Giordania, nel mosaico di Madaba c’è tutta la terra biblica

Giordania, nel mosaico di Madaba c’è tutta la …
di Marco Roncalli
Un nuovo libro approfondisce la storia del pavimento musivo realizzato attorno alla metà del VI secolo e rimasto sepolto per secoli a circa trenta chilometri da Amman, di valore inestimabile

Edizioni del Girasole | La valle del Giordano nel mosaico noto come la “Carta di Madaba” con le annotazioni di Basema Hamarneh nel libro “La carta di Madaba. Guida alla (ri)scoperta di un monumento unico”
È un prologo interessante quello che precede la scoperta del pavimento musivo noto come la “Carta di Madaba”, opera realizzata attorno alla metà del VI secolo, di valore inestimabile non solo come testimonianza artistica, ma anche per la topografia storica della Terra Santa e dei luoghi che videro la nascita del cristianesimo.
Una “mappa” di circa sedici di larghezza per sei di altezza, oggi incompleta, ma pur sempre con circa centocinquanta vignette di località in gran parte identificate, con Gerusalemme centro fisico e …
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Il Padre Nostro in rune tra le foreste canadesi

Il Padre Nostro in rune tra le foreste canadesi
di Luigi Bignami
Ritrovata in Ontario una pietra con incisa la preghiera. Le iscrizioni runiche nel continente americano sono rare e controverse, ma questa rimanda a un passato dimenticato
Nascosta tra le fitte foreste dell’Ontario settentrionale, nei pressi della cittadina di Wawa, è emersa una scoperta archeologica che ha stupito il mondo accademico e acceso l’immaginazione di storici, linguisti e appassionati di archeologia: una gigantesca iscrizione runica incisa su una lastra di roccia, contenente l’intero testo del Padre Nostro, con ogni probabilità la più lunga iscrizione runica conosciuta del Nord America e l’unica al mondo a riportare per intero la celebre preghiera cristiana in forma runica. Per chi non conoscesse il termine “runico”, va detto che è un vocabolo che può riferirsi a vari aspetti legati all’uso delle “rune”, ovvero i caratteri di uno o più alfabeti antichi germanici. A seconda del contesto, “runico” può …Altro

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In un calice di 4mila anni fa l'origine dell'universo

In un calice di 4mila anni fa l'origine …
di Luigi Bignami
Le decorazioni di un piccolo calice d’argento di 4mila anni fa potrebbero rappresentare la prima narrazione cosmologica della storia

Un piccolo calice d’argento di 4.000 anni fa, decorato con enigmatiche scene incise su di esso, torna al centro del dibattito archeologico: potrebbe rappresentare una delle prime narrazioni cosmologiche della storia. È quanto sostiene un nuovo studio pubblicato sul Journal of the Ancient Near Eastern Society – Ex Oriente Lux, che propone una lettura radicalmente diversa delle illustrazioni sul cosiddetto calice di Ain Samiya, scoperto nel 1970 sulle colline della Giudea, in Cisgiordania. Per oltre mezzo secolo gli studiosi hanno ipotizzato che le figure incise sul reperto richiamassero l’Enuma Elish, il grande poema babilonese della creazione.
Ma il mito, composto intorno al 1200 a.C., è di circa mille anni posteriore alla realizzazione del calice, datato all’Età del Bronzo Intermedia (2500–…Altro

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Il Giubileo del Santo Calice: viaggio nella Valencia dello spirito

Il Giubileo del Santo Calice: viaggio nella …
di Massimiliano Rella
Al via un anno nel segno del turismo culturale e religioso alla scoperta dell'aspetto più intimo della città spagnola. Il Sacro Graal è custodito qui, nella cattedrale, dal 1437
Il Santo Calice, custodito nella Cattedrale di Valencia dal 1437 © Massimiliano Rella
Un anno di passione, fede e turismo culturale. Il terzo Giubileo del Santo Calice, inaugurato il 30 ottobre con una messa in Cattedrale, dove il Graal è custodito dal 1437, accende i riflettori su una Valencia più intima, meno conosciuta, intrisa di spiritualità e arte medievale. Concesso da Papa Francesco – Giubileo d’esordio nel 2015 e un bis nel 2020 “oscurato” dalla pandemia - il grande evento viene celebrato ogni cinque anni in modo perpetuo, offrendo la possibilità di ottenere l’indulgenza plenaria. Cinque, le condizioni per la grazia: la visita al Santo Calice, una preghiera secondo le intenzioni del Papa, la comunione eucaristica, la confessione …Altro

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Mario Francesco Colucci condivide questo

Il primo souvenir della storia? Nel deserto della Giudea emerge un oggetto che racconta la nascita del turismo sacro. Di cosa si tratta? A cosa serviva?

Il primo souvenir della storia? Nel deserto …
26 Dicembre 2025
Un oggetto piccolo, quasi anonimo. Eppure capace di raccontare un mondo fatto di fede, viaggi e memoria. Può un semplice stampo in pietra spiegare come nacque il turismo religioso cristiano?
Nel deserto della Giudea, a est di Gerusalemme, gli archeologi hanno portato alla luce un reperto sorprendente: uno stampo in calcare di 1.400 anni fa, utilizzato per produrre piccoli contenitori votivi destinati ai pellegrini cristiani. Un oggetto umile, ma carico di significato, che apre una finestra inedita sulla nascita di un’economia del pellegrinaggio nel periodo bizantino.
La scoperta è avvenuta nel sito di Hyrcania, un antico complesso monastico immerso in un paesaggio aspro e spettacolare, ed è stata documentata da un’équipe dell’Università Ebraica di Gerusalemme.

Lo stampo in calcare di 1.400 anni fa, utilizzato per produrre piccoli contenitori votivi destinati ai pellegrini cristiani. (Michal Haber/Institute of Archaeology …Altro

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giovanna delbueno

Bellissimo

CORPUS delle Madonne che allattano.

riccardobrunetti.it

madonne allattanti

Madonne allattanti
Madonna del Pilerio
XVI sec. XII sec
Le potete vedere nel Duomo di Cosenza, la prima era stata sovrapposta alla seconda.
Modena, Galleria Estense
Antonio Begarelli (Modena 1499? - 1565)Madonna che allatta il Bambino "Madonna del Latte"
Tabernacolo di via del Sole angolo via del Moro Firenze
Edicola con affresco presumibilmente risalente al XIV secolo raffigurante la Madonna che allatta il bambin Gesù. Nella realtà si tratta di un
frammento di uno splendido affresco: le aureole sono a rilievo ed i panneggi sono fortemente evidenziati, mentre i chiaro-scuri appena accennati.
L’edificio sul quale è situato il tabernacolo appartenne in passato ai Padri Domenicani di Santa Maria Novella: è pertanto possibile che l’immagine religiosa fosse rimasta in sito, dopo le ristrutturazioni ottocentesche, per indicarne la proprietà del convento.
Pieve di Sant'Appiano
Loc. Sant'Appiano Barberino Val d'Elsa (Fi)
Posto su una deviazione della strada che da Barberino Val d'Elsa conduce …

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Pietro da Cafarnao

Se nell'arte i grandi artisti si distinsero nel custodire e accrescere l'opera di Dio attraverso rappresentazioni iconografiche per trasmettere la loro fede e la portata della fede dei loro popoli, noi godiamo e palpiamo con mano il loro credo religioso per accrescere il nostro. Tanti auguri a Te e allo Staff di gloria.tv

alda luisa corsini

Grazie, caro "Pietro", contraccambio di cuore e con affetto. Le sono grata della considerazione, fa piacere sapere di contribuire alla causa comune, quella cioè di onorare, edificare e glorificare nostro Signore.

Nel mondo di Erode

Terrasanta.net
10 luglio 2025
La complessa storia di re Erode (il Grande), che non fu solo un monarca sanguinario, ci viene riproposta da Aldo Piro, in questo libro, con lo stile piano ed agevole di uno sceneggiatore televisivo abituato a rivolgersi a un ampio pubblico.
L’autore di questo volume confessa di aver accostato “da vicino” la personalità di re Erode il Grande (73 a.C – 4 a.C.) per via della sua attività di sceneggiatore di un noto programma della Rai – Ulisse: il piacere della scoperta, condotto da Alberto Angela –, che dedicò una delle sue puntate all’Herodion, la fortezza-tomba del sanguinario monarca che svetta, in forma di piccolo vulcano, pochi chilometri a sud-est di Betlemme.
Noi tutti che abbiamo letto o ascoltato i brani evangelici dell’infanzia del Maestro, conosciamo Erode come colui che ordinò una strage di neonati nel tentativo di sopprimere anche il bambino Gesù, per scongiurare l’eventualità che un giorno potesse insidiargli il trono. In queste pagine …Altro

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Masada, i giardini di re Erode

oltre-la-notte.blogspot.com/…/masada-i-giardi…
Masada, la fortezza di re Erode
(Foto: Andrew Shiva/CC BY-SA 4.0)

Nel 73 d.C., a conclusione della prima guerra giudaica, l'esercito romano mise sotto assedio il sito sulla rupe di Masada, dove si nascondeva l'ultimo dei ribelli ebrei, asserragliato tra i resti del palazzo-fortezza di re Erode. Oggi Masada è un sito patrimonio mondiale dell'UNESCO, visitato e scavato sin dal 1960. Gli scavi sono in corso ancora oggi.
Nel 1924 un pilota britannico fece una serie di fotografie aeree di Masada. I negativi delle fotografie vennero trasposti su vetro e conservati presso L'Istituto di Archeologia dell'University College di Londra. Qualche anno fa Guy Stiebel stava esaminando queste immagini ed ha notato, accanto alla chiesa bizantina che sorge sul sito, una sagoma oblunga che sembrava indicare una costruzione sotterranea, qualcosa che non poteva essere notato sul posto.
Scoprì che l'Autorità israeliana per i parchi e la natura aveva …Altro

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Scoperta la tomba di re Erode il Grande.

www.gesustorico.it - Archeologia e Vangeli -
La lunga ricerca della tomba di Erode il Grande ha avuto termine con la venuta alla luce dei resti della sua tomba, sarcofago e mausoleo sulle pendici nord-orientali del Monte Herodium. Lo ha annunciato il prof. Ehud Netzer dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Gerusdalemme.
Il prof. Ehud Netzer mentre presenta la scoperta alla conferenza stampa all'Università di Gerusalemme [Foto: Sasson Tiram
***
Erode fu re della Giudea, nominato dai romani, dal 37 a.C. al 4 a.C.. . e durante il suo regno avvenne la nascita di Gesù a Betlemme. Indispettito dalla venuta dei Magi che volevano rendere omaggio al nuovo re degli ebrei, Erode diede ordine di uccidere tutti i bambini di questa cittadina nell’intento di eliminare questo Messia di cui parlavano anche le antiche Scritture. La Sacra Famiglia dovette quindi rifugiarsi in Egitto e fece ritorno in Galilea solo dopo la morte del re giudeo avvenuta nel 4 a.C.(Mt. 2,16-18).
La collina di …Altro

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L’ultima dimora di Erode

www.terrasanta.net/…/lultima-dimora-…
13/08/2007
La scoperta, vera o presunta, della tomba di Erode presso la fortezza dell'Herodion ha avuto un'eco mondiale, anche se le posizioni degli studiosi sono, come al solito, divergenti. I più critici ritengono la scoperta dell'archeologo israeliano Ehud Netzer, presentata il 7 maggio presso l'Università ebraica di Gerusalemme, totalmente inattendibile: i frammenti del sarcofago sono pochi, non ci sono iscrizioni né tracce di resti di tessuti di corpo umano. Altri ritengono invece il ritrovamento plausibile. Sul ritrovamento dell'ultima dimora di Erode, la rivista Terrasanta di luglio-agosto pubblica un circostanziato articolo dell'archeologo francescano padre Eugenio Alliata. Ve lo riproponiamo:
La scoperta, vera o presunta, della tomba di Erode presso la fortezza dell’Herodion ha avuto un’eco mondiale, anche se le posizioni degli studiosi sono, come al solito, divergenti.
I più critici ritengono la scoperta dell’archeologo israeliano …
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Santo Stefano nell’arte. Da Giotto a Crivelli, quelle pietre che sembrano corna o uova. La storia del santo

Santo Stefano nell'arte. Da Giotto a Crivelli, quelle pietre che sembrano corna o uova. La storia del santo - Stile Arte
Primo martire cristiano, in ordine di tempo, Stefano era un diacono – un laico al quale il vescovo aveva delegato alcune funzioni sacerdotali – che fu martirizzato nel 36 d.C.a Gerusalemme. Fu letteralmente lapidato. E’ per questo, soprattutto nell’iconografia che precede la Controriforma, che viene rappresentato con decorativi sassi, ovali come uova, sulla testa e sulle spalle.
Giotto di Bondone, Santo Stefano, 1320-1325, tempera su tavola, 84 x 54 cm, Firenze, Museo Horne
In seguito al Concilio di Trento l’immagine fu riformata, e ad essa si preferì quella di un giovane che impugna la palma del martirio e che reca l’episodio del sacrificio estremo sui ricami delle vesti o lo ricorda attraverso sassi accumulati ai suoi piedi. In effetti la rappresentazione più arcaica ha uno strano effetto di surrealtà e in alcuni casi, come in Carlo Crivelli, i sassi sembrano …Altro

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alda luisa corsini

Il sasso della fede

Egitto: scoperta un’antica città cristiana nel Deserto Occidentale

Egitto: scoperta un'antica città cristiana nel …
Un’importante scoperta archeologica è stata fatta ad Ain al-Kharab, nella zona archeologica islamica e copta dell’Oasi di Kharga, nel Deserto Occidentale egiziano, dove è stata trovata una città cristiana risalente ai primi anni del cristianesimo.
Tra i ritrovamenti figurano abitazioni in mattoni di fango con ancora tracce di intonaco originale e numerosi oggetti di uso quotidiano, tra cui frammenti di ceramica e oggetti di vetro e pietra. Un ritrovamento notevole è un affresco ben conservato che rappresenta Cristo che guarisce un malato, un raro esempio di arte cristiana antica. Sono stati scoperti anche i resti di due chiese, la più grande è una struttura in stile basilicale con navata centrale e colonne laterali. La seconda, più modesta, presenta una pianta rettangolare e colonne esterne. L’area conserva anche iscrizioni copte.
Queste strutture confermano l’importanza religiosa della zona e aiutano a comprendere meglio la …
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Mario Francesco Colucci condivide questo

Tu scendi dalle stelle.

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alda luisa corsini

Auguri a tutti gli amici.

alda luisa corsini

Andrea Ferrari -Tu scendi dalle stelle.
Come ogni Natale, da qualche tempo, dedico ai miei figli discendenti di Sant'Alfonso de Liguoro il suo capolavoro musicale di fede.

Terrasanta rupestre. Le grotte di Gesù

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Terrasanta rupestre. Le grotte di Gesù
La vita in grotta e l’architettura rupestre sono una delle chiavi per comprendere la geografia e la storia delle terre d’Israele e Palestina. Le grotte del monte Carmelo, ad esempio, raccontano la storia fossile e l’evoluzione dell’uomo preistorico mediterraneo. Altro esempio sono i villaggi tradizionali che sorgono spesso su un reticolo di grotte (utilizzate come magazzino, stalla o laboratorio) su cui vengono sovrapposte le abitazioni costruite all’aperto. Nelle aree desertiche e steppose i beduini utilizzano le grotte come riparo notturno e come stalla per gli animali.
La grotta dei manoscritti a Qumran
L’architettura scavata è protagonista nelle numerose realizzazioni idrauliche funzionali alla raccolta e alla distribuzione di una risorsa scarsa come l’acqua. Tunnel, cisterne, canalizzazioni e piscine assicurano il rifornimento idrico delle città e delle fortificazioni. Ne sono …Altro

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La Cripta del peccato originale

La Cappella Sistina delle chiese scavate nella roccia…
matera-cripta-peccato-originale
Quando intorno al IX secolo dei monaci benedettini giunsero al sentiero di Pietrapenta, nei pressi della città meridionale di Matera (soprannominata la città sotterranea), decisero di insediarsi nelle abbondanti grotte situate sul pendio di un burrone roccioso, localmente conosciuto come La Gravina, già abitata nelle epoche paleolitiche e neolitiche. Una di quelle grotte è ora conosciuta come La Cripta del peccato originale, ed è considerata come la Cappella Sistina delle Chiese scavate nella roccia.
La cripta in quanto tale è stata quasi dimenticata e trascurata per secoli, ed è stata anche usata come rifugio per pastori, i quali si riferivano a essa (secondo un articolo pubblicato da Atlas Obscura) come “la grotta dei 100 santi” a causa del numero di dipinti che coprono le sue pareti.
Qui si può “leggere” la storia biblica della creazione, ma vi si possono anche apprezzare le immagini degli …Altro

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La Madonna della cintola, testimonianza di fede viva

La Madonna della cintola, testimonianza di fede viva - Vatican News
Nel giorno in cui si celebra la festa della Natività della Beata Vergine Maria, ricorre una seconda festa mariana, celebrata in modo solenne a Prato: la Madonna del Sacro Cingolo, la cintura che lei donò a san Tommaso dopo l'Assunzione raccontata dai vangeli apocrifi. La devozione affonda nella leggenda ma raccoglie anche molteplici significati che aiutano nella conoscenza della fede. Infatti nelle rappresentazioni artistiche tutto questo è stato ben compreso e molto rappresentato
Maria Milvia Morciano - Città del Vaticano
Una striscia di lana fine color verde azzurro, broccata con fili d’oro: è il Sacro Cingolo – ovvero una cintura – secondo la tradizione appartenuto a Maria Vergine e custodito nel duomo cattedrale di Prato, preziosissima reliquia intorno a cui si sono intessute – e questo riferimento è naturale per una città famosa per le manifatture tessili- storie e significati religiosi e politici, e la sua …Altro

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La “Sacra Cintola”, la reliquia della cintura della Madonna

Daniel R. Esparza - pubblicato il 08/10/21
Considerata un simbolo di castità, la sua storia è inclusa nella Legenda Aurea di Jacopo da Varazze e nel Ciclo di York

nota come Cintura di Tommaso, Cintura della Vergine o Sacra Cintola, ed è considerata l’equivalente cattolico di altre reliquie cristiane ortodosse – nella fattispecie la Cintura ortodossa orientale della Theotokos o Santa Cinta della Chiesa Ortodossa Siriaca.
Relativamente ignota fuori dall’Italia, la Sacra Cintola è la cinta della Vergine Maria. Secondo tradizioni e leggende medievali, la lasciò al momento della sua Assunzione.
Se la reliquia è davvero la cinta della Vergine, perché è nota popolarmente come Cintura di Tommaso?
Giacomo Boschi Gwilbor-CC-BY-2.5.
Una delle ragioni è che la leggenda è nata molto probabilmente in Oriente, probabilmente non lontano dal luogo in cui secondo la tradizione Tommaso stesso predicò il Vangelo. Anche se la missione di Tommaso in India è sicuramente famosa – è considerato il …Altro

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La Mangiatoia venerata a Betlemme

23 dicembre 2021
Quando si leggono i due racconti evangelici del Natale (Matteo e Luca) e li si confronta da un lato con la tradizione (davvero antichissima) della Grotta della Natività a Betlemme, e dall’altro coi resti delle semplici abitazioni del tempo sui rilievi collinari di Terra Santa, si può restare sorpresi: al punto da guardare in un modo nuovo al Natale (e – perché no – anche fare il Presepio in un altro modo).
Scorrendo le pagine di Matteo, ci si imbatte subito in due notizie: una che riguarda il tempo, l’altra il luogo. I Magi videro il piccolo re quando poteva avere da pochi mesi a due anni. E lo videro «entrando in una casa» (Mt 2, 11). Si parla espressamente di una casa della città di Betlemme: in essa si trovavano Giuseppe, Maria e il bambino, dove vivranno per un discreto periodo. Tuttavia Matteo non parla delle circostanze della nascita, sarà Luca a soffermarvisi: essendo Giuseppe discendente di Davide, il suo clan familiare era nella città di Betlemme. Lì a …Altro

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Early christian Nativitity without Mary and Joseph [330-335]

Early christian Nativitity without Mary and Joseph [330-335]
Unusually, Mary is absent from this Nativity. As usual, the ox and ass approach the child, who is swaddled in a crib supported by tree-like bushes. The figure on the left is one of the shepherds. On the right side: Presumably this is the woman who touched the hem of Jesus' garment in the hope that would cure her flow of blood (Matthew 9:20-22, Mark 5:25-29, Luke 8:43-44).
Source: www.christianiconography.info/palazzoMassimo/mcSarcophagu... Rome, Palazzo Massimo alle Terme Sarcophage de Marcus Claudianus, detail Nativity & Jesus and a supplicant [330-335] - Original photo by courtesy of Jean Pol Grandmont on wikimedia

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