il suo insegnamento è dunque solo una sua opinione personale, umana e discutibile, estranea ad una ”evangelizzazione che sia nel mondo ma non del mondo”.
2) Ad Avvenire. Suggerisco di smettere di presentarsi come “Giornale dei Cattolici” ma più semplicemente “Giornale della CEI”, sia perché molto spesso ignora o distorce le opinioni dissenzienti di gran parte dei Cattolici, sia perché è dipendente dal sostegno economico pubblico assicurato ai Giornali in genere, perciò anche della CEI.
Chiedo venia per la lunghezza che penso sia ugualmente motivata dai contenuti.