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Hat jemand eine bessere, modernere - und kürzere - Definition der Lady?

stammt aus Baptist Standard 1913
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Franziskus: Homosexuelle rein, Katholiken raus

Zum Psychogramm von PF gehört folgendes: Er ist theologisch und philosophisch zu wenig gründlich gebildet. Das erzeugt Unsicherheit. Hinzu kommen gewisse Ungereimtheiten der Papstwahl (Absprachen, Annullierung einer Abstimmung). Unsicherheit erzeugt in ihm Kompensationsdrang, indem er eine negative Folie dafür braucht, was er an positiven Inhalten: Schriftauslegungen, Belehrungen und Aufrufen …More
Zum Psychogramm von PF gehört folgendes: Er ist theologisch und philosophisch zu wenig gründlich gebildet. Das erzeugt Unsicherheit. Hinzu kommen gewisse Ungereimtheiten der Papstwahl (Absprachen, Annullierung einer Abstimmung). Unsicherheit erzeugt in ihm Kompensationsdrang, indem er eine negative Folie dafür braucht, was er an positiven Inhalten: Schriftauslegungen, Belehrungen und Aufrufen verkünden will. Er braucht stets diese zwei Sichtweisen. Er braucht Feindbilder. Das führt dazu, dass er den organisch gewachsenen Leib Christi, die Kirche, letztlich ablehnt, da für ihn Gegenwart und Vergangenheit Gegensätze sind. Vergangenheit bedeutet für ihn Rückwärtsgewandtheit der am Alten sich Festklammernden, Zukunft Erwartungsweckung von Neuem und Besserem, für ihn selbst Fortsetzung seiner utopischen Träume.

Ein Thema scheint für den Pontifex keine Rolle zu spielen: dass der Mensch sein ewies Heil verfehlen kann. Er spricht zwar viel vom Teufel – ähnlich wie Luther – aber nicht von Hölle und ewiger Verdammnis, wie es Jesus in den Evangelien an zahlreichen Stellen tut. Mit diesem blinden Fleck verbunden und als Folge davon dehnt er Gottes Barmherzigkeit über alle Grenzen hinaus. Und natürlich, wer ihm in dieser ENTGRENZUNG nicht folgt, ist unbarmherzig. Moralische Überlegenheitsdenken und Verurteilung der Unbarmherzigen ist ihm so zur zweiten Natur geworden.
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Müller: "Auf der Seite" von Franziskus, ABER niemand kann homosexuelle Handlungen rechtfertigen

Ich bin genau derselben Ansicht. Kardinal Müller ist ein theologisch und geistig sehr gebildeter Mann, dessen Dogmatik durchaus nutzbringend konsultiert werden kann, aber er hat sich nach seiner Entlassung als Präfekt der Glaubenskongregation als ein schändlicher Opportunist erwiesen. Seine Glaubwürdigkeit hat sehr gelitten.
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Deutschland: Kardinal Sarah kritisiert deutsche Christen

"flüssiges Evangelium", schlechte Übersetzung von "fluid Gospel": "fluid" in diesem Zusammenhang bedeutet "nicht festgelegt", "frei interpretierbar".
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Franziskus' Muttergottesweihe: Eine Hintertür für Pachamama?

Der Ausdruck "tierra del cielo" steht laut vatikanischer Veröffentlichung in Anführungszeichen. Es handelt sich wohl um eine poetische Eigenwilligkeit des Papstes, mit der er sich schon in seinen Enzykliken hervortat. Der Verdacht, dass hier ein synkretistischer Versuch unternommen wird, mythische Vorstellungen indigener Völker mit Titeln der Mutter Gottes in Einklang zu bringen, ist nicht von …More
Der Ausdruck "tierra del cielo" steht laut vatikanischer Veröffentlichung in Anführungszeichen. Es handelt sich wohl um eine poetische Eigenwilligkeit des Papstes, mit der er sich schon in seinen Enzykliken hervortat. Der Verdacht, dass hier ein synkretistischer Versuch unternommen wird, mythische Vorstellungen indigener Völker mit Titeln der Mutter Gottes in Einklang zu bringen, ist nicht von der Hand zu weisen. Dieser Titel wird ohne jeden Zusammenhang als Einzelanrufung angeführt.

Woher Franziskus dieses Bild bezogen hat, bleibt ungeklärt, wenn er es nicht selbst verrät. Wenn Chrysostomus Maria als "himmlische Erde" bezeichnete, so wurde dieses ausdrucksstarke Bild zu einem festen Bestandteil kirchlicher Marienbetrachtung, und Petrus Damiani hat es gerne aufgenommen, wenn auch erst nach einigen vorgehenden Anreden. Denn er sagt "Es et" "Du bist auch". Das Bild ist tatsächlich kühn. Denn "caelestis" bezieht sich sowohl auf ihre persönliche Heiligkeit als insbesondere auf die Menschwerdung Gottes. Daher heißt es zunächst: "Ferax lactis et mellis" – "Du bist fruchtbar an Milch und Honig" und dann "Ex qua veritas orta tollit errorum dogma" – "Aus dir ist die WAHRHEIT hervorgegangen, die die Welt der Irrtümer beseitigt".

Ich bin nicht ganz sicher, was ich von dem päpstlichen Text halten soll. Ich möchte nicht unbillig urteilen, aber er kommt mir zu allgemein und pauschal vor. Der verbrecherische Angriffskrieg Putins wird durch Allgemeinplätze cachiert. Hingegen hat Maria klar das Böse im Magnificat benannt: "Macht übt er mit seinem Arm und zerstreut die stolzen Herzens sind. Herrscher stürzt er vom Thron und erhöht die Niedrigen". Das Bekenntnis des Magnificats hätte eines so langen Textes wohl nicht bedurft.
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Benedikt XVI. spielt den Missbrauchs-Hoax hoch und liefert 82 Seiten an Anwälte

to protest bedeutet hier "beteuern", nicht "protestieren"
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Schneider rät Bischöfen: Befolgt Franziskus' ungerechtes Gesetz nicht

@Goldfisch: In diesem Zusammenhang ist "auf" schlicht falsch! Lesen Sie den Text!
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Schneider rät Bischöfen: Befolgt Franziskus' ungerechtes Gesetz nicht

Es muß heißen: Der Angriff von Roche (The Roche attack)
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13 agosto: SANTA FILOMENA VERGINE E MARTIRE

Il corpo di S. Filomena fu ritrovato il 24 maggio 1802.
Aggiungo il testo originale di Francesco di Lucia:
Il Testo Italiano Originale
Io, cara sorella, sono figlia di Re di un dominio della Grecia, e mia Madre era anche di sangue Regale, ma non avevano prole, perciò facevano continui sacrificii e preghiere ai loro falsi numi. Viveva in nostra famiglia un Medico Romano di nome Publio, ora santo …More
Il corpo di S. Filomena fu ritrovato il 24 maggio 1802.

Aggiungo il testo originale di Francesco di Lucia:

Il Testo Italiano Originale

Io, cara sorella, sono figlia di Re di un dominio della Grecia, e mia Madre era anche di sangue Regale, ma non avevano prole, perciò facevano continui sacrificii e preghiere ai loro falsi numi. Viveva in nostra famiglia un Medico Romano di nome Publio, ora santo in Cielo, ma non martire; questo compassionando la loro cecità e afflizione per la sterilità di mia povera madre, spinto dallo Spirito Santo, fu incoraggito a parlar loro della nostra fede e promise la prole, se avessero ricevuto il S. Battesimo, La grazia, che accompagnò le sue parole, illuminò la loro mente e ammollì i loro cuori e si fecero Cristiani e dopo poco tempo concepì mia Madre; ed io nacqui a capo dell anno, ai 10 di gennaro, e fui chiamata Lumena, perchè concepita e nata nella luce della fede, alla quale assai si erano affezionati i miei genitori; quando poi fui battezzata, fui chiamata Fi-lumena, figlia della luce, che stava nell'anima mia per la grazia già ricevuta del Battesimo. Perciò nel farsi il mio libro in Magnano fu anche così interpretato il mio Monumento sepolcrale per consiglio celeste coll'infondere nella mente dello Scrittore tali pensieri senza suo accorgimento, e senza capirli per tali, come lo sapevano quelli che formarono quella scrittura posta al mio sepolcro in Roma.

Era assai l'affetto e somma la tenerezza, che mi portavano i miei genitori, e specialmente mio Padre, il quale non poteva stare un'ora senza di me, e per questo motivo fui portata in Roma, essendo di anni 13 terminati a gennaro, e fu nell'occasione di una guerra intimata a lui ingiustamente dall'orgoglioso Diocleziano, per manifesta prepotenza. Mio povero Padre vedendosi assai inferiore di forze, si portò in Roma per venire a qualche patto di pace e seco portò mia Madre per mia compagnia e cercò udienza dal Tiranno, e quando l'ebbe, portò anche noi, me e mia Madre, a Palazzo. Ivi mi guardava fissamente Diocleziano, e mentre mio Padre si giustificava con calore ed affanno su l'ingiustizia della guerra a lui mossa, disse l'Imperatore: "Non più vi affannate, sono finite tutte le vostre angustie, consolatevi, voi avrete tutte le forze dell'Impero a vostra protezione, purché acconsentirete ad un solo patto, ed è, di darmi la vostra figlia Filomena per mia sposa." Fu accettato il patto da miei poveri genitori, e in casa mi persuadevano della mia somma sorte di essere Imperatrice di Roma. Io subito rifiutai l'offerta, dicendo, che era obbligata a G. C. nostro Dio per voto di verginità sin dall'undecimo anno di mia vita. Mio Padre voleva persuadermi, ch'essendo fanciulla e figlia, non poteva disporre di me, e con forte autorità mi offeriva l'accettazione delle nozze, e sdegnoso mi minacciava, ma il mio divino Sposo mi diè fortezza al rifiuto assoluto, che io gli diedi. Mio Padre si trovò imbarazzato assai a cagione della mia negativa, che prese l'Imperatore per pretesto di malafede e scusa d'inganno, e per assicurarsi disse: "Portatemi alla mia presenza la Principessa Filomena, e vedrò io, se posso capacitarla." Venuto in casa a prendermi e non potendo persuadermi mio Padre ad acconsentire all'Imperatore dopo le carezze e le minacce, s'inginocchiò piangendo con mia Madre, e mi dissero: "Figlia, abbi pietà di noi tuoi genitori, abbi pietà della Patria e del Regno" Ed io risposi "Mi preme più Dio e la Verginità che Voi; il mio Regno e la mia Patria è il Cielo." In questa tempesta di affanni convenne cedere all'Imperatore e portarmi mio Padre a quello, il quale mi trattò sul principio con onore, affetto e promesse, e nulla ottenne. Venne alle minacce, e neppure la vinse, e con furia e rabbia accesa dal Demonio, mi fece inserrare in un profondo carcere, che stava sotto le stanze dell'armaria del Palazzo Imperiale. Ivi fui incatenata, e posti i ceppi alle mani e piedi per farmi cedere alle nozze da esso bramate al sommo per opera del nemico infernale, dal quale era governato il suo pessimo cuore acceso da quel mostro con fiamme lascive. In ogni 24 ore veniva a tentarmi, mi faceva sciogliere per darmi un poco di pane e di acqua, e di nuovo mi tormentava; ed alle volte faceva atti immodesti per accendere la mia concupiscenza, ma il mio Sposo mi custodiva. Io poi non cessava a raccomandarmi al mio Gesù e alla sua purissima Madre. Erano giorni trentasette, e mi comparve la celeste Regina, circondata da luce di paradiso col pargoletto in seno, e mi parlò così: "Figlia, altri tre giorni dovrai soffrire di carcere, e dopo 40 giorni uscirai da questo luogo penoso. A queste prime parole fui animata da festevole gioia; e poi mi disse: "E uscita sarai esposta ad una fiera battaglia di atroci tormenti per mio Figlio." A questa notizia tremai e mi viddi nelle angustie di morte, ma la celeste Regina m'incoraggi, così dicendomi: "Figlia mia diletta più delle altre, perchè porti il nome di mio Figlio e mio; tu ti chiami Lumena, mio Figlio tuo sposo ha il nome di Luce, di Stella, di Sole, io mi chiamo Aurora, Stella, Luna piena e Sole, io ti ajuterò. Ora è la debolezza della natura, che ti umilia, allora avrai la fortezza della Grazia, che ti assisterà, ed avrai oltre l'Angelo tuo Custode, l'Arcangelo S. Gabriele, che significa Fortezza, che fu in terra il mio Custode, che io manderò in tuo soccorso, come a mia dilettissima tra le altre figlie." Così incominciai a ravvivarmi, e sparì la visione, restando nel carcere molto odore, che più mi sollevò.

Finalmente disperando Diocleziano di tirarmi al suo sentimento, si appigliò al mezzo delli tormenti, per allimorirmi e di farmi retrocedere dalla mia verginale fedeltà al mio Sposo, perciò mi fece nuda ligare ad una Colonna in presenza di molti suoi Cavalieri ed altri militari del suo Palazzo, e poi mi fece flagellare, dicendo: "Giacché rifiuta ostinatamente un'imperatore, quale son'io, per un malfattore condannato dalla sua gente a morte, merita come quello essere trattata dalla mia giustizia." Vedendo poi il Tiranno che il mio corpo era coverto di piaghe e sangue, e poche ore mi restavano di vita e costante nella mia fede, mi condannò a farmi spirare nella prigione, ove di nuovo fui strascinata. Stava desolata aspettando la morte per riposarmi nel mio Sposo, mi compariscono due Angeli pieni di luce, i quali con prezioso unguento mi unsero, e subito mi guarirono meglio di prima. Nella mattina seguente, sapendo ciò l'Imperatore, si stupidi, e nel vedermi più bella e sana alla sua presenza, mi voleva far credere, che era stato il suo Giove, il quale mi voleva assolutamente Imperatrice Romana, e mi fece onori e carezze guidato dal Demonio con fiamme più ardenti d’impuro affetto, per tirarmi all'intera rovina; ma io io convinsi, e lo assicurai dell'inganni infernali, illuminata dallo Spirito S. che calò in me nelle mie battaglie, e non sapendo, che rispondere con i suoi assistenti alle mie ragioni a favore della Fede, stizzito come un Leone ordinò, che subito con un'Anchora di ferro ligata al collo fossi gittata, annegata e sepolta viva nel Tevere, e fosse così perita per sempre la mia persona e memoria. Ma Gesù per far pompa della sua Onnipotenza a confusione del Tiranno e dell' idolatri, mandò di nuovo i due bellissimi Angeli, che nel cadere spezzarono subito la corda e l' Anchora cadde nel fondo del Tevere, ove presentemente ancora esiste coverta di terra, ed io fui portata su le loro ali, e uscii senza essere toccata da una stilla di acque.

Nel vedermi il popolo così gloriosa, sana, senza essere toccata dalle acque, fece bisbiglio, e molti si convertirono alla fede di G. C. Disperato il Tiranno gridava essere opera di mia magìa, e più ostinato di Faraone, mi fece strascinare per mezzo Roma, e poi mi fece sagittare, e quando mi vidde tutta trapassata dai taglienti strali, svenata e moribonda, mi fece per crudeltà di nuovo strascinare in prigione per farmi morire desolata e senza conforto. Ma l'Onnipotente mi donò un dolcissimo sonno, e svegliata mi trovai sana e bella più di prima. Saputo questo l'Imperatore, sì arrabbiò di furia e crudeltà e ordinò, che ignuda di nuovo fossi trapassata dalle frecce più taglienti sino a che fossi estinta; ma per volere dell'Altissimo, si scoccavano dagli Arcieri li Archi, e le frecce non si movevano dal loro sito, e il Tiranno gridava contro di me, come fossi stata una Maga. Ordinò, che si fossero le frecce infocate dentro una fornace, credendo così distruggere le mie magìe, e spogliata di nuovo fui esposta a tale condanna; ma il mio Sposo mi liberò da questo tormento col fare rivoltare le infocate saette contro i Sagittarii, e ne morirono sei, e alla vista di quest'altro miracolo tanti altri si convertirono, e il popolo si sollevava a favore della fede. Il Tiranno temendo altro di peggio, subito mi fece decapitare, e così l'anima mia volò tutta gloriosa e pomposa in Cielo y ricevendo dal mio Sposo la corona della Verginità, che tanto mi costò, e mi rese per tante palme di Vittorie assai distinta al suo divino cospetto. Questo giorno tanto per me fortunato fu il decimo di agosto di Venerdì, alle ore diecinnove e mezza, perciò, come dissi, l'Altissimo fece succedere in questo giorno la mia Traslazione in Mugnano con tanti segni di sua celeste assistenza per farla riuscire gloriosa.
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Heilige Philomena

Das Zentrum des römischen VESTA-Kultes befand sich auf dem Forum Romanum. Der Rundtempel der Vesta wurde durch 20 Säulen gestützt, denen jeweils 10 Punkte zweier Tetraktys entsprechen. Verbunden mit dem Vesta-Kult war ein Buchstaben-Zahlensystem, das als GEMATRIE bezeichnet wird. Jeder Buchstabe hatte den Zahlenwert seiner Stellung im Alphabet von 21 Buchstaben.
Die Tetraktys ist die …More
Das Zentrum des römischen VESTA-Kultes befand sich auf dem Forum Romanum. Der Rundtempel der Vesta wurde durch 20 Säulen gestützt, denen jeweils 10 Punkte zweier Tetraktys entsprechen. Verbunden mit dem Vesta-Kult war ein Buchstaben-Zahlensystem, das als GEMATRIE bezeichnet wird. Jeder Buchstabe hatte den Zahlenwert seiner Stellung im Alphabet von 21 Buchstaben.

Die Tetraktys ist die Erweiterung eines Hexagons aus 7 Punkten zu 10 Punkten. Es kommen also zu 7 Punkten 3 Punkte hinzu. Dasselbe gilt für die zweite Tetraktys. Zählt man von außen nach innen, ergibt sich so die Zählung (3+7)+3. Außer den Punkten sind auch die Verbindungslinien und die Dreiecksflächen zu zählen. Für die Tetraktys bedeutet dies 10 Punkte + 18 Verbindungslinien und 9 Dreiecksflächen, zusammen 37 Elemente. Um die inneren und äußeren Punkte des so entstandenen Hexagramms lassen sich zwei konzentrische Kreise ziehen, deren Flächenverhältnis 1:3 beträgt und somit den einen Gott in drei Personen repräsentieren ebenso wie die Einzelziffern der 13 Punkte des Hexagramms.

Jeweils 6 äußere und 6 innere Kreislinienpunkte können mit je einem Mittelpunkt in zweistelliger Zusammensetzung als 61 gelesen werden. Den gematrischen Wert 61 haben die Wörter FOCUS und LUMEN.

FILUMENA ist das christliche Pendant zur heidnischen Vestalin. Ihr Geburtsname LUMENA, wie sie angibt, hat diesen Bezug zur Ehelosigkeit einer Vestalin.

In ihrer Botschaft an Maria Luisa di Gesù gibt Filumena zweimal den Freitag als ihren Todestag an und einmal das Datum 10. August. Ich konnte nicht feststellen, dass bisher jemand die in Frage kommenden Jahre eines Freitags, 10. August während der Herrschaft Diokletians berechnet hätte. Es kommen die Jahre 288 und 294 in Frage. Als Todesjahr heiligen SEBASTIAN findet man häufig 288 angegeben. Da dieser auch als Bestrafung mit Pfeilen beschossen wurde, läge es nahe, auch das Martyrium der heiligen FILUMENA für das Jahr 288 zu vermuten.

Nun gehört zum Dezimalsystem nicht nur die Addition von Zahlen an sich, sondern parallel dazu die Addition ihrer Primzahlfaktoren. So erhält man einen doppelten Wert etwa aus der Zahl 6 und den Faktoren 2*3 = 2+3, zusammen 6+5 = 11.

Wenn nun nach den Angaben Filumenas das Datum eine so große Rolle spielt, liegt es nahe, die Zahl der Tage zwischen ihrem Tod und der Auffindung ihres Katakombengrabes herauszufinden. Entscheidend sind die Faktoren des Ergebnisses. Und diesbezüglich gibt es ein überzeugendes Ergebnis nur für das Jahr 294: Die Zahl der Tage ist 550708 = 2*2*37* 61* 61 = 163. Man erkennt aus den Faktoren 37 Elemente der Tetraktys und – in zweistelliger Zusammensetzung – zweimal 6+1 Punkte des äußeren und inneren Kreis des Tetraktyssterns. Die Primzahl 163 gibt in ihren Einzelziffern den Mittelpunkt, 6 hexagonale Kreislinienpunkte und drei Eckpunkte der Tetraktys wieder. Der Faktor 37 findet sich auch in der Addition 550+708 = 1258 = 2*17*37 = 56.

Gematrische Berechnungen von Wörtern beziehen auch die Faktorenwerte mit ein. Die Zahl 294 ist somit die Summe der Namen IESUS CHRISTUS: 70+36 = 106; 112+76 = 188; 106+188 = 294.

Weitere gematrische Untersuchungen habe ich unter meiner homepage durchgeführt.
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Heilige Philomena

Die von Francesco di Lucia nach schriftlichen Aufzeichnungen der Priorin Maria Luisa di Gesù aus Neapel verfaßte Darstellung ist von erstaunlicher logischer Stimmigkeit, innerer Wahrhaftigkeit und religiöser Klarheit. Überfüssiges wird vermieden. Zur inneren Folgerichtigkeit gehört etwa, dass der Vater dem Kaiser die Zustimmung zu der gewünschten Eheschließung gab und daher in voller Verantwortun…More
Die von Francesco di Lucia nach schriftlichen Aufzeichnungen der Priorin Maria Luisa di Gesù aus Neapel verfaßte Darstellung ist von erstaunlicher logischer Stimmigkeit, innerer Wahrhaftigkeit und religiöser Klarheit. Überfüssiges wird vermieden. Zur inneren Folgerichtigkeit gehört etwa, dass der Vater dem Kaiser die Zustimmung zu der gewünschten Eheschließung gab und daher in voller Verantwortung dafür später um Aufhebung dieser Zustimmung bat, die ihm Diokletian jedoch verweigerte.

In Übereinstimmung mit anderen Passionslegenden wird Filumena im Kerker von ihren Wunden geheilt, jedoch nicht einmal, sondern zweimal, einmal nach der Geißelung und einmal nach Pfeilbeschuß. Wie andere Machthaber läßt sich Diokletian durch diese Wunder nicht bekehren, sondern schreibt es einmal dem Wirken Jupiters zu, und einmal Filumenas Zauberkunst.

Ungewöhnlich für die Zeit des dritten Jahrhunderts erscheint der Besuch der Gottesmutter Maria mit ihrem Kind im Kerker, ebenso Filumenas Verehrung für sie als "reinste Mutter".

Obwohl es legendarische Märtyrinnen gibt, die sich ihrem Bräutigam Jesus Christus weihten, wie z.B. die heilige Agatha und heilige Agnes, ist es alles andere als selbstverständlich, dass dies auch Filumena tat und zwar bereits im Alter von 11 Jahren. Dieses Ideal mußte ihr zuvor vermittelt worden sein. Wie kam sie wohl zu diesem Gelöbnis? Hielt sie es vor ihren Eltern verborgen? Der Einwand des Vaters, Filumena sei im Alter von 11 Jahren noch zu jung gewesen, ist nicht unberechtigt.

Stets unter der Voraussetzung, dass die Angaben von Filumenas Selbstzeugnis der historischen Wirklichkeit entsprechen, berührt ihr Jungfräulichkeitsgelübde einen Kern römischer Staatsordnung. Denn die Stabilität der römischen Herrschaft stützte sich auf religiöse Einrichtungen, unter denen der VESTA-Kult besonders herausragt. Die diesen Kult ausübenden Vestalinnen opferten ihre Jungfräulichkeit für das Wohlergehen des Staates. Oberster Herr des Vesta-Kultes war der PONTIFEX MAXIMUS, dessen Amt seit Augustus der Kaiser ausübte. Indem Diokletian das Jungfräulichkeitsgelübde Filumenas mißachtete, verstieß er gegen eine zentrale religiöse Institution des Staates. Er ordnete durch ihre Geißelung genau die Strafe an, die über eine Vestalin bei Übertretung des Keuschheitsgebotes verhängt wurde. Somit handelte Diokletian gravierend gegen das Staatswohl.

Der weitestgehende Verzicht auf konkrete Namen, Orte und Umstände deutet an, dass vier individuelle Angaben einen inneren Zusammenhang bilden: die Namen PUBLIUS, FILUMENA, DIOKLETIAN und der Ort ROM. Eine weitere sehr ungewöhnliche konkrete Angabe ist die Zahl 37. Filumena sagt, am 37. Tag ihrer Kerkerhaft sei ihr die Muttergottes mit ihrem göttlichen Kind im Arm erschienen und habe ihr angekündigt, dass sie noch 3 Tage gefangen gehalten werde.

Welche Bewandtnis es mit diesen drei Einzelziffern hat, betrifft einen geheimnisvollen Wissensbereich, mit dem ich mich seit mehr als 30 Jahren beschäftige und den ich mit zahlreichen Beiträgen ins Internet gestellt habe.
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Philomena lebt

Das Zeugnis des 30-jährigen Künstlers, das erstmals 1829 veröffentlicht wurde, ist nahezu wertlos, da man sich wegen Fehlens näherer Umstände keine konkrete Vorstellung machen kann. Als Kaiser wird diesmal Diokletian genannt.
Ihre Ankündigung an den Priester "Wenn die Welt meine Geschichte weiß, wird sie voller Verwunderung sein", löste Filumena etwa vier Jahre später ein. Ihr ausführliches …More
Das Zeugnis des 30-jährigen Künstlers, das erstmals 1829 veröffentlicht wurde, ist nahezu wertlos, da man sich wegen Fehlens näherer Umstände keine konkrete Vorstellung machen kann. Als Kaiser wird diesmal Diokletian genannt.

Ihre Ankündigung an den Priester "Wenn die Welt meine Geschichte weiß, wird sie voller Verwunderung sein", löste Filumena etwa vier Jahre später ein. Ihr ausführliches Selbstzeugnis wurde der Nonne und Priorin Maria Luisa di Gesù des Klosters Ritiro dell’Addolorata all’Olivella in Neapel enthüllt. Auch ihre Person gibt Don Francesco in seiner RELAZIONE 1833 nicht preis. Wie ihr Name bekannt wurde, konnte ich nicht ermitteln. Eine italienische Kurzbiographie dieser Nonne ist im Internet verfügbar.

Die Leidensgeschichte ist in der Ich-Form wiedergegeben. Der Text düfte in drei Stufen entstanden sein:

1. Maria Luisa vernahm bei geschlossenen Augen die Worte Filumenas.

2. Sie schrieb aus dem Gedächtnis nieder, was sie von Filumena gehört hatte und teilte es Don Francesco schriftlich (scritte notizie) mit.

3. Don Francesco kürzte die Darstellung Luisas, wie aus der Einleitung hervorgeht:

"La santa … le disse tante, e tante cose, ed io ne scelgo le sequenti per brevità" (Die Heilige sagte ihr so viele, viele Dinge, wovon ich die folgenden aus Gründen der Kürze auswähle.)

Die drei Zeugnisse über die Passion Filumenas betrachtet Francesco di Lucia als starke Beweise für ihre Glaubwürdigkeit. Er versichert, die drei Personen seien unter einander nicht bekannt gewesen und "sono in paesi distanti tra loro" – leben in entfernten Gebieten voneinander. Spätere Übersetzungen machten aus "paesi" Länder. Der Priester etwa, dem Filumena als junge Frau erschien, könnte keinen "regelmäßige Besuch" (visita solita) in Mugnano machen, wenn er weit entfernt wohnen würde. Auch ist anzunehmen, dass Maria Luisa di Gesù die Auflage von 1829 kannte, in der das erste Selbstzeugnis der Heiligen an den Domherrn veröffentlicht wurde. Da dieser Kanoniker allen seinen Bekannten seine Geschichte erzählte, dürfte diese die Runde gemacht und auch die Priorin erreicht haben.

Was nun die Erzählung Filumenas selbst angeht, so stellen sich zwei oder drei wesentliche Probleme.

Das erste Problem betrifft ihre Namenserklärung:

"Bei meiner Geburt gaben sie (die Eltern) mir den Namen LUMENA, in Anspielung auf das Licht (LUMEN) des Glaubens, wovon ich gleichsam die Frucht war; und am Tag meiner Taufe nannten sie mich FILUMENA, oder Tochter des Lichts (FILIA LUMINIS), das in meiner Seele durch die (göttliche) Gnade wohnte, die ich gleich bei der Taufe erhalten hatte."

Als die heilige Jungfrau Maria mit ihrem Kind Filumena im Kerker erschien, verwendete sie ebenfalls den Namen LUMENA in Anspielung an die Bedeutung von LUMEN = Licht.

Wenn wir diese Erklärung nicht für unmöglich halten, müssen wir in den Eltern eine römerfreundliche Haltung annehmen. Geplant war sicherlich im vorhinein der griechische Name PHILOUMENEGeliebte. Wenn zwischen Geburt und Taufe kein großer zeitlicher Abstand war, konnten die Eltern den spielerischen Namenswechsel ohne Risiko eingehen.

Man darf auch nicht übersehen, dass sie Eltern ihre Bekehrung zum Christentum einem römischen Arzt verdanken, dessen Person ausdrücklich durch seinen Namen PUBLIUS hervorgehoben wird. Die lateinische Namensform kann daher als ein Zeichen des Dankes angesehen werden. Wenn die Eltern zuvor noch Heiden waren, war von griechischer Seite das Christentum offensichtlich noch kaum bis in ihr Herrschaftsgebiet vorgedrungen.

Das zweite Problem betrifft die Werbung des Kaisers DIOKLETIAN (245-311) um die Hand Filumenas. Seine Ehefrau hieß Prisca, seine Tochter Valeria. Filumena hätte seiner Werbung entgegenhalten können, dass er bereits verheiratet sei. In der Darstellung ihres Selbstzeugnisses fehlt jedoch ein entsprechender Hinweis. Hätte sich Diokletian wegen einer 13-jährigen scheiden lassen? Wenn nicht, dann trieb er ein frivoles Spiel nicht nur mit dem jungen Mädchen, sondern auch mit den Eltern. Von Diokletian ist kein ausschweifender Lebensstil überliefert.

Verbunden mit diesem zweiten Problem ist, dass sich Diokletian fast ausschließlich im Osten des Reiches aufhielt und ROM eher mied. Da Filumena betonte, an einem Freitag, den 10. August gestorben zu sein, kommen nur die Jahre 288 und 294 in Frage. Es müßte also ermittelt werden, ob Diokletian zu einem dieser Zeitpunkte in Rom war. Als Todesjahr des heiligen Sebastian wird häufig 288 angegeben. Er war im Jahr oder zwei Jahre zuvor durch Beschuß mit Pfeilen verurteilt worden, genas aber von seinen Wunden durch die Pflege einer Frau namens Irene. Nach seiner Genesung trat er Diokletian wieder entgegen und wurde bei seinem zweiten Martyrium mit Knüppeln erschlagen.

Für das Martyrium Filumenas gibt es also viele Unbekannte. Es bleiben die Symbole auf dem Sarkophag und das eingetrocknete Blut als unzweifelhafte Zeugnisse ihres Martyriums.
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Philomena lebt

Ihr erstes Selbstzeugnis teilte die heilige Filumena einem Priester mit. Der italienische Text steht in der Auflage von 1829 auf S. 64. Ich übersetze, so gut es mir gelingt:
Es gibt einen sehr eifrigen Priester, Prediger, Beichtvater und Domherr, der die Heilige sehr vertrauensvoll verehrt, der von ihr klare Gnadenerweise erhält und sich deshalb sehr für ihre Verehrung einsetzt. Ich nenne nicht …More
Ihr erstes Selbstzeugnis teilte die heilige Filumena einem Priester mit. Der italienische Text steht in der Auflage von 1829 auf S. 64. Ich übersetze, so gut es mir gelingt:

Es gibt einen sehr eifrigen Priester, Prediger, Beichtvater und Domherr, der die Heilige sehr vertrauensvoll verehrt, der von ihr klare Gnadenerweise erhält und sich deshalb sehr für ihre Verehrung einsetzt. Ich nenne nicht seinen Namen, denn ich bin sicher, ich würde seine Demut verletzen. Aber der fromme Leser möge wissen, dass ich das, was ich sagen werde, in seinen Briefen schriftlich erhielt, dass seine Freunde aus seinem eigenen Mund die Erzählung vernahmen und er dasselbe auch in unserer Kirche gesagt hat, als er der Heiligen seinen gewohnten Besuch abstattete. Er hatte ein sehr schönes Gemälde in seiner sehr besuchten Heimatkirche angebracht, wo große Wunder geschehen, die öffentlich dokumentiert sind.

Eines Tages, als besagter Priester zufällig einen Spaziergang auf dem Land machte, begegnete ihm eine unbekannte Frau, die einen gebildeten Eindruck machte. Diese fragte: "Stimmt es, dass ihr in einer eurer Kirchen ein Gemälde der heiligen Filumena angebracht habt?"

"Ja", antwortete der Priester; die Unbekannte fuhr fort: "Was wißt ihr über diese Heilige?"

Sprach der Priester: "Nur soviel, wie man mit Mühe aus einer Deckplatte auf dem Grab entnehmen kann"; und er erklärte kurz das Wesentliche der Grabinschrift.

Sprach die Unbekannte: "Und nicht mehr?"

"Und nicht mehr," antwortete der Priester.

"Oh soviel und noch viel mehr gibt es über diese Heilige", fuhr sie fort, "und wenn die Welt es erfährt, wird sie voll Verwunderung sein." Und sie fügte hinzu: "Wißt ihr den Grund ihrer Verfolgung und ihres Martyriums?"

"Nein", antwortete der Priester.

"Es war die Weigerung", sprach die Unbekannte, "den Kaiser zu heiraten, der sie leidenschaftlich als seine Gemahlin begehrte. Sie weigerte sich, weil sie ihre Jungfräulichkeit bewahren wollte, die sie Jesus Christus geschenkt hatte".

Voll brennender Neugier auf diese Worte hin sprach der Priester: "Gewährt mir die Gunst und sagt mir, wißt ihr das alles sicher? Sagt mir, wo ihr das Buch gelesen habt? Wir suchen die ganze Zeit Hinweise auf diese Heilige, daher nennt mir das Buch, das ihr gelesen habt, wenn ihr es sicher wißt." Hier endete der Priester.

Und die Unbekannte fuhr mit feierlichem Ernst fort: "Mich fragst du, ob ich es sicher weiß? Mich? In welchem Buch ich es gelesen habe? Ich weiß es nur zu gut, ich weiß es sicher, ich weiß es, ich weiß es". Und mit diesen Worten entschwand sie.

Die erreignisreiche Begegnung wird 1827 oder 1828 stattgefunden haben, auch 1826 und 1829 sind möglich. Es fällt auf, dass die Unbekannte den Namen des Kaisers nicht nannte, vermutlich, weil für Don Francesco Diokletian bereits feststand. Wenn der Priester öfter Mugnano besuchte, kannten sich die beiden Priester, und der Kanoniker wird eine der beiden Veröffentlichungen Don Francescos selbst gelesen haben.
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Philomena lebt

Als 1826 Don Francescos zweite Auflage erschien, hatte sich der Ruf der wundertätigen Märtyrin schon weit in der Umgebung von Mugnano und darüber hinaus verbreitet. Vor vielen großen und kleinen Statuen und Bildnissen nach der originalen Liegefigur von Mugnano flehten Beter um ihre Fürsprache. Und noch immer wußte man nichts Näheres über die Katakombenheilige. Don Francesco stellte viele …More
Als 1826 Don Francescos zweite Auflage erschien, hatte sich der Ruf der wundertätigen Märtyrin schon weit in der Umgebung von Mugnano und darüber hinaus verbreitet. Vor vielen großen und kleinen Statuen und Bildnissen nach der originalen Liegefigur von Mugnano flehten Beter um ihre Fürsprache. Und noch immer wußte man nichts Näheres über die Katakombenheilige. Don Francesco stellte viele Überlegungen über die Inschrift und die Symbole auf den drei Grabplatten an. Allerdings hatte er keine direkte Ansichtsmöglichkeit, so dass er auf Kopien angewiesen war, die Ungenauigkeiten enthielten.

Die Heilige, wie wir sie nennen können, ließ sich wiederum Zeit, bis sie ihre Geschichte selbst verkündete. Ihre Auskünfte ergingen an drei Personen, einen Priester, einen jungen Künstler und eine Nonne aus Neapel. Die erste Botschaft ist die heiterste, die zweite die kürzeste und die dritte die ausführlichste. wie aus den Auflagen von 1829, 1831 und 1833 hervorgeht. Wie noch zu sehen sein wird, vermeidet Francesco di Lucia jede präzise Angabe zu Zeitpunkt der Botschaften und Namen der Personen.

Biographien des 20. Jahrhunderts über die heilige Filumena schöpfen ihre Informationen hauptsächlich aus einer englischen anonymen Veröffentlichung des Jahres 1863, die eine Übersetzung einer französischen Ausgabe von 1835 darstellt. Der Autor dieser Veröffentlichung zeichnet mit den Initialen J.F.B, Gesellschaft Jesu, verhält sich also auch halb anonym. Sein Name ist Joseph Francois Barelle. Er trifft eine Auswahl aus zwei ausführlicheren italienischen Quellen, die er jedoch nicht nennt. Eine davon kann nur die "RELAZIONE" des Don Francesco sein. Die Folge der Kürzungen ist z.B., dass er auch vom Selbstzeugnis Filumenas das eine oder andere wegläßt oder ungenau übersetzt.

Eine kürzere deutschsprachige Ausgabe von 1843 geht ebenfalls auf die französische Vorlage zurück. Eine weitere Veröffentlichung des Jahre 1849 hingegen des Priesters Johann Aloys Dreml von Königgrätz bezieht sich ausdrücklich auf eine Ausgabe Don Lucias des Jahres 1843 – möglicherweise fehlerhaft statt 1834.

Nun hatte Don Francesco schon soviel Wunderbares erlebt, dass die drei Auskünfte Filumenas eher unauffällig in die drei Auflagen eingefügt wurden. Das lag wohl zum Teil daran, dass der Autor bereits vieles selbst erschlossen hatte: Er hegte keinen Zweifel, dass Filumena ihr Martyrium unter Kaiser Diokletian erlitten hatte, dass es aus mehreren Torturen bestand, von denen sie mehrmals wunderbar geheilt wurde, bis sie schließlich enthauptet wurde. Als Musterbeispiel für ihr Martyrium galt Don Francesco die Leidensgeschichte des hl. Sebastian. Hinsichtlich ihres Namens betrachtete er LUMENA als eigenständige Namensform. Die entsprechenden Darlegungen finden sich in der Auflage von 1826 etwa zwischen den Seiten 37-53. Sie werden in den folgenden vier Auflagen nahezu unverändert übernommen, d.h. die Selbstzeugnisse Filumenas werden nicht eingearbeitet.
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Philomena lebt

Die Reliquien der Märtyrin Filumena wurden in einen Raum gebracht, wo Katakombenfunde aufbewahrt wurden. Interessenten im Bischofsrang konnten sich um die Überlassung von Reliquien bewerben. Filumena mußte drei Jahre warten, bis sie ihren Verehrer fand. Es war der Priester Francesco di/de Lucia (1772-1847) aus Mugnano del Cardinale in der Diözese Nola östlich von Neapel. In Mugnano geboren, …More
Die Reliquien der Märtyrin Filumena wurden in einen Raum gebracht, wo Katakombenfunde aufbewahrt wurden. Interessenten im Bischofsrang konnten sich um die Überlassung von Reliquien bewerben. Filumena mußte drei Jahre warten, bis sie ihren Verehrer fand. Es war der Priester Francesco di/de Lucia (1772-1847) aus Mugnano del Cardinale in der Diözese Nola östlich von Neapel. In Mugnano geboren, lehrte er nach erfolgreichem Studium Philosophie und eröffnete nach seiner Priesterweihe 1796 eine Schule für Literatur und Philosophie. Er kehrte jedoch aus mehreren Gründen nach Mugnano zurück und widmete sich der Seelsorge. Durch Predigtreisen in Neapel und Umgebung erwarb er sich allgemeines Ansehen und gewann die Freundschaft des 20 Jahre älteren Bartolomeo de/di Cesare (1752-1819). Als dieser zum Bischof von Potenza ernannt wurde und in Rom geweiht werden sollte, nahm er Don Francesco dorthin mit. In diesem erwachte das Verlangen, zur Unterstützung seiner seelsorglichen Bemühungen Reliquien aus Rom in seinen Heimatort zurückzubringen. Durch die Vermittlung de Cesares gelang dies auch.

Filumena gelangte so zuerst nach Neapel, wo sie eine Liegefigur erhielt, und von dort nach Mugnano. Da der jugendlichen Märtyrin die Liegefigur zu alt vorkam, nahm sie selbst eine Verjüngung vor. Änderungen machte sie auch später das eine oder andere Mal.

Der literarisch erfahrene Francesco di Lucia veröffentlichte erstmals den Bericht der Reliquienüberführung 1824 unter dem Titel:
RELAZIONE ISTORICA DELLA TRASLAZIONE
DEL CORPO DI S. FILOMENA
VERGINE E MARTIRE
DA ROMA A MUGNANO DEL CARDINALE

Es folgten weitere Auflagen 1826, 1829, 1831, 1833 und 1834. Diese 5 Auflagen sind durch Google eingescannt und sind einsehbar.

Über Francesco di Lucia gibt es eine Kurzbiographie im Internet.
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Philomena lebt

Die Märtyrin Philomena wurde als Wundertäterin (gr. Thamaturga) des 19. Jahrhunderts bezeichnet. Sie ist eine Märchenheilige. Alles an ihrer Geschichte ist märchenhaft, aber die zahllosen Wunder, die durch sie gewirkt wurden, sind so überzeugend, dass ihre Existenz als historisch angesehen werden muß.
Das Wunderbare scheint Raum und Zeit zu übersteigen, weshalb wir Menschen geneigt sind, an …More
Die Märtyrin Philomena wurde als Wundertäterin (gr. Thamaturga) des 19. Jahrhunderts bezeichnet. Sie ist eine Märchenheilige. Alles an ihrer Geschichte ist märchenhaft, aber die zahllosen Wunder, die durch sie gewirkt wurden, sind so überzeugend, dass ihre Existenz als historisch angesehen werden muß.

Das Wunderbare scheint Raum und Zeit zu übersteigen, weshalb wir Menschen geneigt sind, an Wunderbares ohne weitere Nachfrage zu glauben. In Wirklichkeit geschieht alles Heilige und Wunderbare in dieser Welt in den Grenzen von Raum und Zeit. Was mit rationalem Denken nicht ermittlet werden kann, muß als rätselhaft bezeichnet, aber nicht als unmöglich gedacht werden. Fakten und Eckdaten geben dem Wunderbaren einen glaubhaften Rahmen:

24. Mai 1802: Ein Marmorsarkophag mit den sterblichen Überresten eines Mädchens im Alter von etwa 13 Jahren wird entdeckt. Drei Terrakottaplatten tragen die Inschrift LUMENA PAXTE CUM FI beschriftet. Hintanfügung der ersten Platte erbringt die richtige Lesung: PAX TECUM FILUMENA. Über die falsche Plazierung der ersten Platte kann gerätselt werden.

Der Inschrift hinzugefügt sind 4+2 symbolische Zeichen: zwei Pfeile, eine Lanze, eine Lilie, zwei ähnlich sehende liegende Figuren, entweder zwei Anker oder ein Anker und eine Geißel. Nach archäologischer Einschätzung sind die Platten um 160 entstanden.

Außerdem befand sich, eingebettet in Mauerwerk, neben dem Schädel der Toten ein angebrochenes gläsernes Gefäß mit eingetrocknetem Blut. Das erste Wunder geschah bei der Umfüllung in ein Kristallgefäß, als die Bestandteile der dunklen Substanz in den verschiedensten Edelsteinfarben aufleuchteten. Dieses Wunder wiederholte sich in der Folge viele Male.

Die Umstände der Auffindung der Reliquien und ihre weitere Geschichte ist ausführlich und sachlich dargelegt in "St. Philomena: Powerful with God" von Schwester Maria Helene Mohr; das Buch ist auch im Kindle Format erhältlich.

Der Name FILUMENA ist latinisiert aus dem griechischen Namen PHILOUMENE. Es handelt sich um ein Partizip Präsens Passiv in der Bedeutung "Geliebte". PHILUMENA kommt in zwei Komödien des Terenz vor, in "Andria" und "Hecyra". O statt U tritt singulär in einer Inschrift PHILOMENA SATRIA auf, aus der lateinischen Literatur ist die Namensform PHILOMENA nicht überliefert.

Als männlicher Name ist ein PHILOMENOS überliefert, der um 273 in Ankyra das Martyrium erlitt. Der Wortteil MENOS bedeutet als gleichlautendes Substantiv u.a. "Verlangen, Mut, Tapferkeit, Kraft". PHILOMENE als weibliche Form bedeutet also "die Tapferkeit Liebende". Die Umbenennung von FILUMENA in FILOMENA bzw. PHILOMENA geschah also unreflektiert – wahrscheinlich sowohl wegen der Bekanntheit des Wortbestandteils PHILO- als auch wegen des besseren Klanges der O-Variante.
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Die Verehrung der Wunden Jesu

Korrektur eines Fehlers: TUI statt RUI sacratissimi
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Key Quotes from Fratelli Tutti: Part 1 (Chapters 1-4)

In this post Mark clearly denies the pope's intention towards a one-world-religion
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Key Quotes from Fratelli Tutti: Part 1 (Chapters 1-4)

Fratelli tutti is a great step forward towards a One-World-Religion - for two reasons: 1. It fosters the illusion that all religions are equal and that they can co-exist on a peaceful basis. Francis ignores what Jesus said about the Kingdom of Heaven that it always will suffer persecutions as he himself was hated, persecuted and condemned to death and crucifixion 2. Francis gives up Jesus' …More
Fratelli tutti is a great step forward towards a One-World-Religion - for two reasons: 1. It fosters the illusion that all religions are equal and that they can co-exist on a peaceful basis. Francis ignores what Jesus said about the Kingdom of Heaven that it always will suffer persecutions as he himself was hated, persecuted and condemned to death and crucifixion 2. Francis gives up Jesus' Commandment to evangelise all peoples and nations. For only the truth of the gospel gives real freedom from the servitude of sin and death. Jesus is the only redeemer of the world. This pope completely conforms to the mainstream ideology of tolerance. Francis will usher in the looming rule of the Antichrist. In short, Pope Francis betrays the Church of Christ.
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Bischöflicher Blog: Die Wahl von Franziskus war ungültig

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