Il biologo italiano Alberto Oliverio osserva: «I neuroscienziati hanno puntato a chiarire la natura dei diversi meccanismi del cervello, ma hanno prestato meno attenzione ai modi in cui essi cooperano e a quelle interazioni attraverso le quali emerge una mente che non deriva dalla semplice somma di singole attività che sono separate in compartimenti stagni . Pur descrivendo i meccanismi emotivi, i neurotrasmettitori che ne sono alla base, i centri nervosi coinvolti, i neuroscienziati non si sono concentrati sugli aspetti classici delle emozioni: il loro significato, le loro relazioni con le esperienze lontane, il modo in cui le emozioni contribuiscono a dare un senso alla nostra esistenza, a dirigere i nostri scopi, a strutturare i nostri schemi di pensiero. Per questi motivi, sebbene alcune teorie della mente tengano conto dei risultati derivanti dalle conoscenze neuroscientifiche, la mente a cui guardano filosofi e psicologi è solitamente diversa da quella descritta dai neuroscienziati. …More
Fatto sta che la mente genera malattie (psicosomatiche) che non si possono curare con le neuroscienze. E guarda caso queste malattie psicosomatiche sono collegate alla coscienza "video meliora proboque, deteriora sequor" (Vedo e approvo le cose migliori, seguo quelle peggiori" e sondare la coscienza è come sondare il mistero. Uno dei pochi che ha intuito ciò è lo psicologo Victor Frankl, allievo di Freud dal quale si dissociò completamente proprio approfondento il legame tra le malattie psicosomatiche e "il senso di una vita" senza senso, logoterapia ed analisi esistenziale.
Mentre i fuochi d’artificio svaniscono e gli abbonamenti in palestra aumentano, i buoni propositi per il nuovo anno promettono ancora una volta una trasformazione interiore. Il familiare ritornello “anno nuovo, nuovo me” risuona ogni anno. Con il passare del tempo i social media sono sempre più pieni di trucchi per la produttività, l’autoaffermazione e la spiritualità New Age, catturando l’immaginario collettivo e promettendoci “il nostro anno migliore di sempre”. La Chiesa offre un quadro radicalmente diverso per i buoni propositi per il nuovo anno: conversione continua, non miglioramento personale. L’obiettivo non è diventare una versione più efficiente, efficace o curata di noi stessi, ma conformarsi lentamente a Cristo. Un buon proposito, in questo senso, non riguarda la massimizzazione dei risultati o il perfezionamento delle abitudini, ma l’allineamento più stretto della nostra vita alla volontà di Dio. Questa riformulazione cambia tutto. Sposta i propositi dal regno dell’auto-…More
"... tra quanto alimenta la difficoltà di credere - oggi, soprattutto - c'è la perdita di quella semplicità e quello stupore che caratterizzano i bambini. A differenza dei bambini, dei semplici, tra noi e la realtà frapponiamo degli schermi e degli schemi, apparentemente sofisticati, spesso solo grossolani…" (da V. Messori, "Qualche ragione per credere")
" Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto" (Lc 10,21).
In ogni caso, voglio rimanere dell'idea che possa esserci una spiegazione alternativa, e sarebbe bello se qualcuno meglio informato sul funzionamento degli uffici vaticani potesse darla.
Felice colui che viene ammaestrato direttamente dalla verità, così come essa è, e non per mezzo di immagini o di parole umane; ché la nostra intelligenza e la nostra sensibilità spesso ci ingannano, e sono di corta veduta. A chi giova un'ampia e sottile discussione intorno a cose oscure e nascoste all'uomo; cose per le quali, anche se le avremo ignorate, non saremo tenuti responsabili, nel giudizio finale? Grande nostra stoltezza: trascurando ciò che ci è utile, anzi necessario, ci dedichiamo a cose che attirano la nostra curiosità e possono essere causa della nostra dannazione. "Abbiamo occhi e non vediamo" (Ger 5,21). Che c'importa del problema dei generi e delle specie? Colui che ascolta la parola eterna si libera dalle molteplici nostre discussioni. Da quella sola parola discendono tutte le cose e tutte le cose proclamano quella sola parola; essa è "il principio" che continuo a parlare agli uomini (Gv 8,25). Nessuno capisce, nessuno giudica rettamente senza quella parola. Soltanto …More