Con il georadar alla ricerca dell’arca di Noè Terrasanta.net Giuseppe Caffulli 27 maggio 2025 Nella foto abbiamo evidenziato con un riquadro rosso la conformazione geologica di Durupınar, sulle pendici del Monte Tendürek, nell'Anatolia orientale. (foto Andreas Wolochow / Shutterstock.com) Un gruppo di ricercatori statunitensi sta ispezionando con il georadar il sottosuolo del suggestivo sito di Durupınar, non lontano dal massiccio del monte Ararat, in Anatolia orientale (Turchia). Alcuni elementi richiamano alla mente la struttura di una grande imbarcazione. La notizia è di quelle destinate ad accendere la fantasia. Un gruppo di ricercatori americani afferma di aver trovato i resti dell’Arca di Noè in Turchia, nel luogo in cui la nave si sarebbe arenata dopo il diluvio universale (cfr. Libro della Genesi, cap. 8, versetto 4). La struttura sotterranea scoperta sarebbe composta da tre livelli, che potrebbero rappresentare i ponti dell’Arca. Fatto questo che richiama la descrizione …Altro
Struggente. Una madre mise una moneta di rame … e grandi scoperte archeologiche parlano spesso di faraoni, guerrieri e città perdute. Talvolta, però, un piccolo reperto riesce a raccontare una storia molto più intensa. È il caso di una minuscola mano appartenuta a un neonato e rinvenuta in Ungheria, in un contesto che ha lasciato gli studiosi senza parole. Non una mano qualunque, ma una mano che il tempo avrebbe dovuto cancellare. Invece era ancora lì, conservata da un fenomeno naturale tanto raro quanto sorprendente, stretta attorno a una moneta che qualcuno aveva collocato nel pugno del bambino prima della sepoltura. Dietro quel gesto si nasconde una storia fatta di dolore, speranza e credenze popolari. Una storia che attraversa i secoli e che gli archeologi stanno ancora cercando di comprendere fino in fondo. La scoperta che nessuno aveva notato Tutto ebbe inizio nel villaggio ungherese di Nyárlőrinc, dove gli archeologi avevano scavato una vasta necropoli utilizzata tra il XII …Altro
Un ragazzo di 12 anni trova una rara pietra … Alon Horowitz mostra la rara pietra Nicolo trovata durante uno scavo comunitario nel Parco Nazionale di Korazim, antico villaggio ebraico della Galilea (Crediti: Israel Nature and Parks Authority) Un piccolo frammento bluastro è apparso tra la terra smossa quando ormai lo scavo stava per concludersi. Il ragazzo che stava scavando con una piccola piccozza si è fermato, ha raccolto l’oggetto e lo ha mostrato agli archeologi presenti nell’area. In queste ore gli studiosi stanno analizzando il reperto perché potrebbe aiutare a comprendere meglio la vita quotidiana, il prestigio sociale e i commerci di una comunità vissuta quasi duemila anni fa nel Levante mediterraneo. La scoperta, resa pubblica in queste ore dalle autorità archeologiche israeliane, è emersa durante uno scavo comunitario nel Parco Nazionale di Korazim, nell’Alta Galilea israeliana, pochi chilometri a nord del Lago di Tiberiade, noto anche come Mare di Galilea. Qui sorgeva …Altro
Scoperto in Germania un tesoro vichingo legato … Gioielli e monete vichinghe dagli scavi di Rügen (Stefan Sauer / picture-alliance / dpa / AP Images / Gtres) Un archeologo dilettante e un ragazzo di 13 anni hanno portato alla luce un importante tesoro in Germania: centinaia di monete, gioielli e un amuleto a forma del martello di Thor forse appartenuti al re danese Aroldo I (910-987 d.C.), noto per unificato e introdotto il cristianesimo in Danimarca. Lo scorso gennaio, René Schön e il suo studente Luca Malaschnitschenko stavano cercando reperti con l’uso dei metal detector sull’isola di Rügen, sulla costa baltica della Germania, quando si sono imbattuti in quello che inizialmente pensavano fosse un pezzo metallico senza valore. Osservandolo più attentamente, si erano però resi conto che si trattava di un pezzo d’argento. (Stefan Sauer / picture-alliance / dpa / AP Images / Gtres) Tesoro vichingo «È stata la scoperta della mia vita», ha dichiarato Schön all’agenzia di stampa tedesca …Altro
Due scheletri abbracciati scoperti sotto una … Un braccio piegato sotto il cranio dell’altra donna, le costole ancora allineate nel terreno compatto del vecchio cimitero medievale, i corpi deposti uno accanto all’altro in una posizione rimasta eccezionalmente leggibile dopo secoli. Negli ultimi giorni gli archeologi stanno analizzando una delle sepolture medievali più insolite emerse in Europa centrale: due donne adulte sepolte insieme in un abbraccio reciproco accanto a una cattedrale costruita nel cuore di una città medievale. La scoperta è emersa durante gli scavi nell’area della Cattedrale dell’Esaltazione della Santa Croce di Opole, nella Polonia sud-occidentale, circa 300 chilometri a sud-ovest di Varsavia. Nel Medioevo la città occupava una posizione strategica nella regione storica della Slesia, lungo le rotte commerciali che collegavano il mondo polacco, la Boemia e i territori germanici dell’Europa centrale. Attorno alla cattedrale si sviluppava il principale nucleo …Altro
Un palazzo episcopale del IV secolo riaffiora a … La recente campagna di scavi condotta a Ostia Antica ha riportato alla luce un complesso architettonico di eccezionale rilevanza per la storia del cristianesimo: un palazzo episcopale del IV secolo, tra i più antichi mai identificati nell’area romana. Costruito circa 1.700 anni fa accanto a un’enorme chiesa, il complesso rappresenta una delle prime residenze episcopali monumentali conosciute, caratterizzata da sfarzo e soluzioni architettoniche che guardano apertamente ai modelli del mondo “profano”. L’edificio, riccamente decorato con pavimenti in mosaico e rivestimenti marmorei, si articola in sale di rappresentanza, ambienti residenziali e spazi amministrativi, testimoniando la presenza di una comunità cristiana già pienamente organizzata e radicata nel tessuto urbano della città portuale. «Non abbiamo nulla di paragonabile del periodo costantiniano», afferma Sabine Feist, docente di Archeologia cristiana all’Università di Bonn …Altro
Rimangono incantati dai petali ma non dal luogo sacro ... chiaccherano ad alta voce, non si inchinano quando entrano ed escono, sono a spalle e gambe scoperte...ricordo che il Pantheon è una Chiesa
di Massimo Giuliani Da re a unto: l'ebraismo e i volti contesi del … Il biblista israeliano Israel Knohl, al contrario di Scholem, va alle radici antiche dei profeti-scrittori su un tema a lungo oggetto di controversie James Tissot, “I ferisei e i sadducei tentano Gesù”. New York, Brooklyn Museum / WikiCommons È luogo comune pensare che gli ebrei stiano ancora aspettando il messia. I più raffinati ricordano che anche i cristiani lo aspettano nella parusia ossia come seconda venuta di Cristo. Ma esiste una questione che sta a monte, assai più intrigante e istruttiva di questi calcoli escatologici, ed è la ricerca di quando sia nata l’idea messianica, di quante forme teologico-politiche abbia preso, di quali fonti la attestino già secoli prima di Gesù e, non ultimo, di come essa si sia evoluta, almeno nel giudaismo, nel corso della storia. Le idee infatti evolvono e spesso risultano incomprensibili fuori dai contesti storici in cui sono nate e cresciute. L’idea o, se si preferisce …Altro
"Siamo nella seconda metà del VIII secolo e Isaia “profetizza” che in futuro sorgerà un virgulto regale che porterà vero shalom, sicurezza e benessere, sul trono di Davide. Isaia cioè non si rassegna dinanzi alla crisi politica e sogna un re diverso, forte ma che confida più nel Signore che nelle alleanze militari": il profeta del Signore parlava nello stesso periodo in cui veniva fondata Roma. Che disegno divino compiuto, tutto torna con Lui.
Chi discende dai primi coloni d’America? Il Dna … La chiesa cattolica realizzata dai coloni britannici, che lasciarono il Paese d'origine per trovare un nuovo mondo in cui vivere e praticare la propria religione, senza incorrere in persecuzioni. A destra, la ricostruzione forense di Anne, moglie del governatore e antenata di numerosi americani Per quasi quattro secoli, sotto il suolo della costa meridionale del Maryland, un gruppo di sepolture coloniali ha custodito non soltanto resti umani, ma una memoria biologica ancora leggibile. Oggi quella memoria emerge attraverso una delle più sofisticate convergenze tra DNA antico, archeologia storica e genealogia genetica, in una ricerca sottoposta a peer review che propone una svolta metodologica di grande portata: identificare individui storici sconosciuti partendo dai loro discendenti viventi. Il caso riguarda St. Mary’s City, primo insediamento inglese stabile del Maryland, e potrebbe aver restituito il volto genealogico del …Altro
di Giuseppe Caffulli Dagli scavi condotti nella piana di Yezreel, nel nord di Israele, emergono indizi sulla battaglia, narrata dalle Scritture, in cui perse la vita il re Giosia Scoperte a Megiddo nuove tracce della Bibbia L’area X, vicino al Palazzo assiro di Megiddo / Megiddo Expedition Per la prima volta, l’archeologia sembra avvicinarsi in modo concreto a uno degli episodi più drammatici della storia biblica: la battaglia di Megiddo, lo scontro in cui perse la vita il re Giosia, narrato nel Secondo libro dei Re e nel Secondo libro delle Cronache. Gli scavi condotti negli ultimi anni nel sito, che si trova nella piana di Yezreel, nel nord di Israele, hanno restituito una quantità senza precedenti di ceramiche egiziane databili al VII secolo a.C. Un dato che, come spiega ad Avvenire l’archeologo Israel Finkelstein, condirettore del progetto di ricerca avviato negli anni Novanta (e tuttora in corso) dall’Università di Tel Aviv, «rappresenta un collegamento concreto con il breve …Altro
Archeologia: le fonti della fede di Giuseppe Caffulli Eccezionale ritrovamento di due siti battesimali nei resti della cattedrale della città della Decapoli greco-romana che fu un grande centro religioso del mondo bizantino Dall'alto della collina, lo sguardo spazia libero sul Mar di Galilea. Siamo sulle propaggini orientali delle Alture del Golan che degradano verso il lago. Qui sorgeva Hippos, antica città della Decapoli, uno dei luoghi più interessanti comprendere il cristianesimo dei primi secoli nella terra di Gesù. Con una particolarità, a dire il vero. Mentre molte città intorno al lago di Gennesaret (o di Galilea o di Tiberiade) sono associate al ministero di Cristo, nei testi evangelici non si fa mai menzione di Hippos. Un fatto che non smette di sorprendere e interrogare gli studiosi. Eppure Hippos era già un centro importante nella regione ai tempi della predicazione del Nazareno. Lo storico ebreo Flavio Giuseppe, nel I secolo d.C., la menziona più volte nelle sue opere …Altro
Sant'Antimo, martire sulla via Salaria - … 11 maggio L'opera raffigura S. Antimo Vescovo e martire mentre viene decapitato. A destra vediamo un soldato con spada. In alto un Angelo con una corona nelle mani. A sinistra una figura simbolica che indica la distruzione di una divinità pagana L'opera proviene dalla Chiesa di Coccolano della diocesi di Gubbio ed è del sec. XIX c.a. A Faltonio Piniano, sposo di Anicia Lucina pronipote dell’Imperatore Gallieno, era stato affidato dagli imperatori Diocleziano e Massimiano il compito di proconsole in Asia. Ammalatosi, aveva consultato vari medici, ma senza alcuna guarigione. La moglie Lucina, di nascosto, decise di rivolgersi ai cristiani imprigionati per invocarne la guarigione. Antimo assicurò la guarigione se avesse abbracciato il cristianesimo e così avvenne. Piniano liberò più cristiani possibile e li nascose in varie sue proprietà: a Sabina, nel Piceno, ad Osimo.. Antimo, nascosto in una villa di Piniano lungo la via Salaria, fu accusato …Altro
Ippona, forma urbana e voce di Agostino - … L'antico sito di Hippo Regius, l’odierna Annaba, che Papa Leone visita il 14 aprile, non è solo la città di Agostino: è un organismo urbano che si ricostruisce per frammenti, tra resti archeologici non sempre univoci e fonti che raramente descrivono gli spazi ma li presuppongono. Da questa duplice evidenza emerge una città già definita prima dell’età cristiana, che tra IV e V secolo viene abitata e attraversata dalla presenza del suo vescovo che ne ridefinisce pratiche e spazi Maria Milvia Morciano – Città del Vaticano Hippo Regius è già una città quando Agostino vi arriva nel 391. Il futuro vescovo trova un organismo urbano stratificato su secoli: origini fenicie, poi una lunga stagione numidica in cui la città fu sede regia prima di entrare nell'orbita romana, infine l'integrazione nel sistema imperiale con tutto ciò che comporta — magistrature, epigrafia, monumenti, traffici. La sua fisionomia emerge per lacerti: resti materiali …Altro
Christian Media Center 5 maggio 2026 youtube.com/watch?v=ZUxwcel66YQ A una trentina di chilometri a ovest di Gerusalemme sorge la trappa di Latrun, dove oggi vivono 18 monaci provenienti da 6 nazioni. Fondato nel 1890, il monastero fu devastato durante la Prima guerra mondiale e ricostruito a partire dal 1926. Incontriamo il superiore della comunità, padre Guillaume Jedrzejczak, che ci racconta cosa significhi essere trappisti in questo luogo a metà strada tra Tel Aviv e Gerusalemme .
"Scopri l'affascinante storia del Monastero Trappista di Latrun, un luogo dove 18 monaci di 6 diverse nazionalità vivono secondo la Regola di San Benedetto in una vera fraternità spirituale a pochi chilometri da Gerusalemme. Fondata nel 1890 sotto l'Impero Ottomano, questa abbazia cistercense ha saputo trasformare il deserto in un’oasi rigogliosa, resistendo a guerre, espulsioni e incendi come segno tangibile della fedeltà di Dio in una terra complessa. Attraverso le parole del Superiore, Padre Guillaume Jedrzejczak, esploriamo la vocazione monastica di "far rifiorire il deserto" interiore ed esteriore, celebrando il centenario della costruzione di questo santuario di accoglienza universale che continua a essere un faro di speranza e silenzio per ogni uomo di buona volontà."
Incredibile. Scoperto a Roma un manoscritto del … Nel silenzio delle grandi biblioteche, dove i secoli sembrano sedimentarsi tra pergamene e inchiostri ormai scoloriti, emergono talvolta storie capaci di riscrivere le origini della cultura europea. È quanto accaduto a Roma, dove un manoscritto dell’inizio del IX secolo ha restituito agli studiosi una nuova e preziosa testimonianza di quello che viene considerato il più antico poema in inglese antico, alle radici stesse della letteratura inglese. Il codice, oggi conservato presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, contiene una copia dell’opera storica di Beda il Venerabile, la Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum. Ma è tra le righe di questo testo latino che si cela l’elemento più sorprendente: l’Inno di Caedmon, inserito direttamente nel corpo del manoscritto nella sua forma originale in inglese antico. Ora lodiamo il Custode del Regno dei Cieli / la potenza del Creatore e il pensiero della sua mente / l’opera del Padre …Altro
Dagli studi effettuati negli anni risulterebbe essere la croce paleocristiana più antica che si conosca al mondo. Il suo ritrovamento nella campagna di Chiuddia, dove oggi sorge l’Eremo di Santa Croce. Casteltermini, quella croce tra leggenda e … Casteltermini,Eremo di Santa Croce La leggenda narra di un gruppo di mucche al pascolo nelle terre del feudo Vaccarizzo, che un giorno, durante il loro solito ruminare, all’improvviso iniziarono ad allontanarsi e a dirigersi verso est fino alla campagna di Chiuddìa, dove, arrivate in un determinato punto, si inginocchiavano. Lo strano fenomeno non sfuggì al loro pastore, così come non gli sfuggì anche che ogni giorno, e per diversi giorni, le stesse vacche continuarono a recarsi nello stesso luogo su cui sistematicamente si inginocchiavano. Stupito e incuriosito da tale comportamento, il pastore si recò nel punto che tanto sembrava interessare ai suoi animali e istintivamente iniziò a scavare. E fu spostando le zolle di terra che rimase …Altro
Codex H, ritrovate le pagine perdute delle … Grazie a tecniche di imaging multispettrale riemergono 42 pagine del Codex H, una delle copie più antiche delle lettere di Paolo. Perché la scoperta è importante. Un’importante scoperta nel campo della critica testuale del Nuovo Testamento. Un team internazionale guidato dal prof. Garrick Allen dell’Università di Glasgow ha riportato alla luce 42 pagine perdute di uno dei più antichi manoscritti delle lettere di San Paolo. Si tratta del Codex H, un codice greco del VI secolo considerato una testimonianza significativa della trasmissione delle Scritture cristiane nei primi secoli. Cos’è il Codex H di San Paolo Il ritrovamento è stato realizzato grazie all’impiego di tecniche avanzate di imaging multispettrale e analisi digitale. Queste tecnologie hanno permesso di individuare tracce di testo “fantasma”, ossia impronte invisibili a occhio nudo lasciate da inchiostri medievali riutilizzati quando il manoscritto fu smembrato …Altro
Davvero puoi salire dentro una statua alta come … C'è un luogo, sulle rive del Lago Maggiore, dove l’arte si attraversa letteralmente dall’interno. Non è una metafora: qui si entra davvero dentro un gigante di bronzo e pietra, si percorrono scale nascoste e si sale fino alla testa di un santo che domina il paesaggio da oltre tre secoli. il caso della Statua di San Carlo Borromeo, il celebre “Sancarlone” di Arona, che nel mese di maggio torna protagonista con un calendario di visite guidate pensate per raccontare e far vivere uno dei monumenti più sorprendenti d’Italia. Un colosso seicentesco tra devozione e ingegneria Affacciata su una collina che guarda il Lago Maggiore, la statua dedicata a San Carlo Borromeo supera i 35 metri di altezza e rappresenta una delle più imponenti realizzazioni monumentali del Seicento europeo. Voluta per celebrare la figura del santo nato proprio ad Arona, l’opera unisce forza simbolica e raffinatezza tecnica. La struttura cava, elemento straordinariamente …Altro
Storia, opere e luoghi dei Musei Vaticani, a cura di Arianna Antoniutti Maria Serlupi Crescenzi, Claudia Lega 24 agosto 2022 IL MUSEO INFINITO | Il Museo Cristiano - Il … Capsella Africana Accompagnati da Maria Serlupi Crescenzi, fino al dicembre scorso curatore del Reparto Arti Decorative dei Musei Vaticani, e da Claudia Lega, archeologa e assistente del Reparto, continuiamo il viaggio dentro il «Museo infinito» entrando nel Museo Cristiano, primo e più antico nucleo del Musei del papa. Maria Serlupi Crescenzi: Ci troviamo all’ingresso del Museo Cristiano, ed è proprio qui che nasce il «museo» nell’accezione moderna del termine, ossia quale istituzione aperta al pubblico. In mancanza di un vero e proprio atto di fondazione abitualmente si fa risalire quella dei Musei Vaticani alla data del 1506, in concomitanza con l’ingresso del Laocoonte nell’Antiquarium di Giulio II, ma la collezione che da quel momento venne via via formandosi nel Cortile delle statue aveva carattere eminentemente …Altro