Il frate che confessò Cavour venne punito da papa Pio IX

In un archivio toscano Lorenzo Greco, professore all'università di Pisa, ha trovato un documento eccezionale che è diventato il suo romanzo "Il confessore di Cavour" (Manni editore), selezionato tra …
Giangian
Comunque non è stato Bergoglio a beatificare Papa Pio IX, bensì Giovanni Paolo II....
Francesco I
Ha ragione, mi sono sbagliato ed ho corretto.
Gaetano2
"...non avrebbe potuto dargli i sacramenti senza ottenere prima un'abiura per le decisioni politiche del primo ministro italiano, perché Cavour era stato scomunicato..."
A me pare di scorgere la preoccupazione della Chiesa (quella vera) che ben sa che chi compie il male, per ottenere l'assoluzione, deve riparare o quantomeno ritrattare. Senza di ciò anche l'assoluzione potrebbe essere non valida …More
"...non avrebbe potuto dargli i sacramenti senza ottenere prima un'abiura per le decisioni politiche del primo ministro italiano, perché Cavour era stato scomunicato..."
A me pare di scorgere la preoccupazione della Chiesa (quella vera) che ben sa che chi compie il male, per ottenere l'assoluzione, deve riparare o quantomeno ritrattare. Senza di ciò anche l'assoluzione potrebbe essere non valida o non bastare, e si rischia di finire in un posto che oggi si nega perfino che esista. Naturalmente le anime "belle", "sensibili", "perbene" che non si sono trovate di fronte ad anni di galera, a torture e a plotoni di esecuzioni sono pronte a perdonare i misfatti verso gli altri.
Francesco I
Qui stiamo parlando di "articulo mortis" .
Per un moribondo anche l'assoluzione di uno spretato è valida, Inoltre fra' Giacomo all'epoca non era ancora stato sospeso "a divinis". Non dimentichiamo poi che esiste il segreto confessionale che il sacerdote non può violare neppure su ordine del papa, per cui noi ignoriamo cosa si siano detti Camillo Benso e fra' Giacomo. Doveva pure esserci una …More
Qui stiamo parlando di "articulo mortis" .
Per un moribondo anche l'assoluzione di uno spretato è valida, Inoltre fra' Giacomo all'epoca non era ancora stato sospeso "a divinis". Non dimentichiamo poi che esiste il segreto confessionale che il sacerdote non può violare neppure su ordine del papa, per cui noi ignoriamo cosa si siano detti Camillo Benso e fra' Giacomo. Doveva pure esserci una certa confidenza fra i due , non dimentichiamo che Santena (luogo in cui sorge la villa di famiglia dei Benso) confina con l frazione Marocchi di Poirino, luogo di nascita del frate il cui nome al secolo era Luigi Marocco.
Gaetano2
"...Non dimentichiamo poi che esiste il segreto confessionale che il sacerdote non può violare neppure su ordine del papa..."
Come cambiano i tempi!
Oggigiorno, invece, su desiderio di un accoglione, frati, vescovi e cardinali si prostrano davanti a pachamame e altre divinità sataniche!
Luca Massaro
Non proprio il giusto esempio da dare per chi dovrebbe farsi portavoce di valori come: "porgere l'altra guancia..."