Sul Battesimo del Signore

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Sul Battesimo del Signore

Nel silenzio che segue il tempo del Natale, la festa del Battesimo del Signore ci invita a sostare, a lasciare che l’acqua e la Parola penetrino nella profondità del nostro cuore. È una ricorrenza che segna il confine tra il mistero dell’infanzia divina e l’inizio del cammino pubblico di Gesù, ma anche un richiamo personale a rinnovare la nostra adesione a Dio, nella fiducia e nell’umiltà.
Tra le pagine più intense della spiritualità certosina, il manoscritto che segue — scritto nel 1989 da
Dom Tarcisio Geijer, — ci apre uno sguardo interiore sulla dimensione nascosta della fede. Con parole sobrie e luminose, egli ci conduce dentro quel mistero di abbandono e di fiducia che caratterizza ogni autentico incontro con Dio: dove la debolezza umana diviene spazio dell’azione divina, e il silenzio si fa eco della Sua presenza.
Un testo da leggere lentamente, come si contempla un’icona, lasciando che la sua luce interiore rischiari le nostre acque più oscure.
Bisogna essere umili quando …

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Le difficoltà della preghiera

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Le difficoltà della preghiera

Posted on 8 gennaio 2026 by cartusialover
Cari amici ecco per voi un’estratto di un testo del certosino
Dom Adamo Scoto, il quale ci guida nell’arte più sottile della vita monastica.
La preghiera, cuore pulsante della vita certosina, non è mai un esercizio scontato. È dono e lotta, grazia e vigilanza. In questo testo sobrio e lucidissimo, Dom Adamo Scoto – monaco certosino medievale – ci offre alcune riflessioni preziose su una delle realtà più intime e ardue dell’esperienza spirituale: pregare davvero.
Le sue parole, rivolte a chi vive nel silenzio della cella, sanno però parlare anche a noi, pellegrini di oggi, con disarmante attualità. Ci ricorda che non basta pregare, ma occorre diventare persone di preghiera. Che lo Spirito precede ogni nostro sforzo. E che il frutto non sta tanto nei pensieri o nelle emozioni, quanto nella purezza del cuore e nell’unione fedele con Dio.
Una lettura che invita non solo a riflettere, ma soprattutto a rientrare in se stessi con umiltà, desiderio …

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L'oro, l'incenso e la mirra: contemplazione certosina dei doni dei Magi

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L’oro, l’incenso e la mirra: contemplazione certosina dei doni dei Magi

Cari amici lettori, nel silenzio luminoso dell’Epifania, quando la Chiesa contempla il mistero dei Magi giunti da lontano per adorare il Bambino, le parole di un antico certosino tornano a risuonare con profonda dolcezza spirituale.
Dom Ludolfo di Sassonia, autore della celebre Vita Christi — conosciuta anche come Speculum vitae Christi — ci offre, nel XIV secolo, una meditazione di straordinaria intensità sui doni portati dai Magi: l’oro, l’incenso e la mirra.
In questo testo, tratto dal Libro I della sua opera (1374), l’autore invita l’anima credente a riconoscere, nei simboli offerti al Bambino, il mistero stesso dell’Incarnazione: la regalità, la divinità e la passione del Cristo. L’oro per il Re, l’incenso per il Dio, la mirra per l’Uomo che si farà vittima d’amore.
La lettura che segue non è solo un passo di raffinata teologia medievale, ma un atto di adorazione. Dom Ludolfo ci guida, con voce pacata e ardente, a offrire anche noi — come i Magi — i nostri piccoli doni …

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Padre Benedetto Pagnotto condivide questo

Un nuovo anno nel silenzio che resta nella Certosa di Selignac

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Un nuovo anno nel silenzio che resta nella Certosa di Sélignac

Cari amici lettori,
ho scelto di iniziare questo nuovo anno condividendo con voi un dono silenzioso: un video dedicato alla
Certosa di Sélignac, in Francia. Un film de Marc Jeanson
Non è soltanto un filmato su un luogo monastico, ma un invito a entrare in quello spazio interiore dove il tempo rallenta e il cuore torna ad ascoltare.
Come forma di augurio per il 2026, desidero offrirvi questo viaggio nella quiete, perché ognuno possa ritrovare — nel vuoto che il mondo ci lascia — lo spazio di Dio.
«È necessario che il mondo ci lasci un grande vuoto nei nostri cuori. Questo vuoto è il luogo di Dio. Chiediamogli di riempirlo sempre di più.»
Dom Augustin Guillerand
Così si apre il film dedicato alla Certosa di Sélignac, antica fondazione certosina situata ai piedi del Giura, vicino a Bourg-en-Bresse. Un video di trentadue minuti che non racconta semplicemente un luogo, ma un modo di vivere il silenzio: quello che accoglie, che trasforma, che restituisce l’anima a se stessa.
Fondata …

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Nel silenzio dell'ultimo giorno

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Nel silenzio dell’ultimo giorno dell’anno

L’ultimo giorno dell’anno porta con sé un silenzio particolare.
È come se il tempo stesso rallentasse il passo, lasciando spazio ai ricordi e alle attese. Oggi sento il bisogno di fermarmi, di volgere lo sguardo indietro e di raccogliere il filo di questi dodici mesi che stanno per chiudersi.
Il 2025 non è stato un anno qualunque: mentre il mondo cristiano celebrava il
Giubileo della Speranza , anche la Certosa di San Martino ha vissuto il suo speciale anniversario, raggiungendo la soglia dei settecento anni.
Per chi, come me, considera questa Certosa un rifugio dell’anima, è stato come vivere un “giubileo nel Giubileo”: un tempo di memoria, di gratitudine e di sguardo rinnovato verso un patrimonio spirituale che continua a parlare al cuore di chi sa ascoltare.
In questo anno, oltre a celebrare la storia della certosa napoletana con il libro “Nell’anima della Certosa di San Martino”, ho visto prendere vita un nuovo progetto che mi sta particolarmente a cuore: CartusiaVox, il …

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Mario Francesco Colucci condivide questo
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Quando Natale è poesia.

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Quando Natale è poesia

Christus natus est nobis
Carissimi cartusiafollower ed amici di questo blog, invio a ciascuno di voi i miei più sinceri auguri di un Natale sereno e gioioso. Ai miei auguri, come di consueto, vi giungano quelli della comunità certosina di Serra San Bruno….
Le poesie di Natale sono spesso le prime che impariamo da bambini.
Nascono dal desiderio di dire l’indicibile — quel mistero di luce che ogni dicembre torna a farsi vicino — con parole semplici, calde, vere. È il linguaggio dell’infanzia, ma anche quello della fede pura: quella che non spiega, ma si lascia toccare dal miracolo di una nascita. In esse si raccoglie la tenerezza dell’attesa, la semplicità dello stupore, la piccola gioia che diventa preghiera. Da secoli, i versi dedicati al Natale sono un linguaggio dell’anima, spontaneo e sincero, perché parlano non di dottrina ma di cuore: un cuore che si apre alla luce, anche nel silenzio dell’inverno.
In questo giorno ho scelto per voi tre brevi poesie due genuine e un’altra …

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Dom Clair de Fontenay

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Dom Clair de Fontenay

Posted on 17 dicembre 2025 by cartusialover
De Fontenay nacque in Francia; dirigeva saggiamente la
Certosa di Parigi quando fu chiamato a governare l’Ordine. Uomo notevole per la sua conoscenza, la sua erudizione e il suo amore per le lettere, seppe dare una nobile direzione agli studi dei suoi religiosi. “Era”, riferisce uno dei suoi biografi, “dotato di tale conoscenza e dottrina che si diceva comunemente di lui che fosse il secondo chierico del mondo”. La sua pietà era superata solo dalla sua umiltà; così pregò a lungo il Capitolo Generale di accettare le sue dimissioni. Questa consolazione gli fu concessa nel 1336. Aveva governato l’Ordine per quasi sei anni. La sua morte, preziosa davanti al Signore, sopraggiunse tre anni dopo, nel 1339.
Filed under: Biografie, Personaggi | Tagged: Biografie, certosini, Dom Clair de Fontenay, Personaggi, Priore Generale, Reverendo Padre |

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Fernanda Dellucci condivide questo
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Cartusiavox: Il presepe Cuciniello

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Cartusiavox: Nell’anima della Certosa di San Martino. Il Presepe Cuciniello

Con questa puntata, CartusiaVox chiude il suo primo grande percorso: quello dedicato al libro “Nell’anima della Certosa di San Martino”.
Un viaggio durato sette mesi, tra chiostri e silenzi, memorie e presenze, in compagnia delle voci di chi ha amato e raccontato questo luogo come uno scrigno vivo di storia e spiritualità.
Il nostro cammino si conclude davanti a una scena che, più di ogni altra, racchiude il mistero dell’incarnazione e della continuità: il Presepe Cuciniello. Un’opera nata dalla devozione di Michele Cuciniello e giunta alla Certosa di San Martino nel 1879, a testimoniare come l’arte popolare napoletana possa farsi teologia visiva, racconto sacro e umano insieme. È uno dei presepi più famosi al mondo, meta di visitatori che arrivano sempre numerosi al Museo di San Martino per ammirare questo simbolo della tradizione napoletana.
Accanto al presepe, si spegne l’eco dei passi dei certosini, costretti a lasciare il monastero dopo la soppressione del 1866. Ma nel silenzio …

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Il dolce del silenzio: Il Panspeziale dei Certosini

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Il dolce del silenzio: il Panspeziale dei Certosini

Posted on 12 dicembre 2025 by cartusialover
Il dolce del silenzio: il Panspeziale dei Certosini
(PUNTATA SPECIALE PER NATALE)

C’è un profumo che annuncia il Natale più di ogni altro: quello del Panspeziale, o
Certosino di Bologna, nato secoli fa tra le mura della Certosa.
Nelle antiche spezierie della Certosa di Bologna nacque uno dei dolci più simbolici del Natale: il Panspeziale, poi chiamato Certosino.
Compatto, profumato, carico di miele e spezie, era il dono che i monaci certosini preparavano con pazienza con settimane d’anticipo, lasciando che il tempo ne affinasse i sapori.
Dal 1740 è documentato che un grande “pane certosino” partisse ogni anno dalla Certosa di Bologna per giungere a Roma, come omaggio a papa Benedetto XIV, Prospero Lambertini, bolognese di nascita.
Oggi, questo dolce conserva l’anima della lentezza: si prepara in tre giorni e si gusta dopo un lungo riposo. Più invecchia, più diventa buono — come le cose che crescono nel silenzio.
La ricetta che condividiamo …

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La cella come Paradiso

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La cella come Paradiso

Nel “Liber de quadripartito exercitio cellae” (1190), Dom Adamo Scoto descrive con immagini di straordinaria forza poetica la vita del monaco certosino: quattro “bracci di fiume” che irrigano il giardino dell’anima, quattro esercizi che custodiscono il silenzio della cella e lo trasformano in un luogo fecondo.
Queste parole, nate in un chiostro medievale, oggi ci parlano con sorprendente urgenza. Anche noi abitiamo spazi che chiamano alla concentrazione: un angolo di casa, il tragitto quotidiano, un tempo sottratto al rumore dei dispositivi digitali. In fondo, la “cella” non è solo un luogo fisico ma un atteggiamento interiore: lo spazio che decidiamo di dedicare a ciò che nutre l’anima. Così, i quattro bracci del fiume che Dom Adamo vide nel Paradiso possono ancora oggi irrigare le giornate di chi cerca radici nel frastuono del mondo. Rileggere il suo testo non significa voltarsi nostalgicamente al passato, ma accogliere un invito sempre vivo: fare spazio al silenzio, ritrovare …

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