Posted on 8 gennaio 2026 by cartusialover Cari amici ecco per voi un’estratto di un testo del certosino Dom Adamo Scoto, il quale ci guida nell’arte più sottile della vita monastica. La preghiera, cuore pulsante della vita certosina, non è mai un esercizio scontato. È dono e lotta, grazia e vigilanza. In questo testo sobrio e lucidissimo, Dom Adamo Scoto – monaco certosino medievale – ci offre alcune riflessioni preziose su una delle realtà più intime e ardue dell’esperienza spirituale: pregare davvero. Le sue parole, rivolte a chi vive nel silenzio della cella, sanno però parlare anche a noi, pellegrini di oggi, con disarmante attualità. Ci ricorda che non basta pregare, ma occorre diventare persone di preghiera. Che lo Spirito precede ogni nostro sforzo. E che il frutto non sta tanto nei pensieri o nelle emozioni, quanto nella purezza del cuore e nell’unione fedele con Dio. Una lettura che invita non solo a riflettere, ma soprattutto a rientrare in se stessi con umiltà, desiderio …
Cari amici lettori, ho scelto di iniziare questo nuovo anno condividendo con voi un dono silenzioso: un video dedicato alla Certosa di Sélignac, in Francia. Un film de Marc Jeanson Non è soltanto un filmato su un luogo monastico, ma un invito a entrare in quello spazio interiore dove il tempo rallenta e il cuore torna ad ascoltare. Come forma di augurio per il 2026, desidero offrirvi questo viaggio nella quiete, perché ognuno possa ritrovare — nel vuoto che il mondo ci lascia — lo spazio di Dio. «È necessario che il mondo ci lasci un grande vuoto nei nostri cuori. Questo vuoto è il luogo di Dio. Chiediamogli di riempirlo sempre di più.» Dom Augustin Guillerand Così si apre il film dedicato alla Certosa di Sélignac, antica fondazione certosina situata ai piedi del Giura, vicino a Bourg-en-Bresse. Un video di trentadue minuti che non racconta semplicemente un luogo, ma un modo di vivere il silenzio: quello che accoglie, che trasforma, che restituisce l’anima a se stessa. Fondata …
Christus natus est nobis Carissimi cartusiafollower ed amici di questo blog, invio a ciascuno di voi i miei più sinceri auguri di un Natale sereno e gioioso. Ai miei auguri, come di consueto, vi giungano quelli della comunità certosina di Serra San Bruno…. Le poesie di Natale sono spesso le prime che impariamo da bambini. Nascono dal desiderio di dire l’indicibile — quel mistero di luce che ogni dicembre torna a farsi vicino — con parole semplici, calde, vere. È il linguaggio dell’infanzia, ma anche quello della fede pura: quella che non spiega, ma si lascia toccare dal miracolo di una nascita. In esse si raccoglie la tenerezza dell’attesa, la semplicità dello stupore, la piccola gioia che diventa preghiera. Da secoli, i versi dedicati al Natale sono un linguaggio dell’anima, spontaneo e sincero, perché parlano non di dottrina ma di cuore: un cuore che si apre alla luce, anche nel silenzio dell’inverno. In questo giorno ho scelto per voi tre brevi poesie due genuine e un’altra …
Posted on 17 dicembre 2025 by cartusialover De Fontenay nacque in Francia; dirigeva saggiamente la Certosa di Parigi quando fu chiamato a governare l’Ordine. Uomo notevole per la sua conoscenza, la sua erudizione e il suo amore per le lettere, seppe dare una nobile direzione agli studi dei suoi religiosi. “Era”, riferisce uno dei suoi biografi, “dotato di tale conoscenza e dottrina che si diceva comunemente di lui che fosse il secondo chierico del mondo”. La sua pietà era superata solo dalla sua umiltà; così pregò a lungo il Capitolo Generale di accettare le sue dimissioni. Questa consolazione gli fu concessa nel 1336. Aveva governato l’Ordine per quasi sei anni. La sua morte, preziosa davanti al Signore, sopraggiunse tre anni dopo, nel 1339. Filed under: Biografie, Personaggi | Tagged: Biografie, certosini, Dom Clair de Fontenay, Personaggi, Priore Generale, Reverendo Padre |
Con questa puntata, CartusiaVox chiude il suo primo grande percorso: quello dedicato al libro “Nell’anima della Certosa di San Martino”. Un viaggio durato sette mesi, tra chiostri e silenzi, memorie e presenze, in compagnia delle voci di chi ha amato e raccontato questo luogo come uno scrigno vivo di storia e spiritualità. Il nostro cammino si conclude davanti a una scena che, più di ogni altra, racchiude il mistero dell’incarnazione e della continuità: il Presepe Cuciniello. Un’opera nata dalla devozione di Michele Cuciniello e giunta alla Certosa di San Martino nel 1879, a testimoniare come l’arte popolare napoletana possa farsi teologia visiva, racconto sacro e umano insieme. È uno dei presepi più famosi al mondo, meta di visitatori che arrivano sempre numerosi al Museo di San Martino per ammirare questo simbolo della tradizione napoletana. Accanto al presepe, si spegne l’eco dei passi dei certosini, costretti a lasciare il monastero dopo la soppressione del 1866. Ma nel silenzio …
Nel “Liber de quadripartito exercitio cellae” (1190), Dom Adamo Scoto descrive con immagini di straordinaria forza poetica la vita del monaco certosino: quattro “bracci di fiume” che irrigano il giardino dell’anima, quattro esercizi che custodiscono il silenzio della cella e lo trasformano in un luogo fecondo. Queste parole, nate in un chiostro medievale, oggi ci parlano con sorprendente urgenza. Anche noi abitiamo spazi che chiamano alla concentrazione: un angolo di casa, il tragitto quotidiano, un tempo sottratto al rumore dei dispositivi digitali. In fondo, la “cella” non è solo un luogo fisico ma un atteggiamento interiore: lo spazio che decidiamo di dedicare a ciò che nutre l’anima. Così, i quattro bracci del fiume che Dom Adamo vide nel Paradiso possono ancora oggi irrigare le giornate di chi cerca radici nel frastuono del mondo. Rileggere il suo testo non significa voltarsi nostalgicamente al passato, ma accogliere un invito sempre vivo: fare spazio al silenzio, ritrovare …