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Francesco I
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NBQ : Al Credo non ci credo: ora il prete è libero anche di non credere !

Cronache dalla neo Chiesa: «Io al Credo non ci credo». I fedeli della chiesa di San Rocco di Torino, radunati per la messa di mezzanotte si sono lasciati sfuggire una risatina di complicità. E così il parroco, don Fredo Olivero, ha annunciato in sostituzione il canto Dolce sentire. Insomma: un canto ispirato al Cantico delle creature come sostitutivo del Credo, che rappresenta l’ossatura fondante della fede di ogni battezzato.

Don Fredo Olivero Messa di Natale di mezzanotte Chiesa San Rocco Torino (Natale 2017) [VIDEO]

Ora, si potrebbe anche alzare le mani e dire: bè, con queste premesse, ha vinto lui. Anni e anni a tentare di camuffare articoli scomodi o parti della messa troppo farraginose e poi arriva lui con la soluzione gordiana: perché non toglierlo del tutto? Chapeau, effettivamente… La cattiva teologia che si mangia la dottrina ha toccato vette sublimi l’altra sera durante una messa che definire show è eufemistico: liturgia eucaristica modificata alla bisogna, comunione distribuita solo da ministri straordinari, anzi, fatta prendere in mano dai fedeli che l’hanno intinta personalmente nel calice, un Padre nostro condiviso con il più profano canto spagnoleggiante ricalcato da Sound of silence di Simon & Garfunkel. Liturgia anni ’70 allo stato puro, mancavano solo i cantori con zampa d’elefante.

Invece è l’anno del Signore 2017 che ci consegna l’ultima frontiera della messa fai da te, presentata con il viso pacioso e rassicurante di un parroco con 50 anni di messa alle spalle che si dice molto attivo nel sociale e che a quelle latitudini viene chiamato con terminologia ecclesialmente corretta “un prete di strada”, perché si occupa di migranti e perché anche recentemente ha detto di voler modificare il concetto di transustanziazione.

Ovviamente criticarlo non si può, un po’ perché non si possono criticare i preti che si spendono nel sociale, anche se nel toccare le cose divine utilizzano zappa e vanga, e poi perché oggi, nella neo Chiesa, non si può prendere di mira chi attenta alla dottrina. Semmai, bisogna punire chi sommessamente fa notare che qualche cosa non va, come testimoniano i provvedimenti presi nei confronti di don Minutella o che c’è una verità di Dio sull’uomo che non cambia, come don Pusceddu.

La sorpresa arriva al minuto 26,50 dopo un’omelia giocata ad invitare i genitori a trasmettere la fede ai figli, ma «smettendo di parlare loro dell’inferno che non serve a nessuno e fa male».

Il cantore annuncia il canto del Credo: «Dolce sentire, pagina 39». Don Fredo attacca per primo: «Sapete perché non dico il Credo? Perché non ci credo». Risate dei fedeli. Poi riprende: Se qualcuno lo capisce…, ma io dopo tanti anni ho capito che era una cosa che non capivo e che non potevo accettare. Cantiamo qualche cos’altro che dica le cose essenziali della fede».

A Torino non è andata poi così male. A Genova ad esempio un altro prete di frontiera,

ricerca.repubblica.it/…/perche-rinuncio…
, don Paolo Farinella, ha annunciato dalle colonne del giornale di aver cancellato per quest’anno la celebrazione del Natale, del 1 gennaio (Maria Madre di Dio) e del 6 gennaio, l’Epifania. In pratica ha detto no alle feste comandate. Perché? Perché il Natale è diventata «una favoletta da presepe con ninne-nanne e zampogne, esclusivo supporto di un'economia capitalista e consumista, trasformando l'intero Cristianesimo in “religione civile”».
Don Farinella

Curioso. Anche solo dieci anni fa, non un passato lontanissimo, un prete che si opponeva di affermare le verità principali della fede cattolica o ad abolire a piacere le feste comandate sarebbe stato sospeso a divinis, oggi invece quasi quasi lo fanno monsignore. O comunque non gli succederà nulla. Magari il suo vescovo allargherà le braccia e sospirerà: «Vabbè, lo conosciamo, l'ho richiamato venti volte, ma lui fa così. In fondo è un mio figlio anche lui». Umanamente comprensibile, ma sicuri che non ci sia dell'altro? Invece il problema è tremendamente serio e non solo per questo povero sacerdote che ammettendo di non accettare le verità della fede cattolica semplicemente ammette di non avere fede.

Ma anche per le pecorelle che gli sono affidate: che cosa insegnare ai bambini del catechismo se lui per primo questa fede ammette di non averla? E quale fede poi? Di che cosa stiamo parlando? Di un sentimento vago e mellifluo all’insegna del vogliamoci bene?

La questione del Credo è invece strettamente connessa con la fede. E non è un caso che il Catechismo della Chiesa Cattolica dedichi la sua primissima parte proprio a questo. Perché il Credo è “la risposta dell’uomo a Dio”. Una risposta che è la fede e con la quale l’uomo si sottomette pienamente a Dio. E’ quella che il primo articolo del Catechismo chiama l’obbedienza della fede sull’esempio di Abramo e Maria. Credere in un solo Dio, in Gesù Cristo figlio di Dio, nello Spirito Santo. E poi credere in tutte le altre verità sotto forma di professione di fede, dall’Incarnazione alla Resurrezione fino alla comunione dei santi e la vita eterna.

Don Fredo e don Farinella vogliono rinunciare a tutta questa raccolta organica di verità che va sotto il nome di simbolo? Facciano, ma perché utilizzare il loro ruolo che gli consente di essere pastori per le anime che sono loro affidate? Una volta si sarebbe detto ciechi che guidano altri ciechi. Che cosa resta a un sacerdote che pubblicamente disconosce tutto questo? Resta probabilmente soltanto la sua narcisistica volontà di potenza di imporre una religione in forma ideologica, che è però tremendamente umana, ma con il candore e la pacifica verve del buon parroco tanto engagé. E’ da lupi di questo tenore travestiti da candidi agnelli che il fedele dovrebbe guardarsi. Perché stanno lentamente segando il ramo sul quale si sono seduti con loro.

lanuovabq.it
antiprogressista
Quel lurido apostata di "don" Fredo (parassita della fede stipendiato per scandalizzare il gregge) non poteva che arrivare a dire ciò che ha detto: un catto-luterano ecumenista, marxista e sacrilego non ha mai avuto una fede degna di questo nome: con Bergoglio al potere si è sentito libero di fare il suo patetico coming-out!
Acchiappaladri
@Daniele Badalamenti
Esatto: siamo in trepida attesa dell'intervento dell'arcivescovo :-( Speriamo che in curia ci sia qualcuno che legge Gloria TV così che possa avvertire l'arcivescovo ;-)
Incredibile! Questa volta abbiamo anche il video ed invito tutti voi a vederlo in famiglia coi vostri bambini, poiché molto istruttivo. Infatti, esso ci dà l’identikit perfetto dell’Eretico Modernista. È un documento importante per il fatto che potrebbe accadere a chiunque in parrocchia, in diocesi di sentire gli stessi sproloqui da un presbitero, da un vescovo così da allontanarsene immediatamen…More
Incredibile! Questa volta abbiamo anche il video ed invito tutti voi a vederlo in famiglia coi vostri bambini, poiché molto istruttivo. Infatti, esso ci dà l’identikit perfetto dell’Eretico Modernista. È un documento importante per il fatto che potrebbe accadere a chiunque in parrocchia, in diocesi di sentire gli stessi sproloqui da un presbitero, da un vescovo così da allontanarsene immediatamente, affinché non si corra il rischio di contaminarsi con queste abominazioni per poi intraprendere la strada che porta irrimediabilmente all’eterna dannazione.
Per chi non lo sapesse l’Eresia modernista è la più perniciosa delle eresie; essa è la sintesi perfetta di tutte le altre che sono via via emerse storicamente nella vita della Chiesa. Dilaga da poco più di un secolo fra le gerarchie ecclesiastiche e fu condannata senza appello da San Pio X nell'enciclica “Pascendi Dominici gregis”). Ma vediamo subito cosa dice Don Fredo, questo ricettacolo ereticale durante la celebrazione eucaristica nella Chiesa di San Rocco a Torino. Ascoltate bene:

1) «La base della nostra fede non sono i Dieci Comandamenti, che andavano bene per gli ebrei»;
2) «La base della nostra fede è il comandamento dell’amore “Ama Dio e comportati con gli altri come Dio ti ama; se Dio è generoso con te si generoso con gli altri, questo è l’unico comandamento che dobbiamo rispettare, di tutto il resto non dobbiamo avere paura»;
3) «Si deve smettere di insegnare le paure, le religioni, l’inferno; mettetele tutte da parte queste cose non servono a nessuno»;
4) «Cercate l’essenziale della fede» che è: «noi siamo persone uomini e donne alla pari, secondo il vangelo valiamo tutti uguali»; «il comandamento che deve passare è la condivisione»;
5) «L’ideale di Gesù qual era? Che nessuno sia povero in mezzo a voi»;
6) «Al “Credo” cantiamo “Dolce sentire” a pagina 39 (…) Sapete perché non dico il “Credo”? Perché non ci credo [ghigno diabolico dei fedeli presenti] (…) io dopo aver studiato un po’ di anni ho capito che era una cosa che non capivo e non potevo accettare»;
7) «Cantiamo qualcos’altro che ci dà le cose essenziali della nostra fede: “Dolce sentire” (pagina) 39».

Questo sacerdote, ridotto ormai ad una caricatura di se stesso, ha abolito i dieci comandamenti, ha ridotto il "massimo comandamento" dell’amore ad un semplicistico «si generoso con gli altri come Dio lo è con te», ha abolito l’inferno, ha ridotto l’essenza della fede ad una mera condivisione tra gli uomini, ha svilito la missione di nostro Signore Gesù Cristo ad un solo ideale che è la lotta alla povertà, ha abolito la professione di fede, il “Credo” sostituendolo con una cosa che lui reputa essenziale per la nostra fede: il canto “Dolce sentire”, che, per chi non lo sapesse non è un canto liturgico ed in quanto tale non può essere eseguito durante la celebrazione eucaristica.
Ora al di là del fatto che questo soggetto ha evidenti problemi di coerenza con se stesso rispetto alla professione che svolge, immaginate i danni enormi che può infliggere a quella porzione di popolo di Dio a lui affidata, i quali, se ascoltate bene l’audio, all’affermazione che lui non crede nel “Credo”, emette un ghigno di compiacimento e questo ci fa capire che sono già corrotti; infatti, se così non fosse, avrebbero dovuto indignarsi, invece sogghignano conpiaciuti. I fedeli normalmente si fidano ciecamente del proprio parroco e si lasciano conseguentemente guidare; una guida cieca di ciechi e queste sono solo alcune delle “ideuzze” blasfeme che ha esplicitato l’eretico torinese, ma chissà quante altre ne ha propinato durante il suo mandato di parroco.
Ora, il problema vero non è lui, ma chi sta sopra di lui. Può anche esserci nel cesto una mela marcia è normale che può esserci, ma non è normale che una volta individuata non venga tolta. Quello che dobbiamo chiederci è: il vescovo dove è? Il caso è di dominio pubblico, circola nei social network e nei media più in generale. Sta prendendo provvedimenti, oppure è d’accordo con la dottrina esplicitata dall’infelice? In altre parole, il vescovo di Torino è fedele al «depositum fidei» o anche lui è un Eretico Modernista?
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Giosuè
Grazie all'aria di ecumenismo che tira un giorno si dirà una cosa e il giorno dopo si dirà il suo contrario nella neo_chiesa a cui non appartengo.
Sam Gamgee
Questo articolo ne ricorda un altro di Alessandro Gnocchi ,gia' di tre se non quattro anni fa ,in cui si diceva (non per ipsissima verba ) : '' Arriveremo al punto che dai piu' alti pulpiti ci si ordinera' di credere che Dio non esiste'' . Allora fu accolto con irritazione ed anche riprovazione ,ma a poco a poco sembra che si stiamo arrivando.
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Acchiappaladri
Mi sorge spontanea la domanda: ma quei "fedeli" che cosa ci sono andati a fare a mezzanotte in quella chiesa ad ascoltare il barbuto capo del locale soviet? Non sarebbe stato più divertente rimanere al ristorante per il cenone, o fare quattro salti in discoteca, o magari farsi una bella dormita (ecc.) dopo il cenone?

Rimaniamo in fiduciosa attesa della sospensione a divinis del barbuto: il local…More
Mi sorge spontanea la domanda: ma quei "fedeli" che cosa ci sono andati a fare a mezzanotte in quella chiesa ad ascoltare il barbuto capo del locale soviet? Non sarebbe stato più divertente rimanere al ristorante per il cenone, o fare quattro salti in discoteca, o magari farsi una bella dormita (ecc.) dopo il cenone?

Rimaniamo in fiduciosa attesa della sospensione a divinis del barbuto: il locale vescovo ordinario certamente sarà pronto a sanzionarlo canonicamente per proteggere il gregge dall'apostata reo-confesso. ;-)
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Sempliciotto
POETICHERIE

Quest'è un'epoca la mia
Dove ognuno può parlare
E se dice un'eresia...
"Chi son io per giudicare"?

Ma costui è un traditore
Dice allor l'ortodossia
Non sarai duro di cuore?
Piegatì all'apostasia!

Verità oggi è l'amore,
Non la Legge del Signore
È restare in comunione
Anche senza confessione!

Mi emoziono quindi sono
Questo è il succo del perdono,

Accoglienza, questo è il Credo
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POETICHERIE

Quest'è un'epoca la mia
Dove ognuno può parlare
E se dice un'eresia...
"Chi son io per giudicare"?

Ma costui è un traditore
Dice allor l'ortodossia
Non sarai duro di cuore?
Piegatì all'apostasia!

Verità oggi è l'amore,
Non la Legge del Signore
È restare in comunione
Anche senza confessione!

Mi emoziono quindi sono
Questo è il succo del perdono,

Accoglienza, questo è il Credo
Non portenti che non vedo.
Ma è parola del Signore!
No, non c'è il registratore...

Senza resurrezion la fede è vana?
Volemose bene, ch'arriva la befana!

(Sempliciotto)
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Giosuè
In un'epoca di apostasia come questa, molti cristiani ritengono di essere tali perchè non sono guidati e a causa di questo fanno una religione sul loro modo di pensare, in poche parole si fanno "dio-di-se stessi". Gli stessi pastori che non rispettano le verità di fede, fanno pasticci su i sacramenti, nel senso che non osservano volutamente il rituale, a parte di invalidare i sacramenti stessi, …More
In un'epoca di apostasia come questa, molti cristiani ritengono di essere tali perchè non sono guidati e a causa di questo fanno una religione sul loro modo di pensare, in poche parole si fanno "dio-di-se stessi". Gli stessi pastori che non rispettano le verità di fede, fanno pasticci su i sacramenti, nel senso che non osservano volutamente il rituale, a parte di invalidare i sacramenti stessi, poi interpretano la Parola di Dio a proprio uso e consumo, in pratica fanno un altro vangelo e un'altra religione, si fanno perciò "dio-di-se-stessi". Se vogliamo parafrasare diventano quel "pastore-idolo" menzionato in uno dei quaderni del '43 nei testi della Valtorta.
Vedi il link:

www.valtortamaria.com/…/9-dicembre-1943

"Allora conoscerete il pastore che non si cura delle pecore abbandonate, il pastore idolo di cui parla Zaccaria...allora verrà il pastore idolo, il quale sarà e starà dove vorranno i suoi padroni".
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Giuseppe Di Tullio
Certa gente invece di dedicarsi alla vigna del Signore (devastandola), dovrebbe dedicarsi ad altro.El Papa invece di scomunicare Don Alessandro Minutella dovrebbe farlo con questi signori che evidentemente sono della sua stessa risma.
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Sam Gamgee
Subito scomunicato ,ridotto allo stato laicale e ,importantissimo , zero stipendio dal giorno dopo . Ma fondamentale e' che anche i rispettivi vescovi abbiano ,se non prendono provvedimenti, il medesimo trattamento . Chiedano lavoro all' Arci-gay locale , traditori della fede ,nullafacenti ed ipocriti ! Non credi ? Vai da quelli che la pensano come te ! ( da Shakespeare : '' Sogni di una notte …More
Subito scomunicato ,ridotto allo stato laicale e ,importantissimo , zero stipendio dal giorno dopo . Ma fondamentale e' che anche i rispettivi vescovi abbiano ,se non prendono provvedimenti, il medesimo trattamento . Chiedano lavoro all' Arci-gay locale , traditori della fede ,nullafacenti ed ipocriti ! Non credi ? Vai da quelli che la pensano come te ! ( da Shakespeare : '' Sogni di una notte di fine anno '' )
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La voce
Caro @Stev33, sono della stessa pasta.
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La voce
Risate dei fedeli. Praticamente tutto va bene a tutti (a me no, io sarei uscito di chiesa)
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Stev33
E il nostro caro Papa Francesco non ha nulla da dire a questi signori?
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Don Fredo: "Al Credo non ci credo"

CIC, can. 194 - §1. È rimosso dall'ufficio ecclesiastico per il diritto stesso: [...] 2) chi ha abbandonato pubblicamente la fede cattolica o la comunione della Chiesa.

Can. 1364 §1: È scomunicato automaticamente: chi è responsabile di apostasia, eresia e scisma.

Can. 2089: "Cos'è l'eresia? ''Viene detta eresia l'ostinata negazione, dopo aver ricevuto il …More
Don Fredo: "Al Credo non ci credo"

CIC, can. 194 - §1. È rimosso dall'ufficio ecclesiastico per il diritto stesso: [...] 2) chi ha abbandonato pubblicamente la fede cattolica o la comunione della Chiesa.

Can. 1364 §1: È scomunicato automaticamente: chi è responsabile di apostasia, eresia e scisma.

Can. 2089: "Cos'è l'eresia? ''Viene detta eresia l'ostinata negazione, dopo aver ricevuto il Battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa.''"
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